sabato, Ottobre 24

Migranti: Macron, incontro con Francesco e Conte Olanda, attacco alla sede del quotidiano De Telegraaf. Iran, continuano le proteste contro il carovita

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«Un incontro estremamente ricco e intenso»: così il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato del suo incontro a Roma con Papa Francesco. «Il legame tra la Francia e il Vaticano è molto singolare ma vivace. Le sfide contemporanee hanno bisogno di prese di posizione comuni, di dialogo e di un lavoro congiunto in molte regioni del globo», ha aggiunto, «ho detto al Papa che la via progressista per risolvere la crisi dei migranti è una vera politica di sviluppo dell’Africa».

Intanto ieri Macron ha confermato l’incontro con il premier Giuseppe Conte per risolvere il caso della nave della ong Lifeline (ad oggi Italia, Malta, Francia e Portogallo hanno confermato di essere disposti ad accogliere parte dei migranti salvati dalla nave, mentre altri tre Paesi – Germania, Paesi Bassi e Spagna – stanno ancora valutando il caso). «Sono stato sollecitato dopo il nostro incontro di domenica dal presidente Conte. I nostri protocolli si sono messi in contatto e si è convenuto che un incontro riservato fosse rispettoso nei confronti del Vaticano» , ha detto il francese,  che ha riferito inoltre che si è parlato di migranti ed eurozona, non di politica italiana, ed è stato un colloquio «proficuo e interessante».

Macron che comunque ha ribadito: «Nessuno può dire che la Francia è egoista sui migranti. Oggi non c’è una crisi migratoria. C’è una crisi politica interna all’Europa dovuta ai movimenti secondari dei migranti che si spostano dai Paesi di primo arrivo. Quando si parla dell’Italia, la situazione è che c’è stata una diminuzione dell’80% negli sbarchi nell’ultimo anno». Inoltre, ha aggiunto il presidente francese, «abbiamo deciso di rafforzare la cooperazione con la Libia e la guardia costiera libica affinché i trafficanti non mettano più le persone su queste barche».

Nel frattempo i ministri Ue riuniti nel consiglio Affari generali, a Lussemburgo, hanno licenziato l’ultima versione della bozza di conclusioni sulla migrazione, per il vertice europeo di giovedì, senza apportarvi variazioni significative, ma accompagnandola con osservazioni. Ora tocca al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk fare un’eventuale riscrittura del testo. Secondo fonti diplomatiche, il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi ha ribadito il piano in dieci punti illustrato dal premier Conte al minivertice di domenica. E una portavoce della Ue ha ribadito: «Nel Mediterraneo ci sono molti attori che fanno salvataggi tra ong e navi nazionali. E’ chiaro che c’è un problema, non è giusto che sia solo un paese dell’Ue a ricevere tutte queste navi e abbiamo compreso la posizione italiana. Stiamo lavorando sulle opzioni di sbarco e su un migliore sistema di sbarco e gestione di ricerca e salvataggio, serve un sistema che funzioni».

Una «vittoria enorme per il popolo americano e per la Costituzione». Così la Casa Bianca descrive la decisione oggi della Corte suprema che conferma il bando emanato dal presidente Usa Donald Trump contro gli arrivi da alcuni Paesi musulmani e mette fine alla una battaglia legale. Washington poi parla di «momento di forte rivincita, dopo mesi di commenti isterici dai media e dai politici democratici». Nel frattempo si torna a parlare di dazi e il presidente dice: «Stiamo finendo il nostro studio sulle tariffe sulle auto dalla Ue». Il tycoon in particolare attacca il Vecchio Continente accusandolo di essersi avvantaggiato rispetto agli Usa con i suoi dazi e le sue barriere commerciali. «Alla fine i conti torneranno, e non ci vorrà molto», fa sapere. «Non c’è nessun dialogo con gli Usa da quando hanno imposto i dazi su acciaio e alluminio, e per il momento non è prevista nessuna discussione», dice invece la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem, sottolineando che con le contromisure Ue «non vogliamo punire, ma questa è la infelice conseguenza perché ci devono essere conseguenze se non si rispettano le regole Wto». «Uno degli obiettivi è spingere le imprese Usa ad andare dal Governo a dire ‘ehi, questo non è buono per l’economia americana’, e questo è proprio quello che sta accadendo», ha sottolineato la Malmstroem.

Inoltre è iniziato oggi il viaggio in America Latina del vicepresidente Mike Pence, che visiterà Brasile, Ecuador e Guatemala e che avrà come focus principale la crisi in corso in Venezuela. Pence è arrivato questa mattina a Brasilia, prima tappa del suo viaggio di quattro giorni nel quale sono previste riunioni con il presidente brasiliano Michel Temer e il capo di Stato ecuadoriano Lenin Moreno, secondo quanto confermato da funzionari della Casa Bianca.

In Olanda,  assalto questa mattina all’edificio che ospita ad Amsterdam la sede del quotidiano De Telegraaf. La polizia non esclude alcuna pista ma il quotidiano fa sapere che «uno dei possibili scenari potrebbe essere legato a recenti pubblicazioni sulla criminalità organizzata», da parte del giornale che scrive regolarmente di cronaca con reportage da parte di giornalisti investigativi.

In Iran, la polizia ha disperso con violenza i dimostranti al Grand Bazar di Teheran, e in altri mercati in sciopero della città, che per il terzo giorno consecutivo protestavano contro il carovita.

In Medioriente,  un convoglio di mezzi che trasportavano armi destinate al movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah è stato colpito nella notte, poco prima dell’alba, nei pressi dell’aeroporto internazionale di Damasco da missili israeliani. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

In Siria invece l’esercito ha iniziato l’assalto alla città di Daraa, nel sud, epicentro della rivolta contro il presidente Bashar al Assad. Si parla di intensi bombardamenti per aprire la strada all’avanzata dei militari.

Chiudiamo andando in Africa, perché una delegazione eritrea di alto livello è arrivata in Etiopia per il primo round di negoziati di pace.

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