lunedì, Settembre 28

Mercati: Romania chiama, Italia risponde field_506ffbaa4a8d4

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E se c’è chi pensa che la lingua possa costituire un ostacolo agli investimenti italiani, Nicola Vercellin responsabile di Studio Corona Civil Engineering per l’est Europa e Medio Oriente, commenta: “Rappresento lo Studio, che ha sede a Torino ed opera nel settore delle infrastrutture, ormai da diversi anni ed il maggior successo all’estero lo abbiamo avuto appunto in Romania. Questo Paese ha rappresentato, per noi, un territorio facile sin dall’inizio sia per ragioni culturali che linguistiche. La lingua rumena, per un italiano che ne abbia voglia, è semplice da imparare, le origini sono chiaramente latine con influenze slave e probabilmente turche, prevale comunque il latino”. Per Nicola Vercellin la Romania oggi rappresenta, dopo la Polonia, l’economia più dinamica. “Il settore delle infrastrutture in Italia sta vivendo un momento asfittico, dove gli investimenti si sono pressochè azzerati. La Romania ha saputo captare un volume di fondi Europei importanti e seppur con dei limiti amministrativi e burocratici, si sta impegnando ad immettere sul proprio mercato una massa di fondi del valore di circa 19 miliardi di euro, da oggi fino al 2020. Di conseguenza per noi di Studio Corona, che ci prefiggiamo sia una partecipazione diretta su queste commesse per il settore progettazione e direzione dei lavori, sia un attività di supporto per le imprese italiane che vogliano provare ad intraprendere, nel settore, lavori pubblici all’estero, vi sono in prospettiva le migliori condizioni per continuare a rimanere ad est”.

Ma in Romania non c’è spazio solo per il settore delle infrastrutture, ma per tutte quelle imprese che intendano portare attività produttive anche di alto livello tecnologico. “In passato”, ricorda il responsabile dello Studio Corona, “si assisteva ad un tipo di investimenti legati prettamente alla pura e semplice delocalizzazione che aveva come obiettivo principale ottenere un costo del lavoro più competitivo ed una fiscalità vantaggiosa. Oggi, anche grazie agli investimenti in essere nel paese, autostrade e trasporti in genere, fibra ed internet ad altissima velocità, logistica e sopratutto un numero sempre maggiore di laureati in materie tecniche e scientifiche di buon livello, si assiste all’ingresso di imprese hi tech. Per esempio la Airbus sta per lanciare la costruzione di un impianto industriale nel centro del Paese ove si produrranno elementi per la costruzione di aerei”.

La Romania ha anche fame di qualità. “I redditi stanno salendo e si percepisce da parte della gente il desiderio di poter consumare prodotti di eccellenza, specie nel settore alimentare. L’agricoltura di qualità ed i prodotti agro alimentari”, come fa notare Vercellin, “possono essere una bandiera su cui investire. I finanziamenti europei messi a disposizione all’uopo e gli spazi ancora disponibili per organizzare la filiera agro alimentare di qualità rappresentano due elementi di sicuro vantaggio per il settore”.

 

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