sabato, Luglio 20

Midterm: le sfide più calde tra i Governatori 11 Stati da tenere d'occhio, i repubblicani potrebbero conquisterebbero 26 Stati e i democratici 24, ma sarebbero i democratici a governare il maggior numero di americani

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Oggi, nel voto di midterm -importantissimo per Camera e Senato-, gli americani votano anche per il rinnovo di 36 Governatori su 50.
Al momento i governatori democratici sono 16, mentre quelli repubblicani sono 33. Il Gop controlla attualmente due terzi degli Stati. Queste elezioni di metà mandato rappresentano un’ occasione unica per i democratici, dal momento che si voterà in ben 26 Stati controllati dai repubblicani.

Secondo le  elaborazioni di ‘FiveThirtyEight’, i repubblicani conquisterebbero 26 Stati, mentre i democratici ne conquisterebbero 24, ma i democratici con i loro 24 Stati governerebbero su di una popolazione di 195 milioni, mentre i repubblicani pur avendo il controllo di 26 Stati governerebbero su 134 milioni di personeLe sfide sono aperte in molti Stati, ecco gli 11 Stati da tenere d’occhio.

OREGON: Kate Brown,  in carica (D) – Knute Buehler (R)
Kate Brown è la Governatrice democrati in carica. Dopo aver approvato un aumento delle tasse per i suoi concittadini, il suo indice di popolarità è calato. Ha vinto le elezioni speciali nel 2015, quando il predecessore John Kitzhaber era stato costretto a lasciare per uno scandalo sessuale.  Si identifica come bisessuale. È stata la prima persona bisessuale a divenire governatore negli Stati Uniti. Potrebbe essere riconfermata. Il suo oppositore Knute Buehler è un repubblicano moderato che ha promesso di tutelare i matrimoni gay e il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza.

MAINE: Janet Mills (D) – Shawn Moody (R)
I repubblicani mettono in campo l’imprenditore Shawn Moody. Per i democratici c’è Janet Mills che dal 2013 è Ministro della giustizia dello Stato. Moody ha patteggiato un’accusa di discriminazione sessuale risalente al 2006 da parte di una ex dipendente. La battaglia è un vero e proprio referendum sull’operato del governatore uscente repubblicano, Paul LePage, e del Presidente Donald Trump. LePage ha caratterizzato parte del suo ultimo mandato con la lotta ad un allargamento della copertura del Medicaid, l’assistenza sanitaria. Secondo Morning Consult, poi, il 55% degli abitanti del Maine disapprova il presidente Donald Trump. E’ per questa ragione che la sfidante democratica Mills si presenta come il volto del cambiamento e sembra avere molte possibilità di vincere.

IOWA: Kim Reynolds, (R) – Fred Hubbell (D)
Nel 2017 la vicegovernatrice Kim Reynolds, repubblicana, ha preso il posto del governatore Terry Branstad, nominato da Trump ambasciatore in Cina. Fortemente conservatrice, ha legato il suo nome ad una regolamentazione statale restrittiva in materia di aborto. Se eletta, Reynolds diventerebbe la prima donna a governare lo Stato dell’Iowa. Dovrà vedersela con Fred Hubbell, imprenditore democratico. Nonostante Trump abbia conquistato lo stato nel 2016, oggi il suo indice di gradimento si ferma al 44. Qui viene prospettato un testa a testa.

FLORIDA:  Andrew Gillum (D) – Ron DeSantis (R)
E’ uno dei testa a testa più interessanti di queste elezioni, con qualche vantaggio per i democratici secondo alcune proiezioni. Il governatore in uscita è Rick Scott, repubblicano ora in corsa per un seggio al Senato. In campo repubblicano c’è il deputato Ron DeSantis, uno dei più ferventi sostenitori di Trump. Basti pensare che ha fatto indossare al figlioletto una tutina con la scritta ‘Make America Great Again’, slogan elettorale del Presidente. I democratici hanno messo in campo un volto fresco e carismatico. Si tratta di Andrew Gillum, sindaco di Tallahassee, politicamente agli antipodi, visto che è sostenuto da Bernie Sanders. Data la vicinanza di De Santis al Presidente, in molti hanno definito la battaglia della Florida come il referendum per eccellenza su Donald Trump.

CONNECTICUT: Ned Lamont (D) – Bob Stefanowski (R)
Il candidato democratico, Ned Lamont, paga l’impopolarità del Governatore uscente e compagno di partito, Dan Malloy. Lo sfidante del Gop, Bob Stefanowski, può essere penalizzato dal sostegno di Trump, il cui gradimento nello Stato è al 39%. Infatti ci sarebbe una prevalenza del democratico.

