lunedì, Maggio 27

Migranti: Usa, 12 Stati contro Trump In vigore da oggi i dazi Ue su prodotti Usa. Ma il presidente americano minaccia ancora l'Europa

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Lo speaker della Camera Paul Ryan ha annunciato un rinvio alla prossima settimana del voto sul pacchetto di compromesso in materia di immigrazione. Il voto era previsto per oggi ma inizialmente era stato posticipato a domani. Tra i punti in discussione anche un sistema di verifica elettronico per confermare che gli aspiranti lavoratori vivano legalmente negli Usa.

Di certo c’è che per questa questione migranti Donald Trump si è messo contro almeno 12 Stati americani. In particolare questi vogliono fare causa all’amministrazione per la separazione dei bambini dai genitori che entrano illegalmente nel Paese dal Messico, sostenendo che l’ordine esecutivo del presidente contiene in realtà molte riserve e non garantisce la riunione delle famiglie.

Intanto centinaia di persone sono scese in strada a Pittsburgh, in Pennsylvania, per protestare contro l’uccisione di Antwon Rose jr, il 17enne nero disarmato ucciso dopo essere scappato da un controllo della polizia che cercava gli autori di una rapina. I manifestanti hanno preso d’assedio il quartier generale della polizia a East Pittsburgh. E si teme un aumento della tensione nell’ambito delle questioni razziali. Ma non è tutto: un gruppo di suprematisti bianchi ha chiesto il permesso per svolgere una manifestazione davanti alla Casa Bianca. Si tratta degli stessi organizzatori del raduno dello scorso anno a Charlottesville in Virginia, durante il quale ci furono scontri tra gruppi contrapposti e una giovane donna perse la vita dopo essere stata travolta da un’auto che si era lanciata contro la folla.

Sono entrati in vigore oggi, come annunciato mercoledì scorso, i dazi applicati dall’UE sulle importazioni di prodotti statunitensi come contromisura all’aumento delle tariffe americane sulle importazioni dall’Europa di acciaio e alluminio. Le misure europee hanno un valore complessivo di 2,8 miliardi. In compenso Trump ha minacciato dazi del 20% sull’import negli Stati Uniti di auto europee.

Nuova giornata di tensione al confine fra Gaza ed Israele mentre nella Striscia è stata osservata oggi una giornata di mobilitazione in sostegno di quanti in questi mesi sono rimasti feriti in ripetuti scontri con l’esercito israeliano. Oggi sei dimostranti sono rimasti feriti in incidenti verificatasi a Jabalya e a Khan Yunes. Da Gaza proseguono lanci di aquiloni incendiari che oggi hanno provocato nei campi del Neghev occidentale almeno 14 incendi.

La cancelleria tedesca Angela Merkel da Beirut fa sapere che «la Germania intende contribuire per trovare una soluzione per la crisi siriana in modo che i profughi possano tornare al loro paese quando le condizioni lo permetteranno».

In Turchia, blitz anti-Isis stamani ad Ankara. La polizia antiterrorismo ha arrestato 14 presunti jihadisti, tutti stranieri, sospettati di pianificare attacchi in occasione del voto presidenziale e parlamentare anticipato di domenica.

In Venezuela, le forze di sicurezza governative sono responsabili di centinaia di omicidi ingiustificati senza alcuna apparente conseguenza legale. A denunciarlo un rapporto delle Nazioni Unite. Si parla di circa 500 omicidi. L’alto commissario per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein ha affermato che questo è un segnale che i controlli e gli equilibri sono stati eliminati nel Paese, lasciando le autorità statali non perseguibili.

E’ fallito invece il tentativo di porre fine alla guerra civile nel Sud Sudan. Il presidente Salva Kiir si è rifiutato di continuare a trattare ancora con il rivale Riek Machar

Chiudiamo con le due Coree, che hanno concordato di tenere un ciclo di riunioni tra famiglie separate dalla Guerra di Corea (1950-53) dal 20 al 26 agosto prossimi al sito turistico del monte Kumgang. Si tratta di un altro segnale di distensione tra Nord e Sud dopo il summit tra leader del 27 aprile.

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