sabato, Luglio 20

May, il 29 gennaio altro voto decisivo per la Brexit Intanto la Francia ha fatto scattare il suo piano per far fronte all'ipotesi di un 'no deal'

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In Gran Bretagna, Theresa May ha superato il voto di fiducia, ma i tempi rimangono ancora difficili. La Camera dei Comuni dibatterà infatti il 29 gennaio su un ipotetico piano B sulla Brexit che il governo sta cercando di definire dopo la bocciatura dell’accordo di divorzio raggiunto dalla premier a novembre con l’Ue. Ad annunciarlo oggi la ministra dei Rapporti col Parlamento, Andrea Leadsom, la quale ha confermato che May tornerà in aula lunedì 21 per presentare le sue nuove linee d’azione e quindi prevede di ripresentarsi il 29 con un piano dettagliato.

La May ha iniziato le consultazioni con le opposizioni,che sembrano però già essere molto complicate.  La premier ha incontrato ieri sera alcuni leader e oggi una rappresentanza bipartisan di parlamentari affiancata da ministri di primo piano, ma non da Jeremy Corbyn, numero uno del Labour, che ha ribadito di essere pronto a incontrare la May solo se la premier toglierà preliminarmente dal tavolo ogni ipotesi di no deal, cosa che per ora Downing Street si rifiuta di fare.

Intanto l’Europa si prepara e in particolare la Francia, che ha fatto scattare il suo piano per far fronte all’ipotesi di un ‘no deal’ sulla Brexit. Lo ha annunciato il premier Edouard Philippe al termine di una riunione con i ministri a Parigi. «L’ipotesi di una Brexit senza accordo è sempre meno improbabile. In queste condizioni, responsabilità del governo è fare in modo che il nostro Paese sia pronto e gli interessi dei nostri concittadini tutelati», ha detto. Il piano del governo francese «comporta misure legislative e misure giuridiche che puntano a fare in modo che non ci sia interruzione dei diritti e che i diritti dei nostri connazionali o delle nostre aziende siano effettivamente protetti».

Ancora tensione tra Cina e Usa. Il ministero degli Esteri di Pechino infatti ha chiesto di porre fine all’isteria che ha portato negli Stati Uniti a una proposta di legge bipartisan al Congresso che introduca il bando alla vendita di microchip e altri componenti americani a compagnie cinesi che violino sanzioni e leggi di controllo sull’export.

Nel frattempo Donald Trump sta valutando la possibilità di uno spiegamento di armi nello spazio, inclusi laser e satelliti per intercettare missili nemici. A confermarlo un funzionario dell’amministrazione, secondo quanto riportato dai media americani.

Il presidente palestinese Abu Mazen si recherà a breve a Damasco in una visita per cercare aiuto alla sua leadership in seno all’Autorità nazionale palestinese in Cisgiordania. Lo scrive il quotidiano siriano al Watan. Ufficialmente però arriverà per l’inaugurazione della nuova sede della Radio e Tv palestinese a Damasco.

C’è anche un attacco all’Italia nel rapporto mondiale 2019 sui diritti umani di Human Right Watch, presentato oggi a Berlino. «Nonostante il gestibile numero di arrivi di migranti ai confini europei, i governi anti-migranti di Italia, Austria e Ungheria, hanno adottato una opportunistica ‘linea dura’ ostacolando accordi sulla riforma delle norme europee sul diritto d’asilo e una equa distribuzione delle responsabilità rispetto agli arrivi di migranti», si legge nel testo.

Il capo degli osservatori Onu in Yemen, il generale olandese in pensione Patrick Cammaert, è stato bloccato oggi a Hudayda, porto conteso sul Mar Rosso, da insorti Houthi. Cammaert doveva recarsi stamani a una riunione con rappresentanti del governo yemenita lealista, sostenuto dai sauditi. Proprio ieri il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato l’invio a Hudayda di altri 75 osservatori per monitorare la tregua tra le parti.

E’ stata espulsa dalla Thailandia l’escort bielorussa Anastasia Vashukevich, arrestata a febbraio in una retata contro un presunto guru del sesso russo. La donna aveva sostenuto di essere a conoscenza di segreti che proverebbero un coinvolgimento russo nelle operazioni per influenzare le elezioni statunitensi che hanno portato Donald Trump alla presidenza.

Chiudiamo andando in Colombia, perché è di almeno 8 persone uccise e 10 ferite il bilancio dell’esplosione di un’autobomba all’Accademia di polizia di Bogotà. Il presidente Iván Duque ha condannato l’attentato rassicurando che «la Colombia si rattrista ma non si piega davanti alla violenza» e ha affermato di avere «dato ordini alla Forza pubblica di determinare gli autori di questo attacco e di portarli davanti alla giustizia. Noi tutti colombiani respingiamo il terrorismo e siamo uniti nell’affrontarlo».

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