giovedì, Maggio 23

Nave Eni a Cipro: la Turchia blocca ancora le operazioni Milizie fedeli al regime siriano ad Afrin, ma Ankara risponde. Ed Erdogan pensa intanto di reintrodurre nel Paese il reato di adulterio

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Mark Goldring, chief executive di Oxfam, travolta dallo scandalo degli abusi sessuali commessi da suoi operatori a Haiti nel 2010 e non solo, è finito nel mirino delle critiche dopo le parole di ieri della primo ministro britannica, Theresa May.Goldring e Caroline Thomson, oltre alla direttrice generale di Oxfam International, Winnie Byanyima, sono stati messi sotto torchio assieme ai leader di Save The Chldren durante l’audizione in commissione parlamentare dalle contestazioni di diversi deputati britannici. Thomson e Byanyima hanno espresso vergogna, mentre Goldring si è scusato pure per aver lamentato in una recente intervista «la ferocia e l’intensità degli attacchi» ricevuti da Oxfam. Il vertice dell’ong ha poi quantificato il danno causato dallo scandalo: con 7000 persone che hanno cancellato le loro donazioni negli ultimi 10 giorni, oltre al congelamento dei finanziamenti previsti dal governo May per il 2018.

In Israele, il premier Benyamin Netanyahu si trova al centro di una nuova bufera politica dopo gli arresti da parte della polizia di alcune persone a lui collegate, come l’ex consigliere per i rapporti con i media Nir Hefetz e Shaul Elovitch, uomo d’affari che controlla il gigante delle telecomunicazioni Bezeq ed il popolare sito giornalistico ‘Walla‘. La polizia sospetta che la Bezeq possa avere ottenuto importanti benefici dal ministero delle Comunicazioni (amministrato ad interim a suo tempo dallo stesso Netanyahu) in cambio del sostegno al premier da parte di ‘Walla‘.

Intanto dalla Cisgiordania Abu Mazen, presidente dell’Anp, ha chiesto una conferenza internazionale nel 2018 come parte del piano di pace anche per determinare il riconoscimento dello stato di Palestina come stato membro regolare dell’Onu. Poi l’attacco agli Usa, rei secondo lui di aver violato la legge internazionale con il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Abu Mazen ha inoltre chiesto un meccanismo multilaterale internazionale per risolvere la questione mediorientale.

Chiudiamo con la Spagna, dove il tribunale supremo di Madrid ha confermato e reso definitiva la condanna a tre anni e mezzo di carcere al rapper di estrema sinistra Josep Miquel Angel Arenas ‘Valtonyc’ per ‘ingiurie al re’ e ‘apologia del terrorismo’. Il tutto per i testi di alcune sue canzoni.

Mentre in Catalogna, i partiti indipendentisti hanno raggiunto un accordo per sbloccare la situazione politica, che prevede la ‘rielezione’ simbolica di Carles Puigdemont, ancora in esilio a Bruxelles, il 27 febbraio in una sala del parlamento belga. Il President deposto designerebbe poi come candidato presidente ‘effettivo’ il numero due della sua lista JxCat, Jordi Sanchez.

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