venerdì, Febbraio 28

Migranti: e dopo il Vertice di Parigi? Myanmar e minoranza Rohingya: tra radicalizzazione e persecuzione

0

Al via il Vertice quadrilaterale di Parigi tra Francia (rappresentata dal Presidente Emmanule Macron, fautore dell’evento), Germania (con il Cancelliere Angela Merkel), Italia (con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni) e Spagna (con il Primo Ministro Mariano Rajoy).
Il Vertice tratterà la spinosa questione dei migranti: per la prima volta, sembra che i principali Paesi dell’Unione Europea si trovino d’accordo nel sostenere la posizione italiana. In questo senso, sono arrivate dichiarazioni di apprezzamento sul progetto italiano di, contrasto al traffico di esseri umani, sostegno al Presidente della Libia, Fāyez al-Serrāj, aiuti economici ai Paesi dell’area per contrastare le ragioni stesse dell’emigrazione, codice di condotta per le Organizzazioni Non Governative e ricollocamento dei migranti nei Paesi UE; il tutto, senza rinunciare ai salvataggi in mare, considerati una priorità umanitaria. Oltre ai rappresentanti dei quattro Paesi protagonisti, al Vertice parteciperanno anche, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione Europea, Federica Mogherini, il Presidente libico, Serrāj, e i Presidenti di Niger e Ciad, Mahamadou Issoufou e Idriss Deby. Sono previsti una serie di incontri bilaterali e trilaterali, prima della riunione principale.
Un risultato che l’Italia potrà mettere sul tavolo delle trattative è il buon esito della ‘cabina di regia‘, riunitasi questa mattina a Roma, che ha visto la partecipazione del Ministro degli Esteri italiano, Marco Minniti, e dei suoi omologhi di Libia, Niger, Ciad e Mali: al termine della riunione si è posto l’accento sui buoni risultati ottenuti grazie alla collaborazione con le autorità locali, in particolare quelle libiche (si è ribadita l’importanza di arrivare ad una vera pace tra le tribù sud del Paese), e la necessità di sviluppare un’economia locale che offra alla popolazione alternative reali all’illegalità.
Contro i ricollocamenti, però, si sono già levate diverse voci. In particolare, nell’ambito delle riunioni per la Procedura di Infrazione contro Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca che si stanno svolgendo a Bruxelles, è arrivata la forte protesta di Varsavia. La Polonia, infatti, sostiene che il ricollocamento (la cui mancata attuazione è causa della Procedura d’Infrazione) rappresenta un rischio per la sicurezza del Paese. Il Governo di Varsavia, inoltre, mette in relazione i fatti terroristici avvenuti in Europa negli ultimi anni con la presenza dei migranti, ignorando che la gran parte degli attacchi sia stata compiuta da cittadini europei.
La politica sui migranti ha anche altri effetti. In Germania sono state fermate almeno due persone sospettate di preparare rapimenti ed uccisioni di politici di sinistra, ritenuti responsabili di un impoverimento della popolazione dovuto all’accoglienza dei migranti.
L’altro fronte caldo per l’UE è quello della Brexit. Oggi parte il terzo incontro tra i negoziatori di Gran Bretagna ed Unione Europea e ancora sono molti i punti di tensione: lo status dei cittadini UE in Inghilterra (e viceversa), l’accordo finanziario e la questione di Irlanda del Nord e Scozia. Il capo dei negoziatori inglesi, David Davis, oggi ha chiesto maggiore flessibilità ed immaginazione ai negoziatori UE ma, secondo un recente sondaggio britannico, un milione di cittadini europei sarebbero pronti ad abbandonare il Paese a causa della Brexit ed è probabile che questo non gioverà a favore di Londra al tavolo delle trattative. Da parte sua, il capo dei negoziati per l’UE, Michel Barnier, si è detto preoccupato dalla perdita di tempo imposta da Londra: secondo Barnier, infatti, è necessario che gli inglesi siano chiari ed inizino a trattare sul serio.
Venti di separatismo spirano anche dal sud: il Parlamento della Catalogna ha dichiarato di voler votare una ‘Legge di Separazione’ dalla Spagna. Nonostante il Governo di Madrid abbia già dichiarato che il voto del referendum per l’indipendenza catalana, previsto per il prossimo 1° ottobre, sia incostituzionale, il Parlamento di Barcellona, dominato dai separatisti, prosegue dritto per la sua strada.

