lunedì, Dicembre 9

Midterm: sfida impossible per i democratici al Senato I repubblicani sono molto fiduciosi per quanto riguarda il Senato, ma ecco le sfide sul filo di lana: Arizona, Indiana, Nevada, Missuri, Florida, Montana, Texas, Tennessee, West Virginia, North Dakota

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Tutti gli ultimi sondaggi escludono una vittoria dei democratici al Senato per queste elezioni di midterm, mentre più probabile che riescano espugnare la Camera e prenderne il controllo. Dunque i repubblicani sono molto fiduciosi per quanto riguarda il Senato, secondo alcuni osservatori e sondaggisti, i repubblicani più che difendere l’esistente potrebbero aumentare la maggioranza che già detengono. I repubblicani puntano con relativa sicurezza a Nord Dakota, Missouri, Indiana, mentre resterebbero aperte le sfide in Montana e Florida.

Solo un qualche effetto inatteso (dalle minoranze etniche, dai giovani, dalle donne) potrebbe far riuscire i democratici nell’impresa di strappare ai repubblicani la maggioranza al Senato, ma al momento di tale ‘imprevisto’ non se ne scorge traccia.
Giocano, secondo gli analisti, in questa partita per il Senato, due fattori  importanti e contrari: da una parte la bassa popolarità del presidente Donald Trump, dall’altra una mappa elettorale mai così ostica per i democratici.
I seggi in Senato da rinnovare sono 35, 24 occupati da democratici, 2 indipendenti -affiliati ai democratici-, 9 da repubblicani. Questo significa che il Gop ha molti meno seggi da difendere, mentre i democratici non solo per vincere dovrebbero riconfermare tutti i loro senatori, ma dovrebbero essere in grado di strappare almeno tre poltrone agli avversari. Dieci di loro, inoltre, sono alle urne in Stati conquistati da Donald Trump nel 2016. Attualmente i repubblicani hanno una maggioranza di 51 a 49.
Se in molti Stati non c’è praticamente battaglia, ad esempio nel North Dakota per i repubblicani o in New Jersey per i democratici, in almeno una decina i sondaggi danno i candidati molto vicini, tanto da essere difficile, avere proiezioni chiare.

Le sfide più interessanti e da tenere d’occhio sono: in Arizona,  Indiana, Nevada, Missouri, Florida, Montana, Texas, Tennessee, West Virginia, North Dakota. Tenendo presente tutti i sondaggi degli ultimi giorni, vengono presentati come ultimi quelli del sito specializzato in materia di proiezioni elettorali  ‘FiveThirtyEight’, che possono comunque essere aggiornati continuamente e in tempo reale, evidentemente anche smentendo quanto qui presentato in fase di stesura del presente articolo.

Arizona:
Candidato democratico: Kyrsten Sinema; Candidato repubblicano: Martha McSally
In questo Stato, andato a Trump nel 2016, il seggio è stato lasciato libero dal ritiro del senatore Jeff Flake, che ha deciso di andare in pensione. In corsa ci sono la repubblicana Martha McSally contro la democratica Kyrsten Sinema. Se la repubblicana è sempre stata considerata la favorita, amata dall’establishment repubblicano, secondo i recenti sondaggi realizzati da ‘NBC’, Sinema guida ora con un vantaggio di 6 punti, datogli soprattutto dall’appoggio dei latinos. Secondo le proiezioni di ‘FiveThirtyEight’, in lieve vantaggio sarebbero i democratici. Il risultato resta quindi aperto ed è difficile fare predizioni.

Indiana:
Candidato democratico: Joe Donnelly; candidato repubblicano: Mike Braun.
E’ uno degli Stati più difficili da confermare per i democratici. Donnelly, infatti, viene considerato un candidato fragile, alla ricerca della rielezione in uno Stato vinto nel 2016 da Donald Trump. E’ inoltre, dato importante, casa del vice presidente Mike Pence. I sondaggi sono discordanti tra loro, alcuni danno Braun avanti di poco, altri Donnelly.  Anche questa è una competizione che rimane aperta e di cui è difficile anticipare i risultati. 

Nevada:
Candidato democratico: Jacky Rosen; Candidato repubblicano: Dean Heller.
Heller è l’unico repubblicano che cerca la rielezione in uno Stato blu, andato a Hillary Clinton nel 2016. E’ quindi considerato il candidato conservatore più fragile e proprio per questo le elezioni al Senato in Nevada vengono guardate con particolare attenzione. Se vogliono avere qualche chance di vincere la maggioranza al Senato, i democratici hanno bisogno di aggiudicarsi assolutamente questa corsa, che è stata proprio per questo una delle più costose dell’anno. Heller e’ stato molto criticato per aver prima difeso la riforma sanitaria voluta da Obama e poi cambiato idea successivamente, votando a favore di alcune misure volte ad abolirla. I sondaggi danno i due candidati testa a testa, anche se, eletta per la prima volta al Congresso nel 2016, Rosen ha qualche chance, dovuta anche all’incremento del peso dei latini e alla bassa popolarità qui del Presidente repubblicano.

Missouri:
Candidato democratico: Claire McCaskill; Candidato repubblicano: Josh Hawley.
Testa a testa. McCaskill è considerata la più debole candidata democratica in cerca della rielezione. Il Missouri è uno Stato rosso, saldamente in mano repubblicana. La popolarità della senatrice è bassa, soprattutto tra gli afroamericani.
Hawley, procuratore generale statale, però, deve fare i conti con alcuni scandali, alcuni di carattere sessuale, che hanno colpito il Governatore repubblicano Eric Greitens, costringendolo alle dimissioni. Alcuni sondaggi dei giorni scorsi davano comunque in vantaggio Hawley di pochi punti,  ‘FiveThirtyEight’ prevede un vantaggio di un punto percentuale per McCaskill.

