mercoledì, Settembre 23

MES: o Conte tira in porta subito, o se ne vada, subito però Merkel e Macron, in due ‘passaggi smarcanti’ giganteschi, mettono la palla tra i piedi dei Paesi capaci di «garantire di essere pronti per il futuro». Se il destinatario della palla, Conte, non tira in porta, ma cincischia e si attarda in un dribbling, è un fesso

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Si usa dire: il bastone e la carota.
Cominciamo dal bastone.
Qualche giorno fa, commentavo l’intervista della signora Angela Merkel (che da oggi, a nome della Germania, assume la presidenza del Consiglio dell’Ue) a ‘La Stampa’ ed altri giornali, tutti di ‘centro sinistra’ europei (‘La Stampa’ è un ircocervo incomprensibile), sottolineando che in essa, una frase chiave (rilevata del resto da tutti i media) era quella in cui seccamente osservava che il MES non era stato creato per gioco, ma per servire e non per restare inutilizzato.

Sono evidentemente, e me ne scuso, inferiore al compito di comprendere ‘la’ politica e i nostri ‘politici’, ma a me sembrava e sembra che quella farse, e altre dell’intervista, fossero significative di un fatto molto importante e semplice: la Germania e, per essa, l’Europa sono pronti ad agire per fare riprendere l’economia europea, a cominciare da quella dei Paesi più danneggiati dalla crisi, ma solo se (ripeto, per favore leggete bene: solo se) i Paesi destinatari dimostrano di sapere e volere usare correttamente lo sforzo europeo, che (e anche questo lo ripeto con fermezza), deriva dal fatto che tutti gli Stati, compresi i taccagni, ci metteranno i propri soldi, anche se e quando a loro quegli aiuti non servano o servano poco.
Ora, dato che uno dei settori più devastati dall’epidemia è stato quello della sanità, ottimamente ha fatto il nostro Ministro Roberto Gualtieri (appunto indirettamente citato dalla Merkel) a negoziare (e dubito sia stato un negoziato facile) un finanziamento, attraverso il MES (che è una struttura finanziaria già pronta e operativa, cioè in grado di dare soldi subito, non l’anno venturo, e noi, proprio per la sanità dove abbiamo visto che pasticci abbiamo fatto, abbiamo urgenza di intervenire, magari mettendo un po’ la sordina agli strepiti dei ‘governatori’) non del MES, privo di quelle condizioni che fanno paura (immotivata) a molti.
Ora, delle due l’una: o si dice che Gualtieri è un fessacchione, e nemmeno un fratacchione, ma un traditore al soldo dei Paesi taccagni, oppure ci si deve fidare: se dice che non vi sono altre condizioni, non ce ne sono. Solo un’altra parola: dicevo ‘immotivata’, la paura, perché, come capirebbe anche un bambino delle elementari con le rime buccali distanti cinquanta centimetri da quelle di un altro bambino, le ‘reazioni’ temute ci sarebbero solo se ci si comportasse da irresponsabili e da imbecilli: lo dice il trattato.

Sul foglio ufficiale degli stellini (che non sapendo nemmeno chi sono, figuriamoci se capiscono cosa sia il MES, abituati come sono a considerare le istituzioni europee delle marchette alla Francia) compare un dotto articolo, che crede di essere spiritoso, che oppone alle dieci motivazioni per sbrigarsi a prendere quei soldi dell’improvvisamente redivivo (ma, temo, per poco) Nicola Zingaretti, diecidotte’, appunto, motivazioni di contrarietà: l’articolo 5, l’articolo xyz ecc., salvo quella che ho detto io qui sopra! Tutte cose, per carità, verissime, ma se si dice da tutti che quelle condizioni non valgono ora perché non saranno applicate e richieste tutti quegli articoli e articoletti stanno lì e là restano. Per di più, questoGoverno’ (scusate le virgolette, ma a me ogni volta che ne parlo viene da ridere) ha nel suo seno, oltre a Gualtieri (magari al soldo di Rutte), anche un certo pochette (va bene, direttore, scrivo Giuseppe Conte-pochette) che sostiene che in una sua vita precedente ha fatto l’avvocato, e che dice di conoscere (o forse ‘sapere’?) le lingue, cioè quella inglese, e che infine millanta un rapporto quasi amoroso con la signora Merkel, che avrebbe invitato, in questi mesi trascorsi, se non fosse stato impossibile a causa dell’epidemia, nella sua camera a guardare la sua collezione di autocertificazioni. Bene, ma quei due, sono proprio così fessi da non sapere leggere un contratto, che, oltre tutto, sarà scritto in italiano a scanso di equivoci. Suvvia, pochette, fai una telefonata tenebrosa alla Merkel, magari con sottofondo di Bossa Nova di Gualtieri, e negozia. E poi magari leggi il risultato.
Ma poi, a parte gli scherzi, sono due o tre mesi che a livello europeo, tutti i responsabili, ma proprio tutti, non fanno che ripetere che il finanziamento non ha condizioni altre che quelle di spendere i soldi per la sanità. Diamine, sì, lo so, in Italia non è d’uso, ma all’estero i politici tendenzialmente mantengono la parola, e poi, ripeto, uno legge, ponza e decide. E invece noi no, pochette no: si deciderà a Settembre, quando si potranno vedere tutte le fonti di finanziamento. Bravo, così, oltre tutto si perdono altri tre mesi, poi ci sarà il problema di misurare le rime buccali e di acquistare gli imbuti e si arriva ad Ottobre.

