martedì, Marzo 19

Miami inaugura una nuova Borsa Valori Il grande centro della Florida punta a concorrere con le altre piazze finanziarie Usa

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Dopo una lunga fase preparatoria, il Miami International Holdings (Miax), la Borsa Valori fondata nel 2008 presso il grande centro della Florida con l’obiettivo principale di attirare l’attenzione delle società latino-americane, sembra ormai ben avviato verso l’apertura di un nuovo mercato azionario concepito con lo scopo specifico di rivaleggiare efficacemente con le grandi piazze finanziarie di New York e Chicago. L’idea circolava già dal 2011, ma a darle definitivamente corpo ci ha pensato Thomas Gallagher, l’amministratore delegato del Miax che in un’intervista rilasciata al ‘Wall Street Journal’ ha spiegato che il mercato finanziario di Miami dispone di tutti i crismi per lanciarsi in un’avventura espansiva del genere, avendo triplicato la propria quota di mercato in appena un lustro grazie soprattutto al Miax Options Exchange, il mercato in cui si negoziano le opzioni fondato nel 2012.

Gallagher ha dichiarato di aver effettuato corposi investimenti nel settore dell’alta tecnologia per sostenere il progetto, e di essere pertanto piuttosto sicuro di ricevere a breve tutte le autorizzazioni necessarie dai regolatori, ottenute le quali il Miax Equities Exchange – questo è il nome che prenderà il nuovo mercato finanziario – potrà spiccare finalmente il volo e riscuotere successi all’altezza delle aspettative.

L’ambizioso piano elaborato e promosso dal presidente del Miax fa seguito a una serie di considerevoli iniziative espansive, come quella relativa al lancio di Spikes, un indice concepito appositamente per valutare la volatilità del mercato che si pone in concorrenza diretta al Vix del Chicago Board of Exchange.

Ma il Miami International Holdings non è l’unica piazza finanziaria ad apprestarsi ad aprire i battenti: nel 2020 è infatti prevista l’inaugurazione del Members Exchange (Memx), progettato da una serie di banche e società d’investimento asserragliate dietro i colossi Morgan Stanley, Merrill Lynch (facente capo a Bank of America), Ubs, Virtu Financial, Fidelity Investments e Citadel Securities. Il Memx avrà sede a New York, e si candida quindi in maniera palese a sfidare sia l’Intercontinental Exchange, la finanziaria che controlla il NewYork Stock Echange (Nyse), che il Nasdaq. Sempre nel 2020, aprirà – nonostante le obiezioni sollevate dai regolatori della Securities and Exchange Commission (Sec) – il Long Term Stock Exchange (Ltse), un mercato promosso dai principali venture capital della Silicon Valley.

Con queste tre nuove piazze, il numero dei mercati finanziari statunitensi crescerà a quota 16. Una tendenza che sconfessa gran parte delle previsioni elaborate negli ultimi anni, secondo cui nel futuro recente si sarebbe assistito a un considerevole processo di concentrazione destinato a ridurre la concorrenza e ad accrescere ulteriormente i già elevati costi per le commissioni sulle piazze finanziarie Usa che i broker erano chiamati a sostenere per avvalersi delle piattaforme di scambio. Al contrario, la spinta ad aprire nuove piazze nasce proprio dal rincaro dei costi del trading e dei servizi – oltre che alla scarsa trasparenza e alle notevoli difficoltà tecniche che si riscontrano per effettuare scambi azionari – che caratterizzano le Borse statunitensi.

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