lunedì, Agosto 3

Messico: cosa ne sarà del NAFTA? Obrador è il nuovo presidente del Messico. Ed ora, quali le mosse sul NAFTA?

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Andrés Manuel López Obrador è il nuovo Presidente del Messico dopo la vittoria schiacciante del 1 Luglio scorso. «Confesso di avere una legittima ambizione: voglio passare alla storia come un buon presidente», ha detto dopo l’annuncio dei risultati. La popolazione è scesa a votare con una grande voglia di curare una terra dilaniata e lasciata per troppo tempo senza alcuna medicina. Anche qui l’elettorato, sentitosi ‘tradito’ dalle forze politiche tradizionali, ha optato per chi si è saputo presentare come ‘la novità’, la differenza. E lui, una prima differenza l’ha fatta: è primo a guidare il Paese dall’ala sinistra dopo tre decadi.

Il nuovo Presidente messicano

Certo è che il fallimento dei partiti tradizionali è nient’altro che lo specchio delle due più grandi macchie del Governo messicano degli ultimi sei anni: la corruzione che ha coinvolto l’élite della politica messicana, -ed in prima persona l’uscente Enrique Peña Nieto-, e l’escalation della violenza criminale. Ma tanta è stata anche la delusione per la diseguale crescita economica e per la scarsa sicurezza pubblica. Tutti punti che Obrador ha saputo sottolineare e che ha giurato di risolvere. Tante promesse, e tante, già, le voci. 

Anche per le sorti del NAFTA, l’Accordo di libero scambio nordamericano. Rinfreschiamoci la memoria: il NAFTA è nato venti anni fa tra Stati Uniti, Messico e Canada, con l’obiettivo -a lungo termine- di promuovere le relazioni commerciali in un rapporto economico reciprocamente benefico. 

Ma quali sono stati gli effetti sul Messico?

Innanzitutto, il NAFTA ha eliminato le tariffe di importazione in tutti i settori, dall’agricoltura, ai tessuti alle automobili. Così circa il 70% delle importazioni USA dal Messico ed il 50% delle esportazioni statunitensi verso il Messico sono state esenti da dazi. Ma oltre a questo, si è puntato sulla protezione della proprietà intellettuale e sono stati istituiti meccanismi di risoluzione delle controversie. Come tendono ad evidenziare i sostenitori, una delle conseguenze concrete del NAFTA sul Messico è stata l’attrazione di maggiori investimenti esteri. Il commercio con gli Stati Uniti, ad esempio, è aumentato più di quanto lo fosse stato mai in passato.

In questi anni, però, i pareri sull’Accordo sono stati discordanti. Tra gli esperti, alcuni hanno messo in dubbio l’entità degli effetti sul Messico in termini di crescita economica generale; ‘mito’ sfatato per altri che, invece, hanno sempre ritenuto facilmente distinguibili gli effetti positivi. L’Accordo avrebbe aiutato il Messico a raggiungere livelli di sviluppo più vicini a quelli degli Stati Uniti e del Canada predisponendo i produttori messicani ad adottare tecnologie e innovazioni statunitensi, nonché, a reagire più rapidamente alle esigenze del mercato globale.

Fatto sta che i benefici non hanno coinvolto uniformemente tutta l’economia messicana. Uno dei problemi lamentati, infatti, è quello relativo alla disparità salariale del Messico con gli Stati Uniti, una disparita che non è diminuita come si sperava all’inizio. 

Ed ora? Cosa farà AMLO? 

Continuerà con i negoziati sulla scia del Governo uscente? O deciderà una fuoriuscita del Messico? Per ora, pare ci sia la volontà di arrivare ad un accordo win-win. I membri del suo team hanno indicato che gli sforzi di rinegoziazione potrebbero essere abbandonati se le richieste da parte del governo degli Stati Uniti siano irragionevoli. «Preferiamo non avere un NAFTA di un cattivo NAFTA».

Jesús Seade Kuri

Riguardo la figura che condurrà i negoziati, si parla di Jesús Seade Kuri, ex vicedirettore dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT) e dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Ma accanto a lui, dovrebbero esserci altre sostituzioni rispetto al team di negoziazione precedente.