E qui, permettetemi, si tocca un altro punto vitale. A Settembre e Ottobre, i nodi verranno al pettine. I nodi essendo la disoccupazione, il lavoro nero … e sì, caro pochette, perché in molte, moltissime attività che stanno riprendendo, magari a scartamento ridotto, non solo è largamente usato il nero, ma è larghissimamente usato il ‘trucco’: ‘ti assumo a tempo pieno e ti pago a metà’ … non mi dite che non lo sapete, chiedete a Boeri, non a Tridico, lui è troppo evanescente per sapere queste cose o preoccuparsene.
E va bene, questo è un altro enorme discorso, che richiederebbe l’esistenza di un Ministro del Lavoro, del quale si sono perse le tracce e quindi lasciamo correre.
Il punto reale è che se non si investe subito, domattina, se non si controlla tutto e subito, se non si agisce e si rinvia tutto all’infinito, magari facendo polemiche stupide sul troppo traffico sulle strade liguri minacciando cause a non si sa chi o anche non inaugurando il ponte di Genova perché Giggino non vuole, tanto che lo inaugura (una vera infamia) Salvini, se insomma non ci si muove, potremmo scoprire, a Ottobre, che i taccagni si impuntano e che la Merkel tira i remi in barca, nel modo che ho spiegato in occasione della suddetta intervista, sia già precedentemente, fuori dai denti perchè anche gli stellini capissero, avevo cercato di illustrare. fino a dire chiaramente che l’Italia rischia di diventare la Valtur europea.
Vedete: la politica è, prima di tutto, dialettica, confronto e discussione, ma specialmente posizionamenti.

Cioè, ora, la carota.
Guardiamo un po’. L’altro giorno Emmanuel Macron (sempre più debole) e Angela Merkel si sono incontrati per parlare di Europa e del semestre tedesco. E, alla fine dell’incontro, Macron dice ai giornalisti: «We must never forget that the famous frugal countries we are talking about are countries that are net beneficiaries of the operation of the [European] single market» un ‘assist’, come dicono gli esperti, di dimensioni colossali, detto alla Merkel, leader in potenza dei Paesi rigoristi e comunque leader di Europa. E Merkel capisce e risponde: «For many states, who are perhaps still skeptical today, the wish is that we do come out of the crisis strong together» e poi aggiunge, gelida «countries must look at their own policies to ensure that we are fit for the future». Non conosco il calcio e non bevo l’acqua di Del Piero, ma questi sono duepassaggi smarcantigiganteschi, che mettono la palla tra i piedi dei Paesi capaci di «garantire di essere pronti per il futuro».
Come nel calcio, se dopo quei due passaggi, il destinatario della palla non tira in porta, ma cincischia e si attarda in un dribbling, è un fesso, ma di quelli grossi.
Un altro passaggio così non credo che lo avremo facilmente, anzi, non lo avremo di certo. Merkel e Macron ci hanno chiesto di tirare in porta. Ebbene, o Conte-pochette lo fa, subito, fregandosene di quello che ‘chiede palla’ ai margini del campo, oppure, per favore, se ne vada. Se ne vada assieme a tanti altri incapaci come lui. Facciano almeno, questi politicanti da strapazzo, un gesto di patriottismo, riconoscendo la propria inettitudine e la propria cattiva coscienza e si mettano da parte per un po’, solo per un paio di anni, poi tornino felici e pimpanti, con i loro inutili tweet, tiktok, instagram, panini al Parlamento, barbieri al Senato, ecc.
Non accadrà, vero? Ma sognarlo, anzi, desiderarlo si può.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.