venerdì, Aprile 19

Niger: chiuse le cliniche di Marie Stopes, praticavano l’aborto clandestino Il Ministero della Sanità ha annunciato che oltre alla chiusura dei due centri si procederà ad azioni legali contro la Ong

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Le autorità del Niger hanno ordinato la chiusura di due centri ospedalieri gestiti dalla Ong britannica Marie Stopes International accusata di praticare l’aborto, secondo le indagini condotte dal Ministero della Sanità nigerino.  «Abbiamo richiesto alla magistratura di emettere l’ordine di chiusura dei due centri ospedalieri gestiti da Marie Stopes in quanto vi sono prove inconfutabili che in questi due centri si applicavano interventi tesi all’aborto in palese violazione della legge anti aborto in vigore dal 2006. Le nostre indagini mostrano che la Ong Britannica promuoveva e praticava pratiche abortive contravvenendo non solo la legge in vigore ma anche l’accordo quadro stabilito con il Governo per poter operare nel Paese», afferma Idi Illiassou, Ministro della Sanità.

Marie Stopes International, una Ong britannica specializzata nella sanità, opera in 37 Paesi. Su richiesta del Ministero nigerino della sanità, nel 2013, Mari Stopes collabora nella fase di concezione del Piano Nazionale di Pianificazione Familiare che aveva l’obiettivo di aumentare del 50% l’uso dei contraccettivi tra la popolazione.  Nel luglio 2014 Mari Stopes iniziò nel Paese mussulmano una campagna di prevenzione tramite distribuzione di contraccettivi utilizzando cliniche mobili. Nel luglio 2016 fu aperto il primo centro nella periferia della capitale Niamey. Il secondo centro sarà aperto nella città di Maradi, la capitale economica del Paese. Durante la sua collaborazione con il Ministero della Sanità, 38.377 famiglie delle periferie della capitale hanno iniziato a utilizzare regolarmente i contraccettivi. Sono stati prevenuti 12.472 gravidanze non desiderate e 4.748 aborti illegali non sicuri.

Sono proprio questi successi dichiarati sul sito della Ong a far insospettire le autorità nigerine. Marie Stopes doveva sensibilizzare la popolazione all’uso regolare dei contraccettivi e aiutare il Governo a distribuirli. Cosa significa aver prevenuto così tante gravidanze non desiderate e aborti illegali non sicuri? Le autorità hanno scoperto che all’interno dei centri di Marie Stopes si praticavano aborti clandestini per un costo di 52 dollari. Il Ministero della Sanità ha annunciato che oltre alla chiusura dei due centri si procederà ad azioni legali contro la Ong e i suoi complici nigerini. Marie Stopes contattata dai media internazionali ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sull’accaduto.

Il personale espatriato e nigerino del Mari Stopes Niger rischia grosso. Secondo la legge n. 61-27 del 15 luglio 1961 del Codice Penale il personale coinvolto in un aborto rischia il carcere da 1 a 5 anni. Se poi si accerta che la pratica abortistica è praticata di routine gli anni aumentano a 10. Oltre agli anni di reclusione il personale medico e paramedico rischia la sospensione provvisoria o definitiva dall’esercizio del ruolo. Le pene colpiscono anche le donne che si sottopongono all’aborto. Dai 6 mesi ai 2 anni di carcere. L’aborto è consentito solo quando vi sono evidenti rischi di perdere la madre. Una concessione tipica del Islam e del Cristianesimo. Dinnanzi alla scelta di una nuova vita o la madre, si sceglie sempre quest’ultima in quanto in grado di rimanere nuovamente  in cinta e continuare il suo ciclo produttivo a favore della società.

Non è la prima volta che Marie Stopes International viene accusata o sospettata di praticare aborti clandestini. In altri vari Paesi africani dove l’aborto è proibito, Marie Stope promuove la pratica nelle sue cliniche. Spesso viene tollerato ma, a volte, un Governo decide di reagire. Le ragioni di tale comportamento fuorilegge sono però condivisibili. I governi che hanno proibito l’aborto, di solito per compiacere i religiosi, non riescono ad estirpare le pratiche abortive ma semplicemente trasferirle dalla sanità pubblica al underground della sanità illegale e clandestina. Le cliniche Marie Stopes offrono a migliaia di donne l’unica garanzia di un aborto sicuro salvandole dal rischio di morire sotto i ferri di un praticone o di emorragia post operazione.

Il Niger è considerato il secondo Paese più popolato dell’Africa Occidentale dopo la Nigeria e, allo stesso tempo, il più povero. Ha il più alto tasso di mortalità infantile e il più alto tasso di fertilità della regione. Il 50% della popolazione ha un’età inferiore ai 15 anni. Su una popolazione di 17,8 milioni di persone la percentuale di donne che usano moderni contracettivi è del 12,2%. Solo il 0,5% di esse usano contracettivi a lungo termine o si fanno legare le tube. L’uso del preservativo è praticamente inesistente. Le autorità del Niger si sono sempre rifiutate di fornire i dati dei decessi dovuti da aborti clandestini. Con la chiusura delle due cliniche di Marie Stopes questa drammatica percentuale è destinata ad aumentare.

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