venerdì, Agosto 7

Mercati: Romania chiama, Italia risponde field_506ffbaa4a8d4

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Un’imposizione fiscale contenuta, un basso costo del lavoro qualificato e non, tassi di disoccupazione e inflazione ai minimi storici, un’eccellente posizione geografica.
Sono solo alcuni dei vantaggi che offre la Romania all’imprenditore italiano che decide di investire in questo Paese dell’Est. Secondo una recente stima di Unindustria – Unione degli industriali e delle imprese – sono oltre 30 mila le aziende italiane dalle più piccole alle più grandi che hanno scelto la Romania per i loro affari. Gli ‘italo-romeni’ sono in realtà una presenza fissa sul territorio romeno sin dalla prima metà dell’Ottocento, quando si calcola che circa 130 mila italiani si trasferirono in Romania, la gran parte di loro provenienti dall’Emilia Romagna, dal Friuli e dal Veneto.

“Questo Paese situato nell’Europa centro-orientale, detta anche Europa Danubiana” spiega Florin Popescu dottore commercialista e consulente di fiducia dell’ambasciata italiana in Romania, ha oggi un governo di stampo liberale che di fatto sta riformando il Paese adeguandolo alla mentalità europea. Presenta un’imposizione fiscale contenuta, la quota unica di tassazione, infatti, sia sul profitto delle imprese che sul reddito delle persone fisiche è del 16 per cento e sulle compravendite immobiliari è al massimo del 3 per cento sul valore dichiarato. Non solo. Il primo ministro della Romania, Victor Ponta, ha annunciato che ridurrà l’imposta sui dividendi dal 16 al 5 per cento a partire dal primo gennaio 2016, invece che dal primo gennaio 2017″. E aggiunge: “Ha un basso costo del lavoro qualificato, 250-500 euro al mese e non qualificato, 150-200 euro al mese e presenta un tasso di crescita del 3-4 per cento annuo negli ultimi anni, in pratica almeno 3 volte più alto della media europea. Non dimentichiamo che in Romania stanno affluendo molti finanziamenti comunitari a fondo perduto da parte della Commissione europea. Per quanto riguarda la nuova programmazione 2014 – 2020, le risorse disponibili per il Paese ammontano a diverse decine di miliardi di euro, in aumento del 18 per cento rispetto ai fondi stanziati per il periodo 2007-2013”.

La Romania rappresenta un mercato appetibile per il Bel Paese anche perchè gode di una posizione geografica molto strategica vista l’intersezione degli itinerari commerciali tradizionali, che permettono accesso a oltre 240 milioni di consumatori in un raggio di mille chilometri ed inoltre è situata al centro dei tre corridoi europei del trasporto ferroviario, fluviale e su strada e si trova a circa un’ora e mezzo di aereo dall’Italia.

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