WISCONSIN: Scott Walker, in carica (R) – Tony Evers (D)
Altro testa a testa tra i più serrati. Scott Walker, repubblicano in carica ed ex candidato alle primarie presidenziali del partito, corre per il terzo mandato. Lo sfida Tony Evers, a capo del sistema scolastico dello Stato, forte della sua opposizione ai tagli all’istruzione imposti da Walker, che avrebbe qualche lunghezza di vantaggio.

NEVADA: Steve Sisolak (D) – Adam Laxalt  (R)
Il repubblicano Adam Laxalt è ministro della Giustizia dello Stato. Una storia personale affascinante perchè è figlio illegittimo della figlia di Paul Laxalt, uno dei senatori più noti della storia del Nevada, e di Pete Domenici, senatore del New Mexico, deceduto. Potrebbe giocare anche la popolarità del governatore uscente Brian Sandoval, compagno di partito, che però gli ha negato l’endorsement. Lo sfidante democratico, Steve Sisolak, conta sul fatto che Trump abbia perso lo Stato del Nevada nel 2016 e oggi il 52% disapprovi il suo operato, e in effetti le proiezioni gli danno qualche punto di vantaggio.

GEORGIA:  Stacey Abrams (D) – Brian Kemp (R)
La gara è incerta e il clima pessimo. La candidata afroamericana e democratica Stacey Abrams è capogruppo di minoranza alla Camera statale. Ha già scritto la sua pagina di storia, diventando la prima candidata nera a conquistare la nomination a governatore per un partito principale. Brian Kemp, repubblicano, è il segretario di Stato della Georgia. Conservatore, è un grande supporter del presidente Trump. In molti lo accusano di ostacolare l’accesso al voto -che negli Usa prevede la previa registrazione- soprattutto da parte delle minoranze.

In Georgia è salita la tensione nella sfida per chi diventerà governatrice o governatore. Secondo i sondaggi, è testa a testa fra Brian Kemp e Stacey Abrams. L’ufficio di Kemp ha parlato di ‘un fallito tentativo di hackerare il sistema di registrazione di voto statale’, che ha portato all’apertura di un’indagine che coinvolge i democratici. Nello Stato era già accesa una disputa sull’accesso al voto: i democratici hanno accusato Kemp di sfruttare il proprio ruolo pubblico per ostacolare il voto delle minoranze probabilmente favorevoli alla sfidante. Sono 53mila le registrazioni rimaste sospese, il 70% di afroamericani, a causa dei requisiti imposti a livello statale, secondo il Southern Poverty Law Center. I giudici federali sono intervenuti perché le procedure siano cambiate, ma Abrams teme comunque che gli elettori coinvolti rinuncino a votare. Infatti le proiezioni appuntano un vantaggio al repubblicano Kemp.

OHIO: Richard Cordray (D) – Mike DeWine (R)
Il Governatore uscente è l’ex candidato alle primarie presidenziali John Kasich che non puo’ ripresentarsi per limiti raggiunti. Prova a prendere il suo posto il compagno di partito ed ex senatore Mike DeWine, Ministro della Giustizia dello Stato. Lo sfida Richard Cordray, progressista a sinistra del partito democratico, ex direttore del Consumer Financial Protection Bureau, l’ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori, durante la presidenza di Barack Obama, che avrebbe qualche vantaggio.

KANSAS: Laura Kelly (D) – Kris Kobach (R)  
Il repubblicano Kris Kobach -conservatore e trumpiano- ha battuto alle primarie del suo partito il governatore in carica Jeff Colyer. E’ noto per le sue posizioni intransigenti in materia di immigrazione e per aver sostenuto legislazioni restrittive verso l’accesso al voto. La sfidante è la democratica Laura Kelly, senatrice dello Stato dal 2005. A spostare l’ago della bilancia in favore dei repubblicani, potrebbe essere la presenza di un candidato indipendente, ovvero Greg Orman, infatti Kobach viene dato in vantaggio.

SOUTH DAKOTA: Billie Sutton (D) – Kristi Noem (R)
La repubblicana Kristi Noem è una deputata. A sfidarla c’è il democratico Billie Sutton, ex campione di rodeo costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente. Sutton gioca la carta moderata, dal momento che è dichiaratamente in favore delle armi e pro-life. Se dovesse vincere, scriverebbe la storia diventando il primo democratico a guidare lo Stato in 40 anni. Qui i repubblicani vengono dati in vantaggio.

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