sabato, Dicembre 14

Moavero o Giorgetti alla UE, Di Maio al Santobono, fake news lì dove stanno, che a loro vanno bene Di Maio si scusa a nome di uno Stato che non rappresenta; Moavero sgomita per Bruxelles dichiarando cose che non stanno né in cielo né in terra, le fake news lavorano per tutti loro, imbrogliando e imbrigliando i cittadini votanti

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Che avevo detto? C’è qualcosa sotto, c’è qualcosa sotto l’improvvisa ricomparsa (pardon: comparsa) sulla scena mediatica del nostro Ministro degli Esteri, finora silente, inesistente, sconosciuto e certamente non molto operativo.

Diversamente da giornalisti grandi e piccoli, infatti, io non frequento le agenzie di stampa, non ascolto o vedo retroscena (una delle pessime abitudini della nostra stampa, su cui tal Bruno Vespa ha costruito una carriera) e, a parte ciò, non sono per natura sospettoso … il che non vuol dire che sono fesso.

L’uscita di Enzo Moavero Milanesi, che per un momento, sollevato il capo affaticato dalle pile di fascicoli di questioni internazionali gravosissime nelle quali è sommerso e dalle quali esce con i brillanti risultati che sono sotto gli occhi di tutti, si prende una boccata d’aria e ‘concede’ una intervista, nella quale incidentalmente si lascia scappare una profonda considerazione giuridico-politica sulla funzione di Matteo Salvini, in persona di Ministro dell’Interno: per dire, come sappiamo, che non sarebbe illogico o illecito che a Salvini venissero date tutte le competenze in materia di porti, ammissione di stranieri, controllo delle frontiere, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto sottraendo le competenze stesse ai vari Ministeri che oggi le hanno, ivi compreso quello della Difesa, diventando così una sorta di super-ministro, dotato di poteri su tutto. Per di più con l’istituzione dell’assurdo reato di ‘salvataggio illegale’, che, ironizzando ma non tanto, equivarrebbe a una sorta di licenza di uccidere, anzi, obbligo. Mah!

Ho già cercato di spiegare che la cosa non si può fare, se si vogliono rispettare le regole: il Consiglio dei Ministri è un organo collegiale, in cui le decisioni, anche del singolo Ministro, se di un certo rilievo, vengono prese collegialmente, oppure riferite al Presidente. E sono collegiali anche se prese da un singolo Ministro, a meno che (come nel caso Diciotti) non sia il Ministro ad agire di sua iniziativa e senza consultare o chiedere autorizzazioni al Consiglio, salvo poi a ‘prendere paura” e pretendere la ridicola assunzione di responsabilità di altri (non tutti? Bah!) Ministri, così … a posteriori e ad libitum: è l’avanspettacolo, ma anche vergogna nella “patria” del diritto!
Ma specialmente, aggiungo, lecompetenzenon sono situazioni di potere assolutosenza obbligo di rendiconto’ tipo ‘qua comando io e faccio quello che voglio e decido io’, come affermano Salvini e il ridanciano Moavero, di recente tornato in vita. Il qua decido ionon esiste in nessuno Stato democratico moderno. Nel nostro caso, ogni e qualunque decisione di ‘competenza’ del Ministro ‘x’ è discutibile da ogni altro Ministro e dal Consiglio dei Ministri, e comunque fa capo in qualche modo al Presidente del Consiglio dei Ministri … certo, se c’è.

Ma lasciamo perdere, tanto ormai qui in questo Paese le regole, e in particolare quelle della ‘educazione democratica’ sono state messe del tutto da parte, ammesso e non concesso che siano mai state conosciute da coloro che le dovrebbero applicare.

Abbiamo comunque tutti immaginato che le dichiarazioni moaveriane non fossero del tutto ‘innocenti’, ma tese a qualificarsi in qualche modo, ad esempio per qualche nomina importante. Oggi si legge forse alla UE (non male), anche se la concorrenza sarebbe forte, se è vero come si dice (questo è un Paese in cui i ‘si dice’ sono molti di più dei ‘si fa’) che a cariche del genere, per restare in campo leghista, aspira tra gli altri ilpotente’ Sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Avete letto bene, ‘potente’, perché in questo strano Paese, i Ministri non si qualificano per le competenze, le capacità, le funzioni, l’intelligenza, la cultura (beh, quella proprio no), ecc., no, si qualificano per la loro ‘potenza’. Cioè per qualcosa che non è istituzionale, né giuridico, ma semplicemente nel senso peggiore del termine, ‘politico’. Quel Ministro è potente, vuol dire che con mezzi non ufficiali, né istituzionali, e quindi per definizione non regolari, ‘vale’, ‘conta’ più di altri, degli altri.
Si parla anche dell’‘uomo forte’. Notate bene, ‘forte’ non ‘autorevole’, bravo, intelligente, ecc., ‘forte’, cioè capace di ‘imporre’ la propria volontà. L’esatto contrario della democrazia. Sbaglio? Per carità, non dite ‘fascismo’ che gli intellettuali si arrabbiano; chiamiamolo ‘salvimaismo’, che ne dite?

