martedì, Agosto 4

Merkel: Europe First!

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L’Europa «deve prendere il proprio destino nelle sue mani», deve «lottare», perchè «i giorni in cui potevamo fare pieno affidamente gli uni sugli altri stanno finendo. L’ho sperimentato negli ultimi giorni». Così, ieri, la Cancelliera tedesca Angela Merkel in un comizio elettorale tenuto a Monaco di Baviera, organizzato dal partito cristiano sociale bavarese (Csu), all’indomani del vertice del G7 a Taormina.

Certamente sull’esternazione della Cancelliera, in piena campagna elettorale, ha pesato quel «bad, very bad» pronunciato a Bruxelles dal Presidente americano Donald Trump, che poi è stato chiarito, da Gary Cohn, consulente economico del tycoon, essere riferito ‘solo’ alle politiche commerciali della Germania, e non al Paese, da sempre grande alleato USA. Critiche, per altro, sussurrate da molti economisti anche europei, che accusano le politiche commerciali della Merkel essere una delle cause che hanno rallentato la ripresa sia europea che americana. Ma Angela Merkel sembra solo aver colto la buona occasione per immettere nel dibattito politico europeo, prima ancora che tedesco, una convinzione frutto di attenta considerazione. Infatti, proprio ieri, il più autorevole quotidiano tedesco, ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’, aveva riferito, in un servizio dal titolo ‘Geheimplan für Europa, di un piano ambizioso della Cancelliera per avere un’Unione europea politicamente ed economicamente più forte e indipendente.
Un piano basato su tre pilastri: la questione dei profughi, con la conseguente stabilizzazione della Libia; una politica di difesa comune più indipendente, con il via libera al Ministro della Difesa Ursula von der Leyen di sostenere una maggiore cooperazione tra gli eserciti europei; e infine il futuro dell’Unione economica e monetaria. Vi sarebbe anche l’apertura per la modifica dei tratti, se questo potesse essere funzionale a rafforzare l’Unione economica e monetaria, senza mettere in comune il debito, e secondo le ricette che la Cancelliera ha in testa.  Un piano che passa anche dalla politica dentro la Banca Centrale Europea (Bce) e dal rafforzamento del nuovo Presidente francese Emmanuel Macron, e dal risultato che questi riuscirà raggiungere alle oramai imminenti elezioni legislative di giugno.
Sabato, al termine del G7, Merkel aveva definito «molto difficili, per non dire insoddisfacenti» i risultati dei colloqui tenuti da «sei contro uno», ossia il Presidente Trump.

L’Europa non può più fare affidamento sui suoi alleati.  Ribadendo l’amicizia con gli Stati Uniti, con il Regno Unito e «come buoni vicini, laddove sia possibile, anche con altri Paesi compresa la Russia», Merkel ha però annunciato l’addio della fiducia tedesca negli Stati Uniti. «Dobbiamo sapere che dobbiamo lottare noi stessi per il nostro futuro e il nostro destino di europei», ha dichiarato.

Merkel non è isolata. La Germania dovrebbe rivedere la cooperazione con i servizi segreti americani perché il Presidente Usa, Donald Trump, è diventato «un rischio per la sicurezza dell’Occidente», ha dichiarato il Presidente del gruppo parlamentare del Partito socialdemocratico tedesco, l’Spd, Thomas Oppermann, in un’intervista ai giornali del gruppo Funke. «Il modo in cui Trump gestisce le informazioni importanti è un rischio per la nostra sicurezza», ha spiegato. E per questo, la cooperazione dei servizi segreti europei con quelli americani non può restare la stessa.
Il presidente americano nei giorni scorsi era stato accusato di aver fornito informazioni altamente confidenziali, provenienti dai servizi segreti dei Paesi alleati, al ministro degli Esteri russo, Serjey Lavrov. Dal canto suo, Trump si era difeso su Twitter ricordando che come Presidente ha il diritto di condividere informazioni con la Russia.
Alla vigilia del vertice di Taormina, poi, l’ennesimo problema, questa volta con il Regno Unito, a seguito della pubblicazione, da parte del ‘New York Times’, di foto forensi scattate sul luogo dell’attentato terroristico di Manchester e che i britannici ritengono siano finite in mano al quotidiano americano perché passate da uomini delle forze dell’ordine Usa. Immediata la minaccia di sospensione della collaborazione tra le due intelligence.  La Gran Bretagna e gli Stati Uniti -insieme ad Australia, Canada, Nuova Zelanda- fanno parte dell’alleanza ‘Five Eyes’, gruppo di Paesi che condividono informazioni di intelligence particolarmente riservate. Questi incidenti hanno pesato molto negativamente sulla Germania.
L’Spd fa parte dell’attuale grande coalizione di governo come alleato di minoranza della Cdu di Angela Merkel e ha alcuni ministri come quello degli Esteri, Sigmar Gabriel. «Donald Trump ha perso una grande opportunità di far valere la sua aspirazione di leadership mondiale, come ci si aspetta da un Presidente degli Stati Uniti». A criticare duramente Trump per la sua performance ai vertici della Nato e del G7 è Juergen Hardt, coordinatore dei rapporti transatlantici al Ministero tedesco degli Esteri ed esponente della Cdu della cancelliera Angela Merkel. «Quello che abbiamo visto ai due vertici non corrisponde né intellettualmente, né con il potenziale degli Stati Uniti, a quello che ci aspettavamo da un Presidente americano», ha detto Hardt all’agenzia stampa tedesca ‘Dpa‘. Le sue critiche, molto dure per un partito cristiano democratico da sempre convinto sostenitore dell’alleanza con gli Stati Uniti, sono giunte a conclusione del G7 definito da Merkel ‘insoddisfacente’.
Secondo l’esponente conservatore tedesco, Trump si è isolato al G7 con le sue posizioni sul clima, con le dichiarazioni imprecise sul libero commercio e la sua posizione sui rifugiati. Hardt ritiene tuttavia che l’atteggiamento di Trump non abbia messo in pericolo i valori occidentali. «Le tendenze isolazioniste di Trump sono respinte da un’ampia maggioranza di senatori, deputati e anche dalla popolazione», ha affermato.

Ora bisognerà vedere il resto dell’Unione se ha leader capaci di cogliere l’opportunità di una Merkel che sente il bisogno di più Europa e se tali leader più che seguirla sapranno mettersi al ‘comando’ di questo percorso che, come ha sottolineanto ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’, non sarà a basso prezzo. Un ruolo tutt’altro che secondario sarà anche quello della Russia.

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