mercoledì, Settembre 30

"Napolitano il miglior presidente della Repubblica"

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Uno dei veterani della politica italiana, una delle personalità più rispettate e ammirate anche dagli avversari politici, deputato in diverse legislature (V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XIV e XV) dal 1968 al 2008, ha guidato il Ppi per tre anni contribuendo in maniera determinante alla nascita dell’Ulivo; grande studioso, latinista, è stato anche condirettore della Enciclopedia oraziana nell’Istituto della Enciclopedia Italiana, Gerardo Bianco sarebbe probabilmente un buon Presidente della Repubblica. Tuttavia, lui si tira subito fuori dalla contesa, affermando che all’età di 83 anni è ormai lontano dalla politica attiva, ma spiega di ammirare moltissimo quanto fatto da Napolitano e fornisce un identikit e le caratteristiche che dovrebbe aver il suo successore.

Lei è stato in Parlamento per diverse legislature e ha visto all’azione numerosi presidenti della Repubblica, cosa pensa della presidenza di Napolitano?

Innanzitutto, mi auguro che Napolitano lasci il più tardi possibile. La sua uscita di scena  lascerà un grande vuoto. Politicamente spero che non vada via, finché non si sia chiarito il quadro politico, che ancora è incerto e poi anche perché non si è votata una nuova legge elettorale. Inoltre, da quello che dice l’ultimo rapporto Censis, non c’è una riscossa generale dell’economia e non c’è stata una scossa generale da parte della società italiana. A Napolitano direi di essere cauto nella determinazione di andar via, penso che anche lui terrà conto della situazione e a mio avviso potrebbe aspettare tempi politici più maturi, poiché mancano degli elementi fondamentali che indicano una ripresa del Paese e non c’è uno strumento legislativo elettorale con norme compiutamente democratiche e quindi persiste una situazione di impasse.

Molti parlano di un determinato stile di Napolitano nella guida del Paese, alcuni addirittura dicono che si andato in alcuni casi oltre quelle che sono le prerogative del Presidente della Repubblica. Lei che ne pensa?

Napolitano è stato uno dei migliori presidenti della Repubblica, ha seguito con molta cura l’evolversi della situazione politica ed è intervento con energia per tamponare situazioni politiche difficili che potevano essere mortali per il Paese in un momento di crisi. Negli ultimi anni ha agito con maggiore determinazione, intervenendo nei momenti di difficoltà, come è previsto tra l’altro, per la sua funzione di garanzia. Lo ha fatto solo per il bene del Paese e seguendo e ispirandosi sempre  ai dettami costituzionali. Quando in quest’ultimo governo la politica ha ripeso maggiormente in mano la situazione, è tornato a ricoprire il ruolo con meno interventi, ma uguale attenzione. Non voglio fare previsioni sui nomi dei successori non sarebbe corretto per nessuno.

Non vuole sbilanciarsi con dei nomi, ma può almeno può fare un identikit di chi potrebbe ricoprire il ruolo di Presidente della Repubblica. Quali sono gli elementi distintivi che un buon Presidente della Repubblica deve avere?

Chi ricoprirà la figura del Presidente della Repubblica a mio avviso deve essere una personalità che abbia una grande esperienza politica alle spalle, non si può rivestire questo ruolo senza avere avuto una maturità istituzionale e politica adeguata. La caratteristica maggiore poi che deve avere il Presidente deve essere quella che i latini chiamavano la somma prudentia poiché deve  saper valutare ogni situazione con estrema moderazione e con una corretta analisi politica. Deve poi avere un grande carisma e un’autorevolezza internazionale che poche personalità politiche attuali possiedono. E’ fondamentale possedere quest’ultima caratteristica in questo momento politico, quindi sarebbe auspicabile e abbia avuto rapporti con organismi internazionali. E naturalmente sia apprezzato a livello economico, sociale, culturale, deve essere una figura che possa racchiudere in sé tutti questi aspetti.

