martedì, Agosto 11

Messico: proteste contro la riforma sulla scuola

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Dallo scorso 15 maggio continuano le proteste in Messico, ad opera degli insegnanti contro la riforma sulla scuola. Un’iniziativa imponente, per rivendicare i diritti del lavoro delle maestre e dei maestri delle scuole, contro il nuovo sistema di valutazione e definizione del salario che si vorrebbe introdurre. I protestanti sostengono che i test di valutazione non misurano le competenze didattiche e non tengono conto delle particolari conoscenze necessarie per insegnare, nelle zone rurali e nelle comunità indigene. Le valutazioni degli insegnanti, dunque, sono stati tra i principali punti della protesta, contro la controversa legge presentata dal presidente conservatore Enrique Peña Nieto. Sono in 600 gli insegnanti che stanno tentando una causa ad Acapulco contro la procedura, ha dichiarato Walter Emanuel Anorve, il portavoce del CNTE, l’organizzazione sindacale messicana che sostiene le proteste. Secondo il sindacato, la legge è inoltre progettata per consentire licenziamenti di massa. A conferma di ciò, il governo ha licenziato 3.360 insegnanti, il 20 maggio, tra coloro che non si sono voluti sottoporre alla valutazione, in segno di protesta contro la riforma.

Adesso, gli insegnanti chiedono di incontrare il ministro dell’Istruzione, Aurelio Nuño, al fine di presentare valide alternative alla riforma. Tuttavia, i leader sindacali dicono che il governo ha respinto qualsiasi riunione finora. Per decenni, gli insegnanti in Messico hanno organizzato una serie di proteste per lo più nel sud-est, più povero, occupando spazi pubblici per mesi, per richiedere migliori salari e migliori condizioni di lavoro.

(Video tratto dal canale Youtube: teleSUR english)

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