mercoledì, Settembre 23

Merkel, von der Leyen, Lagarde: quelle tre che ci tengono per le palle Merkel, l’unico ‘uomo politico’ oggi pensante in Europa, ha deciso di ‘rischiare’ e investire. Partita a doppio possibile risultato: a. una ripresa vera e definitiva dell’Italia; b. una continuazione del disastro attuale, a seguito del quale ‘comprare’ ciò che ancora c’è da comprare e poi bye bye

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Mi darà atto qualche sconsiderato che abbia letto le mie ‘spatafiate’ su questo ospitale giornale, premesso sempre che di economia capisco poco o nulla, ho anche sempre detto una cosa certa e ripetuta chiaramente: se vogliamo restare in Europa come membri della UE a pari titolo con gli altri, e sia pure scontando almeno per un po’ una posizione di minore importanza rispetto ad altri Stati europei (in particolare la Germania: leggete bene ‘almeno un po’’, ma, come vedremo, il rischio è ‘sempre’), abbiamo una sola chiara e semplicecosa da fare: impostare subito e seriamente (ma abbiamo già perso oltre tre mesi in chiacchiere, mentre eravamo fermi a lottare col virus, anzi, purtroppo col ‘vairus’ e col programma ‘plas’ … rendetevi conto!) un programma di grandi investimenti, una parte dei quali ad effetto immediato, capace di mostrare a noi stessi innanzitutto, ma anche a chi ci ha promesso inopinatamente di darci tanti soldi, che siamo non solo desiderosi, ma capaci di investire e di fare partire (non ‘ripartire’, signori miei, siamo fermi da oltre dieci anni … lo sappiamo, no?) fare partire, dico, questo Paese disgraziato, in mano a politicanti di bassa lega, non tanto e non solo incompetenti e incapaci (tra il ‘vairus’ e gli imbuti c’è solo da scegliere!) quanto realmente indifferenti, perché unicamente interessati alla propria carriera.

Ho anche cercato di spiegare che, a mio modo di vedere, siamo di fronte ad un bivio, molto chiaro e netto, che ci viene offerto dal nostroavversario’ (stavo per scrivere nemico) di sempre: la Germania, e in particolare la Germania della signora Angela Merkel. E lo dico senza disprezzo o rancore, ma coscientemente e serenamente, perché la situazione attuale è frutto delle nostre deliberate e chiare azioni, non del ‘destino cinico e baro’. Il fatto è che la signora Merkel, con tutti i suoi limiti, e con tutto il suo poco amore per il ceto politicante italiano (e non mi sento di darle torto, anche se quella risata non gliela perdonerò mai) è unuomo di Statoe ha capito da tempo che dell’Italia, nei limiti del possibile, in Europa non si può fare a meno, almeno fin tanto che dispone di una serie di cose (i raffinati direbbero ‘asset’) delle quali nonché la Germania stessa, tutta Europa ha bisogno; sottolineo il ‘nei limiti del possibile’. Inoltre, la signora Merkel, politico pensante, ha anche acquisito che l’Europa, intesa come unità economico-politica (più che politico-economica), è l’unico modo per garantirle un futuro, e non essere schiacciata e annullata dai tre colossi incombenti e litigiosi: USA, Russia, Cina … sorvoliamo sulla (pericolosissima, sia chiaro, ma modesta) Turchia, aspirante potenza regionale senza prospettive significative, ma del tutto imprevedibile.
Infine, il coronavirus ha determinato una situazione di estrema difficoltà per i Paesi europei tutti, bloccati brutalmente nel loro sviluppo e ora bisognosi di ripresa, tra i quali con la provvidenziale scomparsa della Gran Bretagna, è la Germania a condurre le danze, visto che la Francia è indebolita e politicamente sempre più ‘strabica’ e non può più che essere il partner della Germania e i cosiddetti ‘Paesi taccagni’ hanno idee di politica economica così provinciali e limitate che vanno solo guidati e ogni tanto accarezzati per il loro verso, calci negli stinchi sotto il tavolo a parte, mentre l’Italia è l’ircocervo.

E dunque l’Italia.
L’Italia ha -abbiamo- un potenziale economico di tutto rispetto, ma sempre più intimidito ed egoisticamente messo nei materassi. E un ceto industriale provinciale e ancillare, con mentalità arcaiche, e poco disponibile ad investire i propri soldi, tanto vero che c’è chi, loro sodale, si propone di ‘pipparsi’ i sudati, o anche ‘malvenuti’, risparmi degli italiani. Un potenziale di inventiva e di fantasia immenso, che fa una gola incredibile non solo alla Germania, ma che in Italia non trova sbocchi. Una Università e una scuola che non sanno di esserlo e sono gestiti, a dir poco, male, molto male. Un debito pubblico mostruoso, che con il coronavirus crescerà a dismisura e diventerà (è già diventato, temo, ma, ripeto, non sono un economista) irrecuperabile. Un sistema amministrativo, obsoleto e arretrato, accidioso e incompetente, ma in grado di ricattare un ceto di politicanti il cui livello di ignoranza, incompetenza e totale indifferenza al bene pubblico è sesquipedale, per cui è completamente nelle mani della burocrazia -i ridicoli ‘dipiciemme’ ne sono una prova evidente. Un sistema fiscale obsoleto e stupidamente aggressivo, talmente perforabile che solo di IVA si parla di una evasione annua di oltre 30 miliardi di euri, ma di evasione complessiva di oltre 120/150. Siamo un Paese in cui il nero prevale su tutto: dal lavoro occasionale, alle prestazioni professionali, fino a lavori e attività anche impegnative, perfino le case per non parlare delle aziende.

