lunedì, Ottobre 26

Moneta unica africana: il ruolo della Ue Un obiettivo da raggiungere gradualmente per assicurarne l'effiacia. L'intervista al prof. Umberto Triulzi (Sapienza) e all'europarlamentare Enrique Guerrero Salom (S&D)

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Rispetto alla forza economica cinese, Guerrero Salom sottolinea come l’Europa si sia battuta per il rispetto della legalità: “L’Africa è un partner fondamentale dell’Europa. L’UE coopera in settori quali commercio, sviluppo, sicurezza e migrazione attraverso programmi come l’accordo di Cotonou e l’associazione strategica UE-Africa. Inoltre, il Consiglio ha adottato tre strategie regionali nel continente e formula dialoghi formali come i vertici UE-Africa. Il gruppo S & D ha sviluppato una forte strategia politica nei confronti dell’Africa. La battaglia contro lo sfruttamento illegale dei minerali in alcune zone dell’Africa è uno degli esempi che rivela la forza del nostro impegno. Abbiamo ottenuto una vittoria molto importante dopo aver convinto il Consiglio e la Commissione a concordare norme che escludono i cosiddetti “minerali di conflitto” o “minerali di sangue” dal mercato dell’UE. Abbiamo assicurato con successo che la maggior parte dei minerali importati nell’UE sarà ora coperta dal regolamento. Questa è una vittoria per milioni di uomini, donne e bambini sfruttati in Africa che hanno aspettato a lungo questo passo umano ed equo. Tale successo conferma che possiamo cambiare le cose in meglio se siamo motivati ​​da una vera volontà e determinazione politica. Senza perdere di vista i suoi interessi, l’azione esterna dell’UE è stata contrassegnata dal costante rispetto e dalla promozione dei valori fondamentali dell’UE. Ciò lo rende un attore singolare e affidabile e lo distingue dalla Cina”.

Ulteriore questione: l’introduzione della moneta unica. Essendo l’Europa esperta nell’iter di avvio della stessa, conseguente all’integrazione del mercato, può fornire la sua esperienza. Spiega infatti Triulzi che “L’esperienza dell’Europa è estremamente importante. Va portata a termine, migliorandola, completando la costruzione dell’euro con l’unione bancaria, fiscale, di bilancio. Proporre un’autonomia del genere al continente africano, che ancora è dipendente dall’Europa, e ricordo che è la Francia che controlla l’area monetaria dei Paesi del cfa, rende inimmaginabile per il momento la moneta unica africana: un percorso che va avviato e strutturato, rispetto al quale l’Europa può contribuire con la sua esperienza, per un obiettivo che forse potrebbe essere raggiunto ma in tempi molto più lunghi di quelli attualmente previsti”. Ottimistica l’analisi di Guerrero Salom: “L’adozione dell’euro ha rappresentato un importante passo avanti nel processo di integrazione europea e anche un passo avanti per rafforzare la leadership e la competitività dell’UE in un mondo sempre più globalizzato. Tuttavia, come ho detto prima, la gravità della crisi economica ha anche rivelato la necessità di importanti miglioramenti legati alla moneta unica. Ad ogni modo, sono fiducioso che la nostra esperienza sarebbe utile nel caso in cui i nostri vicini africani decidessero di seguire i nostri passi”.

In conclusione, per un progetto ambizioso, ma anche pieno di insidie e punti interrogativi, si pone il compito per l’Europa di contribuire al buon esito dello stesso. Seguire gli opportuni passaggi e muoversi con cautela può contribuire ad arginare il rischio di uno scollamento tra governanti e governati, in Africa. Questo perché, come afferma Triulzi, “Il rischio di un maggiore scollamento c’è. Per poter avanzare verso una maggiore integrazione monetaria, è necessaria una integrazione anche economica tra i Paesi dell’area, che oggi è ancora molto limitata. I Paesi ECOWAS oggi commerciano più con l’Europa che tra di loro. Bisognerebbe contribuire a questa integrazione, a rendere questi Paesi più convergenti, ma ci vuole un contesto politico, di istituzioni indipendenti e di democrazia partecipativa, che oggi è in gran parte assente. Le tappe da percorrere sono ancora tante”.

Guerrero Salom pone al centro, in tale iter, oltre ai passaggi da compiere, ancora il ruolo dell’Europa: “La creazione di una moneta unica richiede dapprima un processo di armonizzazione e convergenza sia a livello economico che politico. Ciò implica un riavvicinamento tra i partner, che può portare a legami solidi e facilitare le loro relazioni. Tuttavia, tutto ciò rende necessario un grande impegno e generosità da parte dei rispettivi leader nazionali, che devono sforzarsi di migliorare la comunicazione con le loro controparti e di aprirsi alla società civile. Ecco perché il ruolo dell’Unione europea come facilitatore, mediatore e promotore della democrazia e dei diritti fondamentali è essenziale”.

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