Una delle promesse elettorali di Obrador è la diversificazione anche su questa materia. Da tempo Lopez alla di voler aumentare l’esportazione di beni messicani in paesi diversi dagli Stati Uniti. Attualmente, quasi l’80% delle esportazioni messicane è destinato agli USA. Ma il neo presidente potrebbe cambiare le carte in tavola, dando rilievo a chi, nel Paese, non ha goduto degli effetti benefici ottenuti dall’Accorso. A detta sua, starebbe per implementare politiche per incorporare nel successo del NAFTA gli stati messicani che non hanno beneficiato dell’accordo, in particolare quelli situati nel sud del Messico. 

Inoltre, ci si aspetta un consistente intervento sui salari, su cui AMLO ha costruito la sua  stessa campagna elettorale. Ha promesso, infatti, un intervento serio e definitivo per affrontare i salari bassi e stagnanti. Una delle sue intenzioni è proprio quella di aumentare il salario minimo del 15% ogni anno. Ma qui spuntano altri problemi. Quando si parla di retribuzione, è difficile avere dati accurati poiché, più della metà dei lavoratori è nel circolo vizioso del lavoro informale. Tutto ciò si traduce in mancanza di dati amministrativi e, quindi, di dati ufficiali sulle dinamiche salariali. Secondo quanto dice il Ministero del Lavoro -quanto di più ufficiale ci sia- a partire da agosto 2017, meno dell’1% dei lavoratori messicani (nel formale) guadagna il salario minimo.

I salari nazionali variano di regione in regione. Mentre un lavoratore medio in Messico guadagna circa 336 pesos al giorno (17 dollari circa), un lavoratore nel nord di Città del Messico guadagna circa il 39% in più, 469 pesos al giorno (24 dollari circa). Nello stato meridionale di Oaxaca, invece, il guadagno medio è di 270 pesos (poco più di 14 dollari l’ora). Considerando tutto questo, gli analisti credono che uno dei primi interventi di Obrador sarà proprio quello di aumentare il salario minimo. Ma torniamo al NAFTA.

Quali sono le reazioni degli esperti?

Gli analisti affermano a pochi giorni dall’elezione che il neo presidente porterà nuove incertezze sulle discussioni relative all’Accordo. Potrebbe persino creare divisioni tra Canada e Messico sulle richieste statunitensi in materia di lavoro. Come? Respingendo le richieste di Washington di introdurre standard minimi salariali nell’industria automobilistica messicana, una mossa che avrebbe un effetto a catena.

Il NAFTA è certamente alla base di buona parte dell’economia messicana e le preoccupazioni derivano dal fatto che essendo l’Accordo in fase di negoziazione, il Messico, e tutto il Nord America con lui, sia inondato da instabilità. «Il primo discorso di AMLO è stato quello che ha dato conforto al mercato», ha dichiarato Alberto de la Pena, del gruppo di studio internazionale. «Non è suonato come radicale». Meno male.

L’affermazione di Obrador secondo cui non intende ribaltare i negoziati , -per ora-, ha contribuito a mitigare le preoccupazioni degli investitori. Inoltre, la posizione di Lopez sui salari potrebbe anche essere utile per far avanzare i colloqui.

Ancor più a Nord, Trudeau, da parte sua, ha dichiarato di voler rimanere in contatto con il presidente messicano uscente, con cui è entrato diverse volte in contatto, ma spera di lavorare con il nuovo presidente del paese per «costruire sulla vivace partnership tra i due paesi». «Il Canada è amico intimo del Messico e partner di lunga data. Condividiamo obiettivi comuni, forti legami tra persone e una relazione commerciale reciprocamente vantaggiosa che è l’invidia del mondo – riflessa nel nostro sforzo comune di aggiornare l’accordo di libero scambio nordamericano per il XXI secolo», ha detto Trudeau in un dichiarazione congratulandosi con Lopez Obrador per la sua vittoria. Insomma, priorità condivisa di aggiornare l’accordo «per il miglioramento dei popoli».

Ma ora il Messico affronterà un periodo di transizione e Obrador non entrerà in carica fino a dicembre, quindi, molti si aspettano che nel frattempo non ci sia nessun accordo. Gli Stati Uniti, inoltre, hanno elezioni di medio termine a novembre, il che significa che l’estate sarà pesante per la campagna. «Ci aspettiamo che il tono a breve termine rimanga benigno, ma la transizione di cinque mesi inevitabilmente produrrà test occasionali per la squadra in entrata, in particolare se la parte statunitense getterà più chiavi nelle opere di Nafta», ha detto Graham Stock, della BlueBay Asset Management.

Ma con con Trump di mezzo, l’Accordo sul libero scambio rischia di perpetrare in un limbo a ancor a più lungo termine. 

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