In questa situazione, nessuna persona o Stato non sotto l’influenza di alcoolici o di stupefacenti tirerebbe fuori un centesimo, a meno che quelle poche cose buone che ho descritto sopra non siano davvero buone e non facciano davvero gola.

E quindi, essendo la signora Merkel una persona seria ed essendo, in questo momento, l’unicouomo politicopensante in Europa, e, mi permetto di aggiungere, nel cosiddetto ‘mondo occidentale’, posto che significhi qualcosa (e questo sarebbe un altro lungo discorso), ha fatto bene i suoi conti e ha deciso di rischiare’, o meglio, di investire (il così detto Recovery Fund), in una partita a doppio possibile risultato: a. una ripresa vera e definitiva dell’Italia, non solo economica ma politica e amministrativa; b. una continuazione del disastro attuale, a seguito del quale tutti quei soldi (e forse altri ancora) potranno essere utilizzati per comprareciò che ancora c’è da comprare e poi lasciare l’Italia nel suo brodo.
Dal punto di vista di Angela Merkel, e della sua spalla Ursula von der Leyen, e di Christine Lagarde, l’una alternativa vale l’altra. La seconda forse costerebbe un po’ di più, ma libererebbe Germania e Francia dalla concorrenza italiana, l’Italia sarebbe ridotta al sogno di Ricolfi e Grillo, un Paese di assistiti.
Angela Merkel dalla settimana prossima entra in funzione (dal 1° luglio al 31° dicembre 2020 sarà di turno la Germania alla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea) e ha sei mesi di tempo per organizzare ilgioco’, che, però, comincerà a gennaio 2021, con versamenti … semestrali. Lo ho già detto? Un piccolo capolavoro: Merkel non c’era prima, non ci sarà dopo.

È vero, sicuramente, che noi abbiamo tante frecce al nostro arco e così via, ma, lasciatemelo dire, con questo ceto politico averle o non averle è lo stesso, perché così stando le cose, le tre signore di cui sopra, li (i nostri politicanti e quindi anche noi), ci tengono per le palle.
L’alternativa di cui parlavo prima, come ovvio, l’abbiamo anche noi, ma è evidente che per giocare sulla prima -quella che ho indicato come ‘a’- occorre agire, non fare vedere che siamo bravi, ma fare cose serie. Citavo ieri Renzo Piano che, dolcemente, diceva (come, nel mio piccolo, io stesso) ‘cominciate subito a fare cose utili, magari piccole, ma tante’ e ce ne sono a bizzeffe. Detto in ‘politichese’: muovete il culo, il ponte lo facciamo quando avremo finito il resto!

Usciti, dunque, dalla stupefatta onano-celebrazione di villa Pamphili, che cosa si vede?
Attacco brutale, messo in opera apparentemente da Giorgio Gori (pfuiiiiii!), ma in realtà da Matteo Renzi & co., magari Dario Franceschini, contro Nicola Zingaretti (peraltro troppo mozzarelloso per essere attendibile) e immediatamente raccolto da Carlo Calenda e smentito (quindi confermato) da Lorenzo Guerini, di Andrea Marcucci non occorre sentire la voce perché già si sa. In altre parole, giochiamo i soliti giochetti bizantini, di puro potere.
Grillo, cerca di impadronirsi della rete 5G e chi sa che altro, tanto per andare sul sicuro. Giggino blocca la riforma dei delinquenziali decreti sicurezza di Salvini. E Giuseppe Conte – pochette? Pochette, lucidato e imbrillantato dall’innominabile, si ‘paparea’, si fa vedere e parla e fa parlare di nazionalizzare la rete 5G, uccidendo TIM dopo avere distrutto in passato Telecom, nazionalizza Alitalia, ridimensiona l’ILVA ma a spese dello Stato, cerca di buttare a mare Autostrade, e parla di … riduzione dell’IVA: in un Paese che si accinge a chiedere qualcosa come 200 miliardi di prestiti e regali vari e che ha una evasione fiscale di 150 miliardi annui.

Mettetevi nei panni della Merkel (a me starebbero un po’ larghi!) e ditemi voi! Nella pubblicità dell’acqua di Del Piero, alla risposta scema di quest’ultimo, l’uccellino cade sul dorso scompisciandosi dalle risate … non so la Merkel, magari a casa sua!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.