sabato, Febbraio 22

Migranti: la prossima settimana incontro Italia-Austria-Germania Ue, riforma del copyright rinviata a settembre. Siria, circa 600 raid aerei governativi e russi negli ultimi giorni

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«Non ci saranno misure della Germania nei confronti dell’Austria, la settimana prossima ci sarà una riunione tra i ministri dell’Interno di Germania, Austria e Italia per decidere misure per chiudere la rotta dei migranti nel Mediterraneo. Questo è nell’interesse dell’Italia, ma anche di Germania e Austria». A dirlo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz al termine dell’incontro col ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. Kurz che comunque ha ribadito: «E’ la Germania che sta prendendo delle decisioni. Sono decisioni che potrebbero richiedere una nostra risposta. L’Austria vuole una soluzione europea, cioè frontiere esterne più forti a salvaguardia di Schengen, ed è stata una avanguardia nel lottare per questo».

«Siamo pronti per diversi scenari», ha invece affermato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Domani l’intero Collegio dei commissari sarà a Vienna per incontrare il governo austriaco che ha assunto la presidenza semestrale di turno del Consiglio Ue.

Intanto le prime strette arrivano dall’Italia, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha annunciato: «Con una circolare a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, ho personalmente richiesto velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto».

Mentre dalla Germania il premier ungherese Victor Orban ha ribadito: «L’Ungheria non è lo stato di primo ingresso per i migranti. Ma lo è la Grecia. Non è nostro compito registrare i migranti che arrivano dalla Grecia non registrati. Noi pensiamo che la Germania debba rimandare indietro i migrati in Grecia e non in Ungheria. Si è chiarito che io e la cancelliera, che Germania e Ungheria vedono il mondo in un modo diverso. Ma aspiriamo a una stretta collaborazione». «Sulla migrazione abbiamo prospettive molto diverse», ha invece detto Angela Merkel, «per quel che riguarda Schengen e la distribuzione dei profughi. Collaboriamo bene, invece, per quel che riguarda Frontex e lo sviluppo in Africa, e il contrasto delle ragioni della fuga».

Rimanendo in Europa, la Plenaria di Strasburgo ha votato contro l’avvio dei negoziati fra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sulla proposta di direttiva per la riforma del copyright. Il testo tornerà a essere esaminato e votato dalla prossima sessione plenaria a settembre.

In Siria, circa 600 raid aerei governativi e russi sono stati compiuti nelle ultime 15 ore nella parte meridionale al confine con la Giordania contro aree abitate da civili e controllate da miliziani anti-regime. Lo riferiscono fonti locali. I bombardamenti sono ripresi nella notte dopo che erano di nuovo falliti ieri i negoziati tra militari russi e insorti a Daraa.

L’ex direttore dei servizi segreti russi (Fsb) e ora deputato, Nikolai Kovalyov, sostiene che potrebbe esserci un ex impiegato del laboratorio militare britannico di Porton Down mentalmente instabile dietro gli avvelenamenti con agente nervino Novichok avvenuti a Salisbury e Amesbury. Non fornisce però alcuna prova delle sue conclusioni. Mosca intanto ha negato ogni suo coinvolgimento nel caso.

La Germania sta mediando tra Israele e Hamas per un possibile scambio fra detenuti palestinesi in carcere nello stato ebraico e quattro israeliani trattenuti nella Striscia. Secondo la stampa, la Germania ha cominciato ad avere contatti con Hamas tre anni fa riproponendo il ruolo già svolto con successo nei negoziati per il rilascio nel 2011 del soldato Gilad Shalit in cambio di 1050 detenuti palestinesi.

In Spagna, i militanti del Partido Popular sono chiamati alle urne oggi in Spagna per il primo turno delle primarie per l’elezione del nuovo presidente del partito in sostituzione dell’ex-premier Mariano Rajoy. Sei i candidati in lizza. L’ex-vicepremier Soraya de Santamaria e la segretaria generale uscente Maria Dolores de Cospedal sono considerate le favorite.

In Macedonia, il parlamento ha ratificato per la seconda volta l’accordo con la Grecia in base al quale il nuovo nome del Paese ex jugoslavo è ‘Repubblica di Macedonia del nord‘. I rappresentanti dell’opposizione hanno abbandonato l’aula al momento del voto in segno di protesta contro l’accordo.

Un accordo multimiliardario tra Israele e Giordania per il trasferimento di gas verso il regno hascemita è passato alla sua fase operativa e la Giordania ha avviato la costruzione del gasdotto lungo 65 chilometri e che si estende dal Mar Morto fino al confine con la Siria. La costruzione del gasdotto sarà completata alla fine del 2019 e dall’inizio del 2020 il condotto sarà operativo.

Chiudiamo con l’Egitto, dove quattordici persone sono state condannate all’ergastolo in primo grado al Cairo con l’accusa di appartenere alla Fratellanza musulmana, messa al bando nel Paese, e per altri reati. Otto degli imputati sono stati condannati in contumacia.

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