sabato, Gennaio 19

Migranti sbarcati a Malta: l’Italia pronta all’accoglienza (Salvini permettendo) GB, la May ha ribadito che il Paese uscirà dall'Ue il 29 marzo. Conclusi colloqui Usa-Cina a Pechino

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Le navi delle ong Sea Watch e Sea Eye sono riuscite a far sbarcare a Malta i 49 migranti a bordo. Ora saranno ridistribuiti in otto Paesi europei tra cui l’Italia. Lo riferisce il Times of Malta. «L’Italia ha informato la Commissione Ue che riceverà i migranti sbarcati a Malta e la priorità sarà data ai gruppi vulnerabili, come donne e bambini», ha detto il commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. «La cooperazione tra Italia e Malta ha prodotto questo risultato positivo annunciato oggi, ma occorre trovare un meccanismo per evitare queste soluzioni ad hoc. Ne parlerò con i ministri dell’Interno al prossimo consiglio Ue», ha affermato il commissario.

Ciò che sta accadendo in questi giorni mostra «quanto sia indispensabile e urgente che i Paesi Ue si dotino di una vera politica comune per le migrazioni che, in piena condivisione di impegno e oneri, ne affronti i vari profili e risponda compiutamente alle attese dei cittadini», ha detto il ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi alla riunione degli Ambasciatori degli Stati membri dell’Unione Europea. La Germania invece ha fatto sapere che accoglierà 60 migranti nell’ambito dell’accordo raggiunto sui profughi. Il governo ha ribadito che si tratta di un impegno assunto in via eccezionale e che «bisogna trovare un meccanismo duraturo» a livello europeo sui salvataggi in mare.

Mentre dalla Polonia il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha tuonato: «Il governo non cadrà, ma pretendo chiarimento immediato nelle prossime ore. Appena rientro in Italia. Non autorizzo arrivi di migranti. Ci si consulta prima di prendere decisioni come questa. Non capisco questa accelerazione di Conte. Io ho controllo sui porti, il ministro Toninelli può decidere solo sulle acque territoriali. Per me possono calarsi con il parapendio, arrivare in elicottero, non ho controllo sullo spazio aereo».

In Gran Bretagna, la premier Theresa May ha ribadito che il Paese uscirà dall’Ue il 29 marzo. May che ha poi ribadito il suo no a un referendum bis. Intanto oggi la Camera ha approvato con 308 sì e 297 no un emendamento promosso dal deputato Tory ribelle Dominic Grieve che impone all’esecutivo, in caso di bocciatura della ratifica, di ripresentarsi in parlamento entro 3 giorni lavorativi per presentare altre proposte alternative a un ‘no deal’. E poi di far votare Westminster entro ulteriori 7 giorni una mozione su un possibile piano B da negoziare con l’Ue.

«Israele è organizzato in modo tale da sventare intromissioni nelle elezioni politiche del 9 aprile». Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu alla Knesset. «Siamo pronti ad affrontare qualsiasi scenario. Non c’è Paese al mondo che sia organizzato meglio», ha detto.

Andiamo in Perù, perché la Sovrintendenza nazionale delle migrazioni ha attivato il divieto di ingresso nel Paese per 93 persone che integrano in Venezuela i vertici del governo del presidente Nicolas Maduro, compresi i loro famigliari. Il ministro degli Esteri peruviano, Nestor Popolizio, ha ricordato che questa è una delle decisioni adottate la settimana scorsa da 13 dei 14 Paesi del ‘Gruppo di Lima’ per denunciare l’illegittimità del secondo mandato di Maduro che comincia domani.

In Germania, la procura di Brema ha sconfessato la ricostruzione diffusa Afd  dell’aggressione del deputato populista Frank Magnitz con un oggetto contundente. Dopo aver analizzato le riprese dalle telecamere di sorveglianza, la procura ha fatto sapere che le ferite sono da attribuire solo ad una caduta. Il deputato comunque, uscito oggi dall’ospedale, non ricorda nulla dell’accaduto ma ammette che  potrebbe essersi trattato anche di un caso di rapina.

Si sono conclusi a Pechino i colloqui tra Cina e Usa sul dossier commerciale. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, secondo cui una nota delle parte cinese darà a breve conto dei risultati del confronto. Intanto in America, l’astro nascente dei democratici Beto O’Rourke rimane ancora indeciso su una sua partecipazione alle presidenziali del 2020. Secondo i suoi collaboratori, prima di febbraio non si avrà una risposta ufficiale. Ma intanto emerge che ha chiesto ai suoi collaboratori di creare un itinerario per un viaggio in auto da solo fuori dal Texas.

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