sabato, Maggio 30

Merkel-Macron, richiamo all’Europa Trump: 'L'incontro con Kim Jong-un si terrà a Singapore il prossimo 12 giugno'. Israele raid contro l'Iran in Siria

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Non si può più pensare «che gli Usa ci difenderanno, l’Europa deve prendere il suo destino nelle sue mani». E’ chiaro il pensiero della cancelliera tedesca Angela Merkel ad Aquisgrana dove ha incontrato il presidente Emmanuel Macron. 

Il presidente francese ha citato anche le elezioni in Italia, parlando delle tentazioni presenti in Europa a dividersi e ad assecondare la retorica dei nazionalismi: «Abbiamo visto la Brexit, abbiamo visto le elezioni in Italia», ha affermato, in un passaggio del suo discorso, mettendo in guardia da chi vorrebbe dividere l’Ue. «La divisione porta alla paralisi», ha aggiunto, «porta alla guerra fra le posizioni».

E parlando di Usa, Donald Trump ha annunciato su Twitter che il tanto atteso incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un si terrà a Singapore il prossimo 12 giugno. Il presidente ha assicurato che «entrambi cercheremo di renderlo un momento davvero speciale per la pace nel mondo». Tycoon che intanto stamane ha accolto i tre americani rilasciati ieri dalle autorità nordcoreane ed appena rientrati negli Stati Uniti.

Israele ha lanciato circa 70 missili nell’attacco della scorsa notte in territorio siriano, oltre la metà dei quali sono stati abbattuti: a dirlo il ministero della Difesa russo, secondo cui «nell’attacco sono stati usati 28 jet israeliani F15 ed F16, che hanno lanciato contro diverse zone della Siria circa 60 missili aria-terra». Inoltre, sempre secondo Mosca, «dal territorio israeliano sono stati lanciati oltre dieci missili tattici terra-terra». Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) sono almeno 23 le persone uccise nei raid. «Quella della scorsa notte è stata la nostra operazione aerea maggiore negli ultimi anni», ha detto in una conferenza stampa il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus riferendosi alle decine di obiettivi militari iraniani colpiti in Siria.

In Malaysia, vittoria alle elezioni dell’opposizione che ha ottenuto 112 seggi in Parlamento mentre il Fronte nazionale 76. Le elezioni sono state di fatto un referendum popolare sull’esecutivo di Najib Razak, primo ministro al centro di uno scandalo di corruzione.

In Tanzania invece il governo sta scacciando migliaia di allevatori indigeni Masai dalle loro terre per favorire il turismo. La denuncia viene formulata da un centro studi americano, Oakland Institute, che in una sintesi del rapporto sostiene che «le loro abitazioni sono state bruciate e le loro mandrie disperse su ordine del governo al fine di preservare l’ecosistema e attrarre più turisti».

Passiamo alla Turchia, dove la sindaca di Gaziantep ed ex ministra della Famiglia turca Fatma Sahin, esponente dell’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, è la prima donna eletta alla guida dell’Associazione dei Comuni turchi.

Chiudiamo con il Portogallo, dove il presidente Marcelo Rebeklo de Sousa ha posto il proprio veto alla legge transgender approvata dal parlamento di Lisbona per facilitare il cambiamento di sesso senza che sia necessario un rapporto medico, chiedendo una revisione della norma che riguarda i minori fra 16 e 18 anni. Il presidente ha chiesto che venga modificata prevedendo un parere medico obbligatorio prima di procedere a interventi su minori.

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