martedì, Aprile 7

Nella dinastia Shinawatra individuata l’erede del Pheu Thai Party

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La creatura politica di Thaksin Shinawatra, il Pheu Thai Party, di fatto era stata decapitata per scelte terze ed esterne. Innanzitutto, il leader fondatore, esule all’estero per una condanna a due anni e mezzo da scontare in carcere e lo scioglimento del Partito Thai Rak Thai che successivamente è rinato –come l’Araba Fenice- con altre vesti ed altre denominazioni. Poi vi è stata la ‘vicenda’ politica della sorella più giovane Yingluck Shinawatra, bella, abile e capace amministratrice di società e aziende che fanno capo alla famiglia Shinawatra e che trovano il proprio core business nel mondo delle comunicazioni, dalle tv alle compagnie telefoniche. Una vicenda finita con un colpo di stato propiziato da virulente proteste dell’opposizione dei ‘Democrats’ nel 2014 e che oggi si ritrova a doversi presentare davanti ai Giudici dell’Alta Corte di Giustizia per accuse di ‘negligenza amministrativa’ nella questione dei fondi statali destinati ai coltivatori di riso a fini di acquisto del Governo Centrale per accantonare riso in fondi disponibili successivamente sulla piazza nazionale ma soprattutto sulle piazze estere ma anche per accuse legate ad ‘abuso di potere’ per questioni di nepotismo nelle assegnazioni delle cariche governative.

Insomma, il Partito ibernato è oggi ancora ‘vedovo’ del proprio vertice ma è ampiamente diffusa la nostalgia nella scena politica nazionale, soprattutto sul versante popolare e delle classi agricole. Si discute da tempo in quella parte politica sulla soluzione da esperire per ridare identità politica e partitica a quella parte del Regno del Siam che nelle urne ha votato la famiglia Shinawatra con forza non avendo alcuna altra voce che riuscisse a raccogliere tutte le anime popolari dell’agone politico Thai. Una parte politica che ha scelto il colore rosso del sangue per rivendicare le proprie passioni viscerali ed antiche, l’identità di Popolo e la propria fierezza originaria. Gli oppositori, cioè le classi agiate ed abbienti, il Gotha del Mondo universitario e dell’Accademia, la crema del management, buona parte della Magistratura e dell’Esercito sono notoriamente vicini ai ‘Democrats’, l’ala politica nazionale che si contraddistingue col colore giallo della Monarchia e della bandiera tradizionale della Corona Thai.

Oggi, i “Rossi” pare abbiano identificato una proposta più che una soluzione. Poiché Thaksin è esule all’estero e Yingluck è ormai ostaggio della Magistratura, un altro esponente della Famiglia Shinawatra potrebbe dare il proprio volto e la propria freschezza al Pheu Thai Party che vuole presentarsi con tutte le sue più tipiche caratteristiche alle prossime elezioni, elezioni che –dopo infiniti traccheggiamenti della giunta militare- dovrebbero tenersi il 2018.

Si tratta di Monthathip Kovitcharoenkul, una manager da tempo impegnata anch’ella nell’industria telefonica, una sorella dell’ex Primo Ministro Thaksin e Yingluck Shinawatra, l’ottava tra i dieci fratelli/sorelle della dinastia Shinawatra, dove Thaksin è il secondo per anzianità e Yingluck la più giovane. Formalmente il nome col quale è nota è Yaowaman Shinawatra, Monthatip -58 anni- è sposata all’ostetrico il Dottor Somchai Kovitcharoenkul ed insieme hanno due bambini.

Ad onor del vero, Yingluck Shinawatra aveva già smentito le speculazioni che da tempo vanno avanti sul nome di Monthatip affermando che la sorella più anziana non ha mai dimostrato di essere intenzionata a scendere in politica né tantomeno di essere il nuovo leader del Pheu Thay Party. E che secondo le indicazioni date dall’estero dall’ex Premier, il politico più anziano ed esperto Khunying Sudarat Keyuraphan è più adatto alla candidatura di prossimo leader del Pheu Thay Party.

Bisogna però annotare e ricordare che proprio la stessa Yingluck Shinawatra a lungo aveva negato di essere candidata alla guida del Pheu Thay Party in occasione delle elezioni generali del 2011 dove –invece- si presentò, vinse e fu la prima candidata donna a ricoprire il ruolo di Premier di Thailandia.

Monthatip ha una Laurea in Direzione Aziendale ed Amministrazione Pubblica, in precedenza ha già guidato la M Link Asia Corporation, una società inserita nella Borsa di Thailandia e che lei stessa ha co-fondato nel 1995. Il Marchio connesso è di fatto uno dei maggiori leader della telefonia mobile e si associa al più vasto novero di attività nel settore della telefonia e delle comunicazioni attraverso la società madre Advanced Info Service AIS.

Nel 2015 la M Link visse una ridenominazione passando a chiamarsi Ferrum Plc, nella quale alcuni esponenti della famiglia Shinawatra sono ancor oggi i maggiori detentori di quote azionarie. Solo un anno prima, nel Mese di Maggio 2014, Monthatip e suo marito ricevettero una sanzione di 9.6 milioni di Thai Baht dalla Commissione di Controllo degli Scambi e del Mercato per l’accusa di insider trading che coinvolse direttamente la Società M Link.

Il nome di Monthathip lo si è sussurrato con sempre maggiore insistenza, negli ultimi tempi, proprio a causa delle vicissitudini giudiziarie della sorella Yingluck ex Premier, per le accuse relative alla ‘negligenza amministrativa’ circa l’applicazione dello schema governativo di assistenza ai produttori di riso con fondi governativi. Il caso è oggi oggetto di decisione da parte della Suprema Corte Divisione Criminale per Reati Commessi da Pubblici Ufficiali.

Il Pheu Thai Party ha bisogno, ora, di un candidato al prossimo vertice di Premier nazionale al posto di Yingluck e i Shinawatra sembrano aver fiducia più nella linea di discendenza tra consanguinei che non attraverso figure esterne al clan familiare. Per i detrattori questo significa che vi è conferma del nesso tra gli interessi del partito e la sua utilizzazione finale come scudo giudiziario, per i sostenitori della famiglia Shinawatra, invece, si tratta di una exit strategy per proteggere il Pheu Thai Party ed assicurarsi una via per la prossima vittoria nelle urne che sembrerebbe essere avvalorata da diversi sondaggi condotti sul tema da parte di diversi Istituti di ricerca statistica e politologica nazionali.

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