mercoledì, Maggio 22

Migranti, la crisi ora è in Spagna Venezuela, fermati i sei responsabili del fallito attentato a Maduro. Usa, nuove sanzioni all'Iran

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Dopo l’Italia, ora la crisi dei migranti si sposta in Spagna. Lo sottolinea l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati che rimarca come, mentre negli anni scorsi era il nostro Paese la meta del maggior numero di arrivi, ora la principale destinazione degli sbarchi è divenuta Madrid con 23.500 persone arrivate via mare dall’inizio dell’anno, contro le 18.500 dell’Italia e le 16 mila della Grecia.

Inoltre l’Unhcr ha denunciato che nei soli mesi di giugno e luglio sono state 850 le persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. L’organizzazione ha inoltre rilevato come a fronte di una diminuzione, rispetto agli anni precedenti, del numero totale di migranti che approdano sulle coste europee ‘il numero dei morti aumenta in maniera allarmante’. 60 mila i migranti che hanno tentato di arrivare via mare (la metà dell’anno scorso), di questi 1.500 hanno perso la vita nel Mediterraneo.

Andiamo in Venezuela, perché il dell’Interno Néstor Reverol ha reso noto che sono sei i presunti terroristi arrestati per il fallito attentato realizzato sabato con droni esplosivi a Caracas contro il presidente Nicolás Maduro. Inoltre ha annunciato che sono stati identificati gli autori materiali e i mandanti sia all’interno che all’esterno del Paese, e che non sono da escludere altri arresti nelle prossime ore.

Gli Usa hanno annunciato ufficialmente che dalla mezzanotte verranno nuovamente introdotte alcune sanzioni contro l’Iran che erano state rimosse dopo l’accordo sul nucleare del 2015. Ma intanto a Washington preoccupa la questione sicurezza interna. A Chicago ieri in 14 ore ben 44 persone sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco in oltre 10 sparatorie e cinque persone sono morte. Secondo la polizia, alcune delle sparatorie sono legate a scontri tra bande rivali. Nella giornata precedente c’erano state 15 sparatorie con un morto e venerdì scorso le sparatorie erano state sei (nessun morto).

Crisi diplomatica tra Arabia Saudita e Canada. L’Arabia ha richiamato il proprio inviato, ha espulso l’ambasciatore canadese ed ha congelato tutti i nuovi investimenti e gli scambi commerciali con il Paese nordamericano a causa di interferenze negli affari interni del regno da parte di Ottawa. La decisione di interrompere i rapporti diplomatici con il Canada segue una dichiarazione del ministero degli Esteri canadese di venerdì scorso in cui il governo si diceva ‘estremamente preoccupato’ in seguito agli arresti di numerosi attivisti per i diritti umani nel regno, tra i quali l’influente Samar Badawi.

Allarme smog a Parigi. La prefettura ha decretato il blocco del traffico per le auto più inquinanti nella speranza di ridurre la nuvola di Co2 che avvolge la capitale francese. Per incitare i parigini a lasciare l’auto, oggi parcheggi e zone di sosta in città sono gratuite. Previsto anche un biglietto a forfait ‘anti-inquinamento’ a 3,80 euro sui mezzi pubblici.

Chiudiamo con l’Argentina, perché a due giorni dall’es ame in Senato a Buenos Aires di un progetto di legge che si propone di autorizzare in specifici casi l’interruzione volontaria della gravidanza, i media hanno reso noto che una ragazza di 22 anni è morta ieri a Santiago del Estero per le conseguenze di un aborto clandestino.

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