giovedì, Dicembre 12

Myanmar, violente fiamme religiose field_506ffb1d3dbe2

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myanmar scontri

Bangkok – La Polizia del Myanmar ha imposto un coprifuoco in tutto l’arco di tempo tra la sera e la notte – ovvero dalle 21,00 alle 05,00 – nella seconda più grande città della Nazione, Mandalay, nella giornata di ieri, dopo due notti di rivolte settarie che hanno condotto alla morte di due persone. Sono state viste decine di poliziotti in fase di controllo delle strade e dei negozi peraltro costretti a chiudere nel momento in cui la tensione ha superato i limiti rispetto al normale chiasso e fervore della parte centrale della metropoli dove orde di rivoltosi hanno attuato devastazioni un po’ in tutte le aree centrali del tessuto urbano tra Martedì e Mercoledì scorsi.

Due uomini, un buddhista ed un musulmano sono stati uccisi nel corso delle violenze che sono esplose nella giornata di martedì, ultima fase di varie ondate di violenza settaria che hanno evidenziato la profondità delle tensioni religiose nella maggioranza buddhista del Sud Est della Nazione. Il buddhista è stato colpito da una spada., il musulmano è stato duramente colpito sulla strada che lo conduceva ad un luogo di culto. Queste ultime violenze hanno preso avvio dopo che un folto gruppo di buddhisti ha preso di mira attività commerciali e di vendita appartenenti a musulmani ed ad una moschea. Ai media le fonti di Polizia abbastanza sbrigativamente hanno riferito di voler semplicemente impedire che la situazione peggiori e le misure restrittive sono state imposte solo alla luce della necessità di riportare ordine e sicurezza nella popolazione. In effetti, come riportano parecchi testimoni occidentali, la Polizia si è messa in stato di allerta soprattutto alla luce del fatto che era chiaro che svariate bande di buddhisti erano pronte per rimettersi in giro ed eseguire ulteriori atti di violenza.

Mandalay ha più di 200.000 musulmani nel proprio territorio, una minoranza piccola ma significativa nella città. In generale i musulmani sono una minoranza in Myanmar. Nella Nazione vi sono state varie esplosioni di violenza dove la minoranza musulmana è stata ed è nel mirino degli attacchi soprattutto negli ultimi tre anni. La gran parte delle violenze tra i due gruppi hanno avuto luogo nello Stato di Rakhine nella parte occidentale del Paese, dove almeno 200 persone sono state uccise e migliaia sono state le persone costrette a dover abbandonare i propri territori nel 2012. Ma la violenza s’è diffusa anche nel Centro del Paese, con svariati attacchi nelle città di Meiktila e Kanbalu nel 2013. Gli incidenti del 2012, poi diventate vere e proprie rivolte di tipo religioso e settario, sempre nello Stato Rakhine e sempre tra le due componenti religiose, ovvero la maggioranza buddhista e la minoranza musulmana,  trovarono il “casus belli” nel caso di violenza ed assassinio perpetrato ai danni di una giovane buddhista, il che diede l’avvio definitivo alla sanguinosa catena di eventi delittuosi ed al conflitto etnico e religioso sul territorio del Myanmar. Nel 2013 e nel 2014 non è andata meglio. Nel solo mese di Marzo 2013 morirono 40 persone. Le Autorità sembrano non essere state capaci finora di porre un freno all’escalation. Tant’è vero che nell’Aprile 2013 Human Right Watch affermò che sebbene le Forze di Polizia fossero intervenute per proteggere i musulmani in fuga, sembra che esse stesse compartecipassero il clima di violenza diffusa e talvolta lo facessero anche in modo alquanto attivo.

 

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