Florida:
Candidato democratico: Bill Nelson; Candidato repubblicano: Rick Scott.
Secondo ‘Vox’, che cita le opinioni di vari senatori, i due candidati hanno in comune la caratteristica di essere molto noiosi. E’ una competizione interamente basata sui soldi, con il Governatore Scott, ricchissimo, impegnato a spendere una fortuna pur di strappare il seggio a Nelson, già al terzo mandato al Senato. Secondo sondaggi dei giorni scorsi il candidato democratico ha due punti di vantaggio, secondo ‘FiveThirtyEightavrebbe un vantaggio di quasi 3 punti.  Alcuni argomenti determinanti in questo Stato sono: le leggi sulle armi, dopo la sparatoria nel liceo di Parkland, lo scorso anno, e il peso che giocheranno i portoricani, arrivati in massa a Miami, dopo i danni provocati dall’uragano Maria. 

Montana:
Candidato democratico: Jon Tester; Candidato repubblicano: Matt Rosendale.
Doveva essere uno Stato saldamente in mano al senatore democratico, ma nel corso dell’anno Rosedale ha riaperto la corsa. I sondaggi di questi ultimi giorni vedevano Tester, moderato, eletto nel 2006, ancora in vantaggio di quattro punti, con grado di approvazione alto, intorno al 52%. Diversissime le proiezioni ‘FiveThirtyEight’: in vantaggio sarebbe Tester addirittura di oltre 4 punti percentuali.  Lo Stato nel 2016 è stato conquistato da Donald Trump.

Texas:
Candidato democratico: Beto O’Rourke; Candidato repubblicano: Ted Cruz.
Ex candidato alla presidenza, uno dei senatori più forti e influenti del partito repubblicano, per Ted Cruz queste elezioni dovevano essere una passeggiata. E invece, anche se i sondaggi degli ultimi giorni lo davano avanti, anche di una decina di punti, si è trasformato quasi in un testa a testa, con Beto O’Rourke, considerato ora la stella nascente del partito democratico., possibile candidato nel 2020. Molti per lui vedono già un futuro presidenziale. Deputato eletto nel 2012, un passato da musicista punk, Beto, di origini irlandesi ma con un nomignolo latino, è considerato l’esatto opposto del conservatore Cruz.
Il senatore repubblicano secondo alcuni sondaggi dovrebbe farcela, anche secondo ‘FiveThirtyEight’, ma con un margine che si è ristretto nel tempo per quanto abbastanza sicuro.

Tennessee:
Candidato democratico: Phil Bredesen; Candidato repubblicano: Marsha Blackburn.
La poltrona è stata lasciata vuota dal ritiro del senatore Bob Corker, che ha deciso di andare in pensione. Alla Camera dal 2002, Marsha Blackburn sta cercando ora di prendere il suo posto al Senato. E’ nota per aver fatto parte della commissione che ha indagato sul lavoro svolto dal gruppo Planned Parenthood che da anni si occupa della salute delle donne e del diritto all’aborto. A sfidarla in una delle più solide fortezze repubblicane, l’ex governatore, Phil Bredesen, che ha lasciato l’incarico nel 2011 dopo due mandati, restando fino a ora fuori dalla politica. Il candidato democratico ha guidato i sondaggi per la maggior parte dell’anno, subendo però ora un sorpasso.
Sembra, infatti, che Blackburn sia avanti di quasi sei punti.

West Virginia:
Candidato democratico: Joe Manchin; Candidato repubblicano: Patrick Morrisey.
Ex governatore, eletto al Senato nel 2010, Manchin è considerato forse il più conservatore tra i democratici al Congresso. Nel 2016, Donald Trump ha vinto qui con il 68% dei voti, il margine più alto per lui nel Paese. Rimane alta la sua popolarità, ma non è bassa neanche quella del senatore democratico. Il rischio per lui è che il suo centrismo possa ostacolarlo in quest’epoca dominata dalla ‘Resistenza’ alle politiche dell’attuale Presidente repubblicano. E’ stato l’unico democratico a votare a favore della nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. Gli ultimi sondaggi vedono comunque il procuratore generale statale, Morrisey, attaccato durante le primarie per la sua vicinanza a una compagnia di opiacei, sotto di 12 punti, secondo il democratico sarebbe avanti di non poche lunghezze.

North Dakota:
Candidato democratico: Heidi Heitkamp; Candidato repubblicano: Kevin Cramer.
Dopo un po’ di ripensamenti, spinto dall’establishment a Washington, Kevin Cramer ha deciso di provare a usurpare la poltrona della democratica Heitkamp, eletta nel 2012, ex procuratore generale statale. In questo Stato, nelle passate elezioni, Donald Trump ha vinto con il 63% dei voti. La sua popolarità è però in calo, soprattutto a causa delle conseguenze dovute alla guerra commerciale portata avanti dall’Amministrazione. Il partito conservatore, molto interessato a questa poltrona, cercava un candidato forte che avesse ottime chance contro la democratica, la cui popolarità è intorno al 47% oggi. Cramer è uno stretto alleato di Trump, appoggiandolo aveva votato alla Camera a favore dell’abolizione dell’Obamacare. Il repubblicano secondo gran parte degli ultimi sondaggi, ha non pochi punti di vantaggio, anche se la gara qui viene ancora considerata testa a testa

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