lunedì, Dicembre 16

Niger: elezioni farsa per il benessere di AREVA

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I risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi domenica 20 marzo, aggiudicano la vittoria al Presidente in carica Mahamadou Issoufou. La Commissione elettorale aggiudica al Presidente il 92% dei voti. Il suo rivale, Hama Amadou, ottiene un misero 8%.
I risultati sarebbero il frutto di una frode elettorale di proporzioni leggermente minori di quella attuta dal Presidente congolese Joseph Kabila nel 2011, ricordata nella storia come la elezioni più scandalosa mai avvenuta in Africa. I dati forniti dalla Commissione elettorale non sono credibili, a cominciare dalla partecipazione dei votanti, ufficialmente stimata a 56%. Una percentuale sconfessata dalle immagini dei seggi elettorali deserti. L’opposizione fornisce dati più credibili: 11%. «La popolazione ha risposto in massa al nostro invito a boicottare queste elezioni farsa. La bassa affluenza alle urne riflette la volontà di rigettare i risultati prestabiliti, costringendo il presidente Mahamadou Issoufou a confrontarsi con la volontà popolare», afferma la coalizione dell’opposizione denominata COPA 2016.  L’opposizione aveva lanciato un appello a boicottare il secondo turno il 8 marzo scorso.

Nel primo turno, Mahamadou era sicuro di ottenere la maggioranza assoluta. A gran sorpresa ha ottenuto solo il 48,4% dei voti associati a sospetti di alterazione dei risultati elettorali. Il suo rivale, Hama Amadou, ha ottenuto il 17,8%. La sconfitta subita al primo turno già preannunciava le ostilità della maggioranza della popolazione nei confronti di un presidente accusato di servire gli interessi della multinazionale francese del nucleare, AREVA, che controlla di fatto l’economia e la vita politica del Niger costringendo la popolazione alla miseria, aggravata dai sostanziali danni alla salute pubblica causati dal mancato rispetto del trattamento delle scorie radioattive nelle miniere di uranio. Il Niger detiene i più importanti giacimenti di uranio in Africa dopo quelli del Congo che, nel 1944, servirono per fabbricare le due bombe nucleari sganciate su Hiroshima e Nagasaki.

I risultati attribuiti all’opposizione durante il secondo turno appaiono paradossali. Teoricamente l’oppositore Hama Amadou non sarebbe riuscito ad acquistare consensi, anzi, ne avrebbe perso più della metà di quelli ottenuti nel primo turno. La coalizione COPA 2016, creata per sostenere la prova del secondo turno, raggruppava quattro partiti di opposizione di cui i candidati (presentatesi in liste singole) avevano ottenuto al primo turno un totale di preferenze pari la 30%. A questo vi erano grosse possibilità di ottenere il voto dal 33% dei cittadini che avevano scelto di astenersi.

L’ex Primo Ministro Hama Amadou è stato costretto a condurre la campagna elettorale dalla prigione, vittima di un procedimento giudiziario basato sulla falsa accusa di traffico di minori. Secondo alcune fonti, il Presidente in carica avrebbe volutamente aggravato lo stato di salute del suo rivale per impedirgli di coordinare la campagna elettorale per il secondo turno. Hama Amadou, dichiaratosi prigioniero politico, quattro giorni prima delle elezioni, è stato ricoverato presso un ospedale in Francia per serie complicazioni di salute. Il suo medico curante è stato arrestato per aver affermato che le condizioni del suo paziente sono state create da un trattamento disumano subito in carcere. Il medico è accusato di aver diffuso false notizie, attentando alla pace sociale del Paese. Il Governo afferma che Hama Amadou è stato trasferito in Francia per ricevere cure specialistiche a causa di uno stato di stress e fatica psico-fisica dovuta dalla preparazione delle elezioni e all’età, 66 anni. Secondo le stesse fonti, l’oppositore sarebbe stato ricoverato in Francia e non in altri Paesi europei per evitare fughe di notizie sulle cause del suo pessimo stato di salute. Le autorità sanitarie francesi tratterebbero con la massima confidenzialità il caso clinico dell’illustre paziente nigerino per non far trapelare la cause della sua malattia.

Anche la durata della campagna elettorale relativa al secondo turno è stata ridotta, da 21 a 10 giorni, in violazione delle disposizioni citate dagli articoli 48 e 81 della Costituzione e dalle legge sul processo elettorale del 28 marzo 2014. Queste le ragioni che hanno spinto l’opposizione a boicottare il secondo turno delle elezioni.

Il processo elettorale in Niger ha violato ogni regola democratica. Arresto arbitrario e ingiustificato del principale leader dell’opposizione, maltrattamenti fisici e psicologici durante il periodo di detenzioni che hanno causato l’insorgere di gravi complicazioni sanitarie e costretto al trasferimento in una struttura ospedaliera specializzata all’estero, frodi elettorali sia sulla partecipazione al voto che sull’alterazione dei risultati. Elementi sufficienti per la Comunità Internazionale per dichiarare queste elezioni non rappresentative e democratiche. Al contrario, nessuna condanna è stata annunciata. Le ragioni sarebbero legate alla necessità della Francia di accedere quasi gratuitamente all’approvvigionamento di uranio che contribuisce ad oltre il 50% del fabbisogno energetico del Paese europeo prodotto dalle centrali nucleari. La multinazionale AREVA aveva individuato il candidato della opposizione come un nemico mortale per i propri interessi, causa le sue idee nazionalistiche. In Niger la multinazionale francese ha imposto la sua volontà e la rielezione del suo uomo di fiducia, Mahamadou Issoufou, dimostrando come, dopo 50 anni di formale indipendenza, i Paesi africani sotto il controllo della France-Afrique siano di fatto ancora ‘colonie’ a tutti gli effetti.

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