domenica, Dicembre 8

Nkurunziza, guida suprema eterna e futuro re del Burundi L' autoproclamazione a Guida Suprema e in più Eterna, rientrerebbe in un piano troppo anacronistico e folle per essere creduto

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Durante una riunione del CNDD-FDD, il dittatore,  illegalmente al potere dal giugno 2015, si è auto proclamato Guida Suprema Eterna del partito. I fedeli supporter hanno esultato a questa apparente stravaganza.

In realtà un primo passo per raggiungere gli obiettivo di un nuovo machiavellico piano del Signor della Guerra HutuPower. «È il leader più anziano, il nostro padre, il nostro consigliere», dichiara Evariste Ndayishimiye, segretario generale del CNDD-FDD.

L’ autoproclamazione a Guida Suprema e in più Eterna, rientrerebbe in un piano troppo anacronistico e folle per essere creduto fino ad ora. Nostre fonti dal Burundi ci informarono due mesi fa che Nkurunziza intendeva risolvere il problema del terzo mandato ottenendo il quarto attraverso un referendum a cui la popolazione è  obbligata a partecipare e a votare con tanto di pistola puntata alla tempia.

L’obiettivo è di ottenere legalmente la riforma costituzionale che permetterà al dittatore Pierre Nkurunziza di candidarsi per un numero illimitato di mandati, ogni sette anni a partire dal 2020.

La riforma costituzionale sarà seguita da una ridefinizione dei gruppi etnici nel Paese. Storicamente in Burundi vi sono tre ceppi etnici: i bahutu,  i batutsi e i batwa (pigmei ), rispettivamente 83, 15 e 2%.

Nkurumziza vuole mantenere solo il ceppo hutu suddiviso in tre clan a cui batutsi e batwa devono aderire.  Una mossa per attuare un genocidio culturale eliminando l’identità delle minoranze e ponendo le basi per uno  Stato Hutu.

Quando il potere sarà stabilizzato Nkurunziza annullera’ la Repubblica, proclamando la nascita del Regno Hutu con lui Re, inaugurando una dinastia monarchica e monoetnica. La chiave di volta del piano (assai incredibile ) era la nomina a Guida Suprema Eterna del CNDD-FDD, ci avvertirono le fonti burundesi lo scorso febbraio.

Questa nomina, degna della dinastia Sung in Nord Corea, ha fatto aumentare le tensioni interne al partito razial nazista. Si spera in un regolamento di conti che distrugga il regime dall’interno.

Mentre un decreto presidenziale fissa la data del referendum per il 27 maggio 2018, la società civile in esilio dichiara finita la fase dei negoziati e invita il popolo burundese alla guerra civile.

Secondo fonti regionali questo proclama è  il preludio di una offensiva militare dall’esterno concordata con Washington e Bruxelles.  Una guerra lampo per sostituire Nkurunziza ed evitare il genocidio.

Fonti burundesi in loco pongono poca fiducia all’appello di guerra lanciato dalla società civile.  Ci dicono che il documento politico redatto dalla società civile non é molto credibile. Altri documenti simili sono precedentemente circolati senza che nulla accadesse. Forse il solo obiettivo di questi proclami di guerra è  far sentire alla popolazione che le speranze non sono perdute e che c’é ancora qualcuno che pensa di reagire.

Nostre fonti burundesi ci informano che gli elementi reazionari del clero cattolico hanno ripreso l’appoggio del dittatore con l’aiuto di organizzazioni religiose italiane.

Queste ultime starebbero contattando le autorità europee per far rimuovere le sanzioni economiche contro il regime per “aiutare i poveri”.

Le nostre fonti informano che l’appoggio della Chiesa Cattolica al regime è ora di natura contraddittoria, non convinto e non omogeneo.

I costruttori di pace hanno permesso a Nkurunziza di giungere alla Presidenza, pur conoscendo la sua natura hitleriana e la condanna del tribunale di Bujumbura nel 2000 in contumacia per crimini contro l’umanità commessi durante la guerra civile iniziata nel 1993. Ora questi religiosi sono consapevoli del rischio del genocidio ma non sanno come venir fuori dal l’alleanza con il Diavolo senza che lui riveli imbarazzanti misteri. Non hanno altra scelta che continuare a supportarlo discretamente nella speranza di mitigare gli aspetti più brutali della dittatura” ci spiega la nostra fonte  burundese. Un aspetto su cui vale la pena indagare.

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