lunedì, Maggio 27

Nasce il welfare di distretto Salvaguardare e potenziare il potere di acquisto dei lavoratori: a Prato un’iniziativa innovativa per le Pmi

0

prato

Si chiama WelfarePmi, è senza precedenti in Italia –mutuato, però, si direbbe dall’idea olivettiana dell’azienda– e consiste in un pacchetto di benefit per i lavoratori del distretto pratese, attraverso la contrattazione di II livello, ogni dipendente avrà un budget, esente da tassazione, per acquistare beni e servizi a prezzi scontati.

L’idea alla base di WelfarePmi è quella, ben collaudata, di utilizzare unamassa criticadi domanda per ottenere beni o servizi a condizioni più vantaggiose. Ma è del tutto originale la sua applicazione, congiuntamente, al welfare aziendale e ad una tipica realtà di Pmi come il distretto pratese.

A Prato l’Unione Industriale Pratese-Confindustria Prato, CGIL, CISL e UIL ed i rispettivi sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec hanno sottoscritto un accordo che consente di realizzare convenzioni per beni e servizi da proporre ai dipendenti delle imprese che decideranno di aderire al progetto. Ampie e svariate le tipologie di convenzione: fra le altre, grande distribuzione, strutture sanitarie, cura della persona, libri scolastici, corsi di formazione, assistenza domiciliare ad anziani e ammalati, rette degli asili, attività ricreative e sportive, viaggi. In tempi di consumi ridotti, un bacino potenziale di 10.000 dipendenti dell’industria pratese, molti dei quali ovviamente con famiglia, rappresenta una mole importante di consumatori, che le convenzioni orientano verso fornitori del territorio.

Oltre a questi benefici, l’accordo sindacale si prefigge di introdurre un modello di welfare contrattuale per le Pmi che consenta di portare sul territorio le soluzioni più efficaci di welfare aziendale già in uso da alcuni anni presso alcune grandi aziende. In questo modo è possibile, nel quadro delle attuali normative, realizzare vantaggi fiscali per lavoratori e datori di lavoro e quindi avere effetto anche sulla competitività del tessuto produttivo e sui livelli di occupazione.

Iniziative simili, oggetto di un progetto di legge volto a potenziarle ed estenderle, sono già in atto in grandi imprese; ma in una realtà di Pmi come Prato, quando un anno fa imprese e sindacati hanno affrontato il tema, la sola strada percorribile era pensare l’intero sistema come un’unica grande impresa. Operazione tutt’altro che facile dal punto di vista gestionale: la sua realizzazione è stata resa possibile dall’assunzione di responsabilità da parte di Co.Ge.F.I.S. (ente bilaterale costituito negli anni ’70 e partecipato pariteticamente da Unione Industriale e CGIL, CISL e UIL) e dall’adozione di ‘Crescere’, service innovativo che include elementi di program management ed una piattaforma informatica. Riferimenti di ‘Crescere’ sono l’esperto di welfare aziendale Angelo De Filippo e la società Eudaimon.

La somma dell’iniziativa pratese con le potenzialità di “Crescere” dà vita ad una soluzione senza precedenti in Italia, in grado di trasferire alle PMI le opportunità fino ad oggi prerogativa di pochissime grandi aziende.

Il progetto si è avvalso dell’assistenza di un Comitato Scientifico composto da docenti dell’Università di Firenze, la professoressa Franca Alacevich e il professor Riccardo Del Punta, esperti di Relazioni Industriali e di Diritto del Lavoro.

«Abbiamo sempre tenuto ben presente la necessità che l’iniziativa non andasse a creare problemi alle imprese, generando aggravi dal punto di vista organizzativo e dei costi», spiega il Presidente dell’Unione Industriale Pratese e del Co.Ge.F.I.S. Andrea Cavicchi. «Siamo orgogliosi di aver individuato, assieme ai nostri consulenti, questa soluzione tecnica. Con questo strumento possiamo contare sulla massima semplicità d’uso per i lavoratori, ciascuno dei quali gestisce in autonomia le proprie opzioni, senza nessun problema organizzativo per le imprese. Queste ultime, peraltro, sono naturalmente del tutto libere di aderire o meno a questa iniziativa, così come ciascuno dei dipendenti. Ma soprattutto siamo fieri di aver saputo lavorare assieme, noi e il sindacato, intorno ad un progetto utile a tutti: ai lavoratori che possono acquisire beni e servizi a costi ridotti e vedere i compensi derivanti alla contrattazione di 2° livello valorizzati al massimo; alle imprese che sono sempre ben felici di poter dare qualche vantaggio ai propri collaboratori; all’economia del territorio, sulla quale sono incentrate le convenzioni. Quello del potere d’acquisto dei lavoratori è un tema che deve stare a cuore a tutti, perché una parte importante dell’economia dipende proprio dalla loro capacità di spesa: non a caso quello del cuneo fiscale è un tema cruciale. Con WelfarePmi abbiamo fatto qualcosa di concreto in questa direzione».

Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del cosiddetto ‘Progetto Prato’, dove su proposta della Camera di commercio di Prato è stato incluso come tassello essenziale di un intervento che tocca vari aspetti dell’economia del distretto.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore