giovedì, Ottobre 29

Molestie sessuali? basta la parola: ‘Luisa è lì’ Locali notturni e bar del Canton Zurigo hanno ideato un metodo innovativo per salvaguardare le donne che si sentono in pericolo

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I dati relativi alla violenza sulle donne e alle molestie sessuali subite parlano chiaro: il nostro Paese è ancora lontano da una soluzione del problema.

L’anno scorso sono state uccise 116 donne, praticamente una ogni tre giorni, e il 92% dei killer è un uomo. Si sono verificati, inoltre, 13.000 maltrattamenti in famiglia, e non si contano ormai i casi di stalking. Nel 60% dei casi di donne picchiate, il responsabile è il marito, il padre o il compagno. Dunque, è necessario risolvere il problema alla radice se non si vogliono contare ancora donne morte ammazzate.

Il Canton Zurigo, in Svizzera, sta tentando di risolvere il problema delle avance indesiderate e delle molestie subite dalle donne che, soprattutto nei weekend, affollano i bar e le discoteche della zona. E’ stato ideato un metodo innovativo per aiutare le vittime in tempo reale.  Se una cliente, presente nel locale, pronuncerà la parola d’ordine che le è stata comunicata, immediatamente verranno prese delle misure di sicurezza e ilmolestatoreverrà accompagnato fuori dal locale. La notizia è stata riportata da The Local, un sito di informazione elvetico, che spiega come avverrà la sperimentazione di questo metodo nella cittadina di Winterthur, a est del Paese. 

Bar e locali notturni della città svizzera, dunque, si sono adoperati per sostenere questa causa e, quando le loro clienti si sentiranno in pericolo per le troppe attenzioni moleste dimostrate da parte di un uomo, potranno subito chiamare un membro del personale del bar, in cui si trovano, e pronunciare la parola d’ordineLuisa è lì‘. Il membro del personale potrà, quindi, agire prontamente per proteggere la donna molestata oppure avvisare la sicurezza, che interverrà per chiarire la situazione. La frase scelta è un modo discreto per chiedere aiuto.

Finora, i locali che hanno scelto di partecipare all’iniziativa sono stati dieci e Winterthur è diventata la prima città della Svizzera ad introdurre il sistema, già utilizzato in Germania. Anche alcune cittadine dell’Inghilterra, come Sheffield e Lincolnshire, hanno aderito all’iniziativa e, invece, di usare il nome Luisa, hanno preferito il nome Angela.

Nel frattempo, la Francia sta adottando misure restrittive per combattere le molestie sessuali. Infatti, il 16 ottobre 2017 è stato proposto un disegno di legge per vietare che gli uomini si rivolgano alle donne con fischi o con appellativi poco gentili e delicati. Il progetto di legge mira anche a modificare le norme sul sesso consensuale, introducendo un’età in base alla quale un minore non può acconsentire a una relazione sessuale.
Marlene Schiappa, Ministro delle Pari Opportunità, ha dichiarato: « Questa legge è assolutamente necessaria perché al momento le molestie perpetrate, soprattutto in strada, sono in aumento». Il Ministro ha fornito degli esempi concreti di ciò che si indica con il termine ‘molestia’, tra cui invadere lo spazio personale di una donna, parlando molto vicino al suo volto, seguirla mentre cammina liberamente per strada, descriverla con aggettivi offensivi e così via. La legge, però, sarà votata solo il prossimo anno.
I
l Presidente Emmanuel Macron ha comunicato ai suoi cittadini che invierà nuovi contingenti di Polizia negli spazi pubblici, per far rispettare la nuova legge e per sorvegliare quegli uomini che mostrano atteggiamenti sospetti e che verranno, eventualmente, puniti con delle sanzioni pecuniarie.
I sindacati di Polizia e alcuni avvocati hanno criticato la legge perché, secondo il loro parere, è impossibile da applicare, poiché i colpevoli dovrebbero essere catturati nel momento in cui agiscono e anche perché non è facile capire quando si tratta di molestie o di un semplice flirt.

Il tema della violenza sulle donne, del resto, è ormai al centro del dibattito internazionale, anche a causa dello scandalo che ha distrutto la carriera (oltre che la vita privata) del produttore cinematografico Harvey Weinstein, accusato da attrici, modelle e dipendenti di aver abusato di loro, e ciò ha scatenato l’ira di migliaia di donne, che sono intervenute sui vari social network per condividere le loro storie di molestie, utilizzando l’hashtag #metoo.
L’ondata di indignazione contro i reati sessuali che di recente si è alzata ha portato, quindi, non solo le autorità competenti, ma anche i gestori dei locali pubblici a prendere  provvedimenti, affinché le donne si sentano protette e, qualora dovessero avvertire un pericolo, possano essere in grado di far intervenire preventivamente lo staff che potrà, dunque, chiamare un taxi per farle tornare a casa o, semplicemente, condurle in un’altra stanza. Il numero dei locali che hanno aderito all’iniziativa è ancora molto basso, ma ci si aspetta che, molto presto, il numero cresca e che il metodo venga utilizzato in tutto il mondo.

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