Tutto ciò, beninteso, è aggravato nel nostro caso, dal fatto, a mio parere di una gravità se possibile ancora maggiore, per cui i vari esponenti di questo Governo sono tutti e solo tesi a ‘farsi vedere’, a comparire, ad essere sulle prime pagine, anzi, a essere (ormai è questo ciò che conta, solo questo) sui ‘social’, ufficiali e no.

Due ‘notizie’ che mi pare chiariscano quello che dico e, forse, anche ne illustrano la gravità, anzi, la pericolosità, ma anche la volgarità; magari non voluta, proprio perché non ci si rende conto da chi la mette in opera, di quanto lo sia, volgare.

Buon ultimo tra i vari Ministri epolitici eminenti’, giunti strombazzando in auto blu con Polizia e Carabinieri al seguito, sorvegliati dall’alto da elicotteri vari, è giunto al Santobono di Napoli, dove quella bambina di quattro anni vittima della ‘sicurezza’ perfetta che regna nelle nostre strade, prive o quasi di ‘migranti’ (ormai questa parola definisce una ‘razza’ misteriosa e temibile: una sorta di mitici lupi mannari), ma ricche di gente armata fino ai denti che spara a più non posso in qualunque direzione, colpendo qua e là a caso. Ogni tanto ci capita un povero diavolo che passa di lì senza elmetto, e i giornali si affrettano a titolare che Tizio è stato colpito da una ‘pallottola vagante’. Ormai una delle attrazioni turistiche del nostro Paese, abbiamo il mare, il sole, i monumenti, la pizza e le pallottole vaganti. Mah!
Comunque, il predetto Luigi Di Maio è finalmente arrivato a fare cosa? A salutare e condolersi, a solidarizzare? Macché -lo so sono cinico e cattivo, ma, come si dice, a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca- a fare sapere a tutti che ci è andato anche lui, in un momento in cui la folla si era diradata e quindi si notava di più. E fin qui, è normale, ci siamo abituati. Ma la volgarità non poteva mancare, perché il predetto non ha mancato di fare sapere a tutti (secondo me tutti, esclusi i parenti della ragazzina, ormai suppongo stanchi di essere ‘tampinati’ da tutte ‘ste ‘autorità’ … sempre che le vedano davvero) che siè scusato a nome dello Stato’. Guardi, signor Ministro, lei non rappresenta lo Stato, ma solo se stesso, o al massimo il suo, anzi, i suoi ministeri, punto e basta. Lo Stato lo rappresenta un certo signor Sergio Mattarella, che, correttamente si è guardato bene dallo strombazzare la sua visita e dallo scusarsi, lui che potrebbe, rumorosamente a nome dello Stato.

L’altra cosa che colpisce in questi giorni e che viene trattata di sfuggita, mi pare, nel ‘dibattito politico’, è quella, secondo me, più grave e pericolosa di tutte, pericolosa per la democrazia e lo Stato di diritto. Mi riferisco al fatto che Facebook ha identificato (e si tratterebbe solo di una minima parte) una quantità enorme di false notizie messe in giro ad arte per favorire i due partititi di Governo: notizie false, addirittura corredate di foto e filmati falsi … peggio della stazione metro di Milano (Crozza docet) contrabbandata per Piazza di Spagna a Roma.
È una cosa di una gravità estrema, che, questa sì, richiederebbe provvedimenti immediati e severissimi in difesa della democrazia, in difesa dei cittadiniimbrogliati e imbrigliatidalle stesse persone che hanno mandato al Governo, anzi, che probabilmente hanno mandato al Governo proprio perchéimbrogliatidalle notizie false: per farmi capire da Giggino, ‘fake news’ … sapete, lui capisce solo le parole in inglese. Ma, sia come sia, avete sentito questi politicanti dire una parola di condanna, proporsi di impedire questo sconcio? Eh, che volete, non si tratta mica di sporchi migranti mussulmani terroristi!

In compenso, per evitare ulteriori danni dall’orrendo personaggio (Crozza incluso … sarà un caso?) lo spettacolo del Lunedì di Fabio Fazio è soppresso: evvia! abbiamo eliminato una fonte di ‘fake news’. È solo un caso che non sia simpatico a qualcuno?
Altro che ‘puntare i piedi’ con Salvini, senatrice Fattori … qui si tratta di potere, solo di potere, il resto è solo fumo.

E quindi l’importante è sapere quando si vota, perché si vota, e quindi per chi votare, scartando le ‘fake’, per chi ci riesce.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.