lunedì, Ottobre 21

Nigeria: il più ricco email scam della storia Coinvolti anche diversi istituti finanziari americani che permettevano di ricevere donazioni su conti bancari aperti con nomi fittizi e il trasferimento dei quattrini su altri conti negli Stati Uniti o direttamente in Nigeria

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Il 23 agosto 2019 il US Federal Bureau of Investigation noto con la sigla F.B.I. ha arrestato 14 persone ed emesso 252 interpellanze di tribunale smantellando un network criminale controllato da immigrati nigeriani che, tramite una complicata operazione di email scam, hanno truffato migliaia di cittadini americani. Le prime stime parlano di 10 milioni di dollari rubati in pochi mesi, facendo diventare questo caso la più vasta operazione criminale ordita da nigeriani negli Stati Uniti. Il network smantellato avrebbe attuato a partire dagli Stati Uniti altre frodi telematiche in 10 diversi Paesi riuscendo a rubare 40 milioni di dollari. 

L’email scam era ben studiato ed efficace. Immigrati nigeriani, a lungo presenti negli Stati Uniti e conoscitori della mentalità americana, camuffati da reduci americani delle guerre di Afghanista ed Iraq, hanno creato falsi profili su vari social media, come Istangram e Facebook. La richiesta di soldi non avveniva immediatamente. Per mesi e mesi i falsi profili raccontavano la vita di questi presunti marines reduci, descrivendo le difficoltà riscontrate nel loro reinserimento nel tessuto socio economico degli Stati Uniti. Sulle pagine dei social media venivano pubblicate foto di famiglia, di piccole gioie quotidiane, ma soprattutto le difficoltà a trovare un lavoro, ad essere accettati dalla società civile, le sofferenze delle moglie e delle famiglie nell’assistere ex soldati mutilati o affetti da traumi psicologici da combattimento, l’abbandono dello Stato verso chi aveva servito con zelo e fervore la patria. 

I racconti delle vite dei singoli falsi reduci si basavano sulla realtà che vivono migliaia di ex marines abbandonati dallo Stato e rifiutati dalla società americana. Un dramma volutamente nascosto dal Governo americano e dal Presidente Donald Trump. Solo quando si era instaurato un forte legame di solidarietà, simpatia e solidarietà tra il pubblico, questi falsi reduci chiedevano aiuti per far fronte ai costi sanitari delle malattie o mutilazioni della guerra, per sostenere la famiglia essendo disoccupati, e via dicendo. Le richieste, dopo la creazione di forti rapporti di empatia, sembravano genuine e centinaia di migliaia di cittadini americani hanno cercato di aiutare questi reduci offrendo loro somme di denaro secondo le proprie possibilità. Le informazioni dei conti correnti su cui depositare gli aiuti e la relativa corrispondenza venivano effettuate via email. 

Coinvolti in questo grande email scam anche diversi istituti finanziari americani di cui per il momento il F.B.I. non ha reso noto i nomi. Questi istituti finanziari permettevano di ricevere le donazioni su conti bancari aperti con nomi fittizi, oltre al trasferimento fondi su altri fondi negli Stati Uniti o direttamente in Nigeria. “Questi istituti finanziari hanno infranto tutti i protocolli di sicurezza previsti dal Governo Federale. Questo è un crimine molto serio”, ha dichiarato Paul Delacourt, Assistente Direttore F.B.I. incaricato delle indagini sul Nigerian Email Scam. 

L’F.B.I. sta ampliando le indagini a 57 persone coinvolte residenti in Nigeria. I sospetti ricevevano presso il loro conti correnti il denaro proveniente dai fittizi conti bancari americani e frutto di estorsione di migliaia di cittadini americani di buon cuore. Il Procuratore Distrettuale Nicola Hanna ha chiesto al Governo della Nigeria l’estradizione dei 57 complici individuati e accusati di frode internazionale ai danni di cittadini americani e riciclaggio di denaro. Accuse che possono portare a 22 anni di reclusione presso le prigioni federali degli Stati Uniti. 

Il Nigerian Email scam è scoppiato sette mesi dopo l’arresto del milionario uomo d’affari nigeriano Obinwanne Okeke, soprannominato ‘Invictus Obi’, socio della Forbes Contributor & Young African Business Association. Okeke era considerato una storia di successo dell’imprenditoria nigeriana, intervistato ed esaltato dalla ‘BBC Africa’, ‘CNN’, ‘CNBC’, e invitato a tenere conferenze in diverse università americane ed europee, oltre ad essere tra gli ospiti d’onore del Londong Shool of Economic Afica Summit.

Okeke, sempre utilizzando una sofisticata versione di email scam, la sua credibilità e il prestigio riconosciuto dai media e dalle istituzioni internazionali, aveva estorto 11 milioni di dollari a grosse aziende, tra le quali Unatrac Holding Limited e il Mantrac Group, succursale della Caterpillar. Anche in questa mega truffa ‘Made in Nigeria’ sono coinvolte alcune banche americane i cui nomi non sono stati rivelati, e 14 persone tra cittadini americani e nigeriani. Sei di essi, di nazionalità nigeriana, sono riusciti a fuggire nel loro Paese. Il Procuratore di Los Angels ha avanzato alle autorità nigeriano i mandati di estradizione per questi sette fuggitivi. 

Questa serie di truffe finanziarie hanno aggravato la reputazione della Nigeria. Il Paese è tra i più popolati e ricchi dell’Africa. Teoricamente una super-potenza inibita causa la corruzione, il terrorismo islamico di Boko Haram, l’incapacità di diversificare l’economia ancora basata sul petrolio, l’incapacità di governanti corrotti e inetti.
In molti Paesi africani gli immigrati nigeriani non sono visti bene. Spesso vari membri della diaspora nigeriana residenti nel Paese ospite creano network criminali dediti alla prostituzione e al traffico di droga. Nel 2016 un network criminale nigeriano è stato brutalmente represso in Uganda. Un volta individuati i capi del network le forze speciali ugandesi hanno compiuto una serie di esecuzioni extra giudiziarie per smantellare la filiera. Vari boss mafiosi nigeriani sono stati trovati morti nei boschi o nelle periferie della capitale, Kampala. Da allora le autorità ugandesi della migrazione rendono difficili i visti di entrata per i nigeriani.
E spostandosi in Europa, in Italia la mafia nigeriana sembra essersi ben radicata e organizzata per collaborare con Ndangheta, Cosa Nostra, Camorra, prendendo il controllo di varie zone delle città italiane per sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga.
Lungi da essere dei poveri disgraziati che fuggono dalla miseria o dei rifugiati, questi immigrati provenienti dalla Nigeria sarebbero inviati dalle mafie nigeriane in Italia per accrescere la mano d’opera criminale delle loro succursali che operano nel nostro Paese in accordo con le mafie italiane. I mafiosi nigeriani ora starebbero reclutando anche vari cittadini del Ghana per farli diventare mano d’opera criminale in Italia. 

Le frodi finanziarie e i vari network criminali promossi dai nigeriani stanno rendendo difficile la migrazione (anche nei Paesi Africani) per centinaia di migliaia di onesti cittadini della Nigeria. I tempi per ottenere un visto si sono triplicati, così come i rifiuti. Gli onesti uomini d’affari nigeriani  hanno il problema della credibilità, che mette a rischio gli scambi commerciali internazionali. Danneggiata anche la nuova industria nigeriana della tecnologia e della difesa ambientale, bisognosa di investitori stranieri.  

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