Qualcuno in un periodo di crisi della politica però ritiene si possa trovare un accordo su una personalità esterna ai partiti, la ritiene una soluzione valida?

Il tramonto dei partiti classici, con la perdita della loro capacità organizzativa e l’assenza di ideologie o dottrine ha certamente impoverito il panorama politico. C’è sempre più individualismo chi gestisce il potere spesso per interessi personali. Questo ha reso più fragile il sistema, c’è un oggettivo problema che è quello di ricostruire una nuova classe dirigente che possa di nuovo orientarsi verso una maggiore responsabilità collettiva. Potrebbe anche realizzarsi l’opportunità dell’elezione di una persona che sia esterna ai partiti, c’è difatti, un carisma che nasce dalla carica che uno assume, cioè anche se senza esperienza un’importante personalità può determinarsi adeguatamente entrando nel ruolo. Si potrebbe anche quindi  trovare una personalità che venga dal mondo della Cultura, dell’Economia o della Scienza.

Sono sempre più insistenti i rumors politici che ipotizzano la possibilità di un Presidente della Repubblica donna. Lei cosa ne pensa?

Non penso sia importante si tratti di un uomo o una donna. Personalmente non avrei niente in contrario, e ci sono molte donne che potrebbero ricoprire quel ruolo, ma penso che non sia un  aspetto fondamentale, ci sono delle caratteristiche fondamentali che deve avere il presidente della Repubblica.

Lei che ne pensa del fatto che la figura del presidente della Repubblica sia riformata e possa magari avere maggior potere ?

Ritengo che come è stata prevista dalla Costituzione la figura del Presidente della Repubblica vada benissimo. Sono contrario all’ipotesi di andare verso un presidenzialismo che di fatto è in crisi anche nei paesi dove c’è da sempre come gli Usa. Tra l’altro il nostro Presidente della Repubblica non è privo di potere. Quando ci sono stati momenti di crisi politica è stato possibile per i presidenti intervenire con determinazione. Così come è cristallizzato nella carta costituzionale  assume poi su di sé già molte competenze essendo a capo delle Forze Militari, del Csm e garante della stessa costituzione e poi nomina i ministri e il presidente del consiglio. Ha un ruolo di potere ma anche di terzietà, quindi secondo me va benissimo. Due presidenti che hanno saputo molto bene  ricoprire questo ruolo sono Napolitano e Ciampi, che hanno avuto uno stile molto adeguato alle funzioni del loro ruolo.

Ritiene che dal cosiddetto patto del Nazzareno con l’accordo tra Forza Italia e Pd si possa trovare già un nome condiviso per la figura di Presidente della Repubblica?

La Costituzione prevede una maggioranza più ampia, e ritengo che anche politicamente sia opportuno trovare convergenze più estese e tra tutte le forze politiche, affinché questa non possa apparire come una scelta di potere di due persone e dei rispettivi partiti, questo sarebbe negativo. E’ auspicabile dunque una vasta consultazione che coinvolga tutti. Una volta era diverso c’erano i grandi partiti e alcune personalità avevano dei consensi già molto evidenti, al di là dei numeri così è stato con Ciampi, Napolitano o Cossiga. Da quando si punta al bipolarismo si fa l’errore di considerare anche la scelta del Presidente della Repubblica come un affare di pochi, ma non deve essere così, deve essere una figura garante per tutti. In questo senso, nonostante di solito per me faccia scelte discutibili, ho apprezzato quando detto dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini che ha dichiarato che da parte dei partiti non ci devono essere pregiudiziali contro questo o quel candidato. La cosa più importante secondo me è che tutti devono ritrovare il ‘clima’ per l’elezione del Presidente che deve essere diverso da quello della normale dialettica politica per trovare delle convergenze maggiori. Non sarà facile farlo con questa situazione parlamentare e anche perché non ci sono figure che da subito possano trovare ampie maggioranze, anche se mi auguro di essere smentito visto l’attuale momento del Paese.

 

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