sabato, Luglio 20

Midterm: voto dei giovanissimi decisivo, impedimenti repubblicani permettendo La partecipazione di giovani elettori sarà determinante per i risultati delle elezioni di midterm; pericolosi per i repubblicani che in diverse recenti riforme del voto hanno lavorato per limitare il voto dei giovani

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Trentaquattro milioni di millennials hanno votato nelle elezioni del 2016, costituendo il 25% dei voti espressi. I 48,1 milioni di baby boomer potrebbero aver superato in numero dei millennials due anni fa, ma questi numeri stanno cambiando, sostiene in una composita analisi il Brookings Institution, stimato think tank di Washington.  I millennials stanno diventando il più ‘grande blocco elettorale’ della Nazione.
Mentre i ranghi dei boomers si assottigliano ogni anno, si stima che 8 milioni di americani in più possano votare quest’anno rispetto al 2016. Molti di questi giovani elettori entrano nell’arena politica con un programma particolare, e una delle loro ossessioni chiave è il controllo delle armi. I giovani hanno presentato questa loro istanza all’inizio di quest’anno, quando i sopravvissuti dell’attentato del 14 febbraio, di Parkland.

Migliaia sono scesi in strada, lo scorso aprile, come parte del National School Walkout, che è stato organizzato come una dichiarazione contro la violenza armata . E in risposta a un tweet del Presidente Trump, un studentessa ha scritto: «Molti miei compagni di classe sono morti. Fai qualcosa invece di inviare preghiere. Le preghiere non risolveranno questo. Ma il controllo delle armi impedirà che accada di nuovo».

Un recente sondaggio, condotto dalla società di sondaggi Socialsphere, tra i giovani dai 14 ai 29 anni, ha rivelato che le priorità principali di questi elettori sono il controllo delle armi, l’accesso all’istruzione superiore e le riforme sanitarie, tutte questioni che rimangono nel caos dalla parte dei repubblicani. L’editorialista del ‘Washington PostCatherine Rampell ha chiesto: «Perché così tanti repubblicani odiano il college» nella sua rubrica del 2017 , citando gli attacchi alle assunzioni e tagli ai budget sotto le legislature del GOP e gli attacchi retorici che i repubblicani hanno fatto contro le strutture educative. Infatti, secondo un sondaggio del Pew Research Center 2017 «Il 58% dei repubblicani e degli indipendenti repubblicani sostiene che le università hanno un effetto negativo sul modo in cui le cose stanno andando nel Paese, mentre solo il 36% afferma che il loro effetto è positivo», rispetto al 19% dei democratici che dicono hanno un’opinione negativa e il 72% hanno opinioni positive sull’istruzione superiore.

Inoltre, l’abrogazione guidata dal GOP dell’Affordable Care Act (Obamacare) ha fallito, a causa del crescente sostegno alle disposizioni della legge, il che ha costretto i repubblicani a dire che effettivamente sostengono l’atto dopo aver fatto così tanto per cancellarlo.

Chiaramente, un aumento dell’affluenza alle urne dei giovani, galvanizzato da richieste di riforma da parte dei candidati, potrebbe invertire la tendenza in un certo numero di gare importanti di oggi.

Una squadra della Tufts University, in Massachusetts, ha creato l’ indice Youth Electoral Significance, che mette in luce dozzine di gare in tutto il Paese dove gli elettori più giovani «possono avere un impatto decisivo sull’esito». Nell’indice potete vedere che i giovani sono un blocco di voto critico nelle corse per Governatore e Senatore per il Minnesota. In California, i giovani elettori probabilmente determineranno se i repubblicani o i democratici avranno il controllo di otto seggi della Camera, quattro dei quali si trovano nella Contea di Orange, che si sta rapidamente ringiovanendo.

Se la maggioranza dei millennials nel 2016  ha votato il Partito Democratico -e comunque il 41% ha scelto Trump-, i milioni di giovani elettori di nuova eleggibilità sono in media persino più liberali, meno cinici riguardo la politica e più progressisti rispetto ai giovani che sono venuti prima di loro, secondo quanto riferisce ‘The Atlantic’.  I giovanissimi mostrano una maggiore volontà di rompere con le opinioni delle loro famiglie e di sostenere il Partito Democratico. Anche se gli elettori diventano più conservatori mentre invecchiano, le prime decisioni sulla politica hanno un impatto duraturo, sia sugli individui che sulla politica in generale. Una volta che è stata stabilita un’affiliazione, un elettore ha più probabilità di cambiare coniuge rispetto al cambiare partito, sostengono alcuni analisti. Pensano di poter influire sul cambiamento, pensano, insomma, di poter ‘cambiare il mondo’ o almeno l’America.

Così, sostiene Brookings Institution, non sorprende, quindi, che diverse recenti riforme di voto a guida repubblicana siano state volte a sopprimere o almeno limitare il voto dei giovani, in un Paese in cui sembra sempre più difficile votare. Dall’ondata repubblicana dei midterms del 2010, 24 Stati  hanno implementato una sorta di restrizione al voto. Ad eccezione di tre Stati, tutti sono stati approvati da legislature controllate dai repubblicani.

Nel 2016, studenti di Stati rossi come la Carolina del Nord e il Wisconsin hanno  protestato contro queste limitazioni. La situazione nella Carolina del Nord era così ridicola che il gruppo di difesa non partigiano e di partecipazione degli elettori Democracy North Carolina dovette combattere per ottenere 29.000 scrutini provvisori. In Wisconsin, ThinkProgress ha scoperto che ben 300.000 persone in tutto lo Stato non potevano possedere la corretta identificazione richiesta per votare, un altro potenziale cambio di gioco in uno Stato che Donald Trump portava a casa con soli 30.000 voti di differenza.

In Texas, che ha rimosso più di 400 seggi elettorali tra il 2013 e il 2016, gli studenti sono stati costretti ad aspettare per ore in lunghe file per poter esprimere il proprio voto. I seggi elettorali scarsi e inopportunamente colpiti incidono in modo sproporzionato sugli elettori giovani e neri, che possono anche avere difficoltà a raggiungere i sondaggi a causa dei bassi tassi di proprietà delle automobili. A uno studente della contea di Baltimora è stato persino detto che «potrebbe perdere aiuti finanziari e borse di studio e affrontare multe» causa le sue istanze al voto  -le persone in età di voto possono votare ovunque dichiarino la propria residenza, nel proprio college o nella propria città, e gli aiuti finanziari non dipendono da dove si vota).

Una proposta del 2017 in Arizona considerava gli studenti come ‘residenti a tempo parziale’ nel distretto della loro scuola, e avrebbe impedito loro di votare nonostante la residenza a tempo pieno. I repubblicani del New Hampshire, dopo una batosta al Senato, hanno anche insistito per una rigida definizione di residenza che avrebbe posto ostacoli significativi agli elettori del college. Tentativo fallito.

E’ difficile misurare con precisione l’impatto di queste leggi  sul voto di oggi.  Tuttavia, la maggior parte di queste restrizioni è stata promossa dai repubblicani, sottolinea il Brookings Institution, che ben conoscono le tendenze democratiche dei giovani elettori.

Nel 59% della popolazione, la generazione X, i millennials e la generazione post-millennials, costituiscono una netta maggioranza di elettori negli Stati Uniti, secondo il think tank indipendente del Pew Research Center.

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