giovedì, Dicembre 12

Migranti: Macron in Africa lancia un’iniziativa Europea per aiutare la Libia Myanmar: colloquio fra Papa Francesco e Aung San Suu Kyii. Corea del Nord, si teme nuovo test missilistico

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Emmanuel Macron continua il suo viaggio ‘parallelo’ a quello del premier italiano Paolo Gentiloni e ‘passa all’attacco’. Dal Burkina Faso lancia infatti un’iniziativa per aiutare gli africani in pericolo ad abbandonare la Libia. E si appella ai leader europei per risolvere, una volta per tutte, il problema dei profughi: «Proporrò che l’Africa e l’Europa corrano in salvataggio delle persone intrappolate in Libia e portino un sostegno massiccio per l’evacuazione delle persone in pericolo», ha detto Macron.

Il presidente francese intende proporre questa «iniziativa euro africana» al vertice Ue-Africa di Abdijan, in Costa d’Avorio, domani, per colpire «le organizzazioni criminali e le reti di trafficanti», tornando a considerare la tratta dei migranti come schiavi «crimine contro l’umanità».

La proposta di Macron punta poi a rilanciare la leadership francese sulla Libia, sulla quale insistono anche Stati Uniti e, ovviamente, l’Italia. Su un piano solo leggermente diverso ha anche giudicato troppo lento il lavoro della iniziativa G-5 Sahel, animata da Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger che avrebbe l’obiettivo di garantire la sicurezza, sia contro la violenza jihadista sia contro il traffico di persone. «È indispensabile vincere questa guerra il più rapidamente possibile», ha ammonito Macron. Poi proprio sulla Libia ha ribadito: «Non serve a niente prendersela con Gheddafi senza avere un progetto. Io sono
contrario ad interventi dall’esterno che non siano portatori di una soluzione politica. Io da presidente, per questo, non avrei mai ordinato l’intervento».

 

E’ durato 23 minuti il colloquio privato tra Papa Francesco e il ministro degli Esteri e Consigliere diplomatico del Myanmar Aung San Suu Kyii. Il Pontefice ha detto che «il futuro della Birmania deve essere la pace, una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità, sul rispetto dello stato di diritto e di un ordine democratico che consenta a ciascun individuo e ad ogni gruppo, nessuno escluso, di offrire il suo legittimo contributo al bene comune. L’arduo processo di costruzione della pace e della riconciliazione nazionale può avanzare solo attraverso l’impegno per la giustizia e il rispetto dei diritti umani». Aung San Suu Kyi ha affermato che l’incontro con il Papa «rimarca la nostra fiducia nel potere e nella possibilità di pace» e ha affrontato con determinazione non solo la questione del Rakhine, ma le sfide del Paese che deve uscire da decenni di dittatura militare. Intanto per la ministra Oxford ha revocato il ‘Freedom of the City’, riconoscimento concesso nel 1997. L’accusa è di aver assistito senza far nulla alla repressione scatenata dai militari nel suo Paese contro la minoranza musulmana dei Rohingya.

Torna alta la tensione nella penisola coreana. Il governo giapponese ha riferito di aver captato segnali radio che possono essere associati a preparativi di un nuovo test missilistico dalla Corea del Nord. Al momento però le immagini dei satelliti non confermano questa tesi, ma si parla solo di addestramenti militari. Ricordiamo che l’ultimo test risale al 15 settembre.

Ma è alta anche la tensione tra Usa e Russia, dopo che un jet russo ha intercettato e costretto ad allontanarsi un aereo da ricognizione americano sulle acque neutrali del Mar Nero in avvicinamento verso il confine statale russo. A raccontare l’episodio, accaduto il 25 novembre scorso, il ministero della Difesa di Mosca. Il Pentagono aveva precedentemente dato notizia dell’intercettazione accusando l’aereo russo di aver effettuato una manovra pericolosa pur non essendo stato provocato in nessuna maniera.

Parliamo di Siria, perché l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura ha incontrato a Ginevra i diplomatici dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza in preparazione dell’ottava tornata di negoziati sulla crisi del Paese mediorientale. De Mistura si è detto soddisfatto dell’incontro, che ha definito «utile», e ha fatto appello alle parti in conflitto perché si mettano al lavoro.

In Libano invece il presidente della Repubblica Michel Aoun ha confermato che sarà domani e dopodomani in Italia per una visita di Stato su invito del presidente Sergio Mattarella. Si parlerà dei rapporti bilaterali e degli ultimi sviluppi in Libano e nella regione. Aoun parteciperà giovedì a Roma alla Conferenza per il dialogo euro-mediterraneo durante la quale si parlerà dei problemi comuni della sicurezza e dei modi di combattere il terrorismo e la migrazione illegale nel rispetto dei diritti umani.

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