Dal Myanmar, un tempo conosciuto come Birmania, giungono notizie di un esodo di massa della minoranza Rohingya.
Si tratta di una minoranza che, entrata nel Paese circa mille anni fa per praticare il commercio, è costituita in larghissima parte da musulmani. Nonostante la svolta democratica del governo di Naypyidaw, ai Rohingya non è stata riconosciuta la cittadinanza: sono, a tutti gli effetti, considerati degli immigrati irregolari. La posizione legale nasconde antiche rivalità etniche, religiose ed economiche. Allo stato attuale, i Rohingya vengono pesantemente perseguitati dalle Forze Armate birmane e da milizie locali. Nonostante la presenza di gruppi armati anche tra i Rohingya, la minoranza musulmana è stata ridotta allo stremo e, nel tentativo di sottrarsi agli scontri, cerca riparo nel vicino Bangladesh (Stato a maggioranza musulmana da cui proviene la maggior parte di loro) che, però, rifiuta di aprire le porte ai profughi.
D’altra parte, la minoranza Rohingya, sia come reazione all’ostilità del Governo centrale, sia a causa dell’influenza ideologica ed economica dei Paesi del Golfo Persico, tende ad abbracciare sempre più forme radicali di Islam. Questo, se da un lato inasprisce in un circolo vizioso i rapporti con il Governo di Naypyidaw, dall’altro preoccupa anche le Autorità del Bangladesh. Non a caso, oltre a non permettere ai profughi di attraversare il confine, negli ultimi giorni il Governo di Dacca ha espulso circa cinquecento Rohingya entrati in precedenza e ha addirittura ipotizzato azzioni militari congiunte con i birmani contro gli islamisti presenti nell’area.
Dalla parte dei Rohingya si è schierata la diplomazia dello Stato della Città del Vaticano: dopo che ieri il Papa si è espresso a favore della minoranza auspicando la fine degli scontri, oggi è stato annunciato che, nel suo prossimo viaggio apostolico, il Pontefice si recherà proprio in Birmania e Bangladesh.
Il Consigliere di stato birmano, il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, dal canto suo, ha espresso sostegno all’operato delle Forze Armate sostenendo che l’azione dell’Esercito sia stata provocata da attacchi provenienti da gruppi terroristici Rohingya, i quali farebbero anche ricorso a bambini-soldato. Tra rimpalli di responsabilità ed accuse di pulizia etnica, la situazione al confine tra Myanmar e Bangladesh resta tesa e complicata.

Al margine dell’incontro tra i cosiddetti Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica: le nuove economie crescenti), in programma dal 3 al 5 settembre nella città cinese di Xiamen, si avrà un importante incontro bilaterale tra il Presidente cinese, Xi Jinping, e il Presidente russo, Vladimir Putin. Nel frattempo, sembra stemperarsi la tensione tra Cina ed India: la crisi consumatasi per giorni sull’altipiano del Doklam, che ha visto contrapposti gli eserciti dei due Paesi, si è parzialmente stemperata dopo la decisione di Pechino di rinunciare alla costruzione di una strada militare lungo il confine tra i indiano. Dopo la decisione cinese, è arrivato il via libera dell’India al ritiro delle proprie truppe. A questo punto, sembra certa la presenza del Presidente indiano, Narendra Modi, al Vertice BRICS di Xiamen.
Per quanto riguarda la politica estera di Mosca, invece, è da segnalare l’incontro tra il nuovo Ambasciatore russo a Washington, Anatolij Antonov, e l’Ambasciatore statunitense in Russia, John Tefft. Nonostante la riapertura del canale diplomatico, però, i rapporti tra i due Paesi restano tesi: oggi, dalla Russia, è arrivata la disponibilità a collaborare con il Venezuela nonostante le sanzioni statunitensi.

Negli Stati Uniti d’America, il Presidente Donald Trump ha lanciato un piano volto a modernizzare l’arsenale nucleare del Paese: il piano prevederebbe una spesa di circa mille miliardi di dollari. Nonostante le mosse volte a galvanizzare i suoi sostenitori, il Presidente non nuota in buone acque. Dopo aver concesso la Grazia a Joe Arpao, lo Sceriffo condannato per aver ignorato il divieto della Corte di compiere retate indiscriminate contro gli immigrati, esce fuori un nuovo scandalo. Trump avrebbe fatto pressioni perché la questione fosse insabbiata ma, avendo ricevuto parere negativo dalla Corte, avrebbe deciso di utilizzare la Grazia per salvare il suo sostenitore. Inoltre, negli ultimi giorni si comincia a parlare di nuovi particolari sui rapporti di reciproco interesse che legavano Trump alla Russia durante la campagna elettorale: a quanto pare, si trattava per la costruzione di una Trump-Tower a Mosca. Il clima, nel Paese, è sempre più esasperato e la presidenza Trump risulta sempre più divisiva: oggi, a Berkeley, si sono avuti tra manifestanti che protestavano contro la Casa Bianca e sostenitori del Presidente appartenenti all’estrema-destra (vicina a quei suprematisti bianchi che, con il nuovo Presidente, hanno ottenuto una legittimazione che mai avevano avuto in precedenza negli USA).

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore