venerdì, Dicembre 13

“Mi sono innamorata di… Shakespeare”

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Per la regista Maria Aberg, le cui produzioni RSC includono ‘Re Giovanni‘ e ‘Come vi piace‘, il suo stesso amore per Shakespeare è un esempio calzante di come questo autore possa prendere il cuore a pieno soltanto dopo una maturazione interna: quando ha lasciato la Svezia meridionale e venne a Londra per studiare recitazione al Mountview, all’età di 20, lei non poteva apprezzare appieno la bravura del drammaturgo.  Lei stessa afferma “In Svezia, non sono cresciuta con il mito di Shakespeare. Ho pensato che fosse un drammaturgo incredibile, ma c’erano altri drammaturghi ugualmente bravi. Noi [in Svezia]non abbiamo il peso dell’eredità letteraria della Gran Bretagna che è un fatto in parte buono e in parte cattivo. Poi sono venuta qui e mi sono innamorata [di Shakespeare]e ora lo capisco molto di più di prima “. I critici direbbero che la mancanza di un patrimonio, l’essere invecchiata, l’aver diretto diverse produzioni controverse, tra cui uno Shakespeare con una torsione che ha fatto gridare allo scandalo il suo adattamento di Re Giovanni molto contemporaneo (non soltanto per la modifica del testo e di alcuni personaggi, ma anche, più polemicamente, perché il ‘bastardo è stato interpretato da una donna) l’hanno resa più matura. La regista ha sempre affermato Che l’industria del teatro inglese è dominata dagli uomini è un dato di fatto e non un parere” e aggiunge che “può essere corretto utilizzando un maggior numero di donne per la produzione fino a quando la disuguaglianza è stirata fuori“. Inoltre conclude con rammarico: “Non viviamo in un mondo in cui la persona migliore ottiene il lavoro“. L’adattamento della Aberg delle commedie e tragedie di Shakespeare può essere non convenzionale, ma è anche lucido e impenitente. L’anno scorso, il direttore del Festival Mondiale su Shakespeare, Deborah Shaw, ha parlato del rispetto con cui i produttori di teatro inglesi trattano Shakespeare: “Amministratori e drammaturghi provenienti dall’estero tendono ad essere più audaci e meno preoccupati di fare qualcosa di diverso dagli inglesi“.  Aberg dice che questo potrebbe benissimo applicarsi a lei, anche se le piace anche pensare che serve un approccio sperimentale allo spirito di Shakespeare : “La riverenza è molto difficile in una produzione creativa. Non sono sicuro che ha un posto. Essere fedeli alla tradizione teatrale non è lo stesso di essere fedeli al testo”. Questo video è una clip da ‘Muse of Fire. Resource‘, una risorsa di interviste sul ‘Player Globe‘, il lettore multimediale on-line lanciato dal Globe Theatre di Shakespeare a Londra. ‘Muse of Fire‘ è stato creato, girato e curato da attori come Dan Poole e Giles Terera come parte del loro progetto di documentario su tale autore inglese. In questo video la regista parla del realismo dei personaggi shakespeariani, attuale ancora oggi che non deve essere scambiato con quello che è la naturalezza e modernità dei personaggi creati da questo autore inglese.

(tratto dal sito di ‘The Guardian‘)

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