sabato, Agosto 24

Matteo Salvini, schiena dritta e petto in fuori Il piano B del leader leghista in perenne campagna elettorale

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Schiena dritta, e petto in fuori: il vice-presidente del Consiglio, ministro dell’Interno, leader della Lega Matteo Salvini, è da considerarsi vincitore, dalla conclusione della vicenda della nave ‘Diciotti’? Dal suo punto di vista, sì: ha fatto la faccia cattiva, tenuto il punto, si è reso interprete dei sentimenti e degli umori di quanti percepiscono come intollerabile la situazione immigrati e immigrazione. Sulla posizione della “fermezza” (o più propriamente dell’immobilismo e della rigidità) ha costretto l’altro vice-presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, e il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli.

Schiena dritta, e petto i fuori: incassa, inoltre un facile consenso, grazie ad altri due elementi che “pesano”. Il primo è il procedimento avviato dalla procura di Agrigento. Segue binari e percorsi ineccepibili e logici, la decisione dei procuratori Luigi Patronaggio e Salvatore Vella, di indagareSalvini e il prefetto Matteo Piantedosi per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Ma come al cuore non si comanda, anche la “percezione popolare” a volte fa a cazzotti con la logica; e figuriamoci col diritto e la legge. Non ha torto il vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini, quando esprime preoccupazione per gli attacchi politici reiterati e diretti; è certamente inaccettabile che un iper-fedele parlamentare leghista si “abbandoni”, in un tweet ad affermazioni come: “Non toccare il Capitano Salvini, altrimenti vi veniamo a prendere sotto casa”. Tuttavia, la “percezione popolare” è molto poco sensibile a queste sagge argomentazioni.

Schiena ritta, e petto in fuori: la verità è che Salvini non desiderava e non chiedeva altro: quelle ipotesi di reato per cui si trova indagato sono per lui il classico cacio sui maccheroni. Basta osservarlo nelle immagini che proposte dalle televisioni: i ruggiti e le smorfie di condanna e riprovazione mal celano l’espressione soddisfatta per questo avviso di garanzia: è tutta benzina per la campagna elettorale che non si è mai conclusa, e che prosegue.

Schiena dritta, e petto in fuori. Sono medaglie di latta, di cartone, quelle che Salvini si auto-appone; e però pare che ancora facciano presa. I risultati dei sondaggi demoscopici certificano che gli “umori” e il “sentire” di larghe porzioni di elettorato stanno dalla parte del leader leghista.

Schiena dritta, e petto in fuori: l’orchestra suona, i “passeggeri” tranquilli ballano, il Titanic marcia spedito, il mostruoso iceberg è a pochi metri…Il disastro è sotto gli occhi, solo a volerlo vedere. Ma l’unico che sembra essere cosciente del disastro annunciato par sia il presidente della RepubblicaSergio Mattarella. Per ora, saggiamente, sceglie un operoso silenzio, consapevole che una parola, un gesto fuori misura è atteso da Salvini per alimentare la sua campagna. La cautela e la prudenza sono la “cifra” del presidente, che paziente si comporta come il generale Kutuzov con Napoleone. Ma il tempo non gioca a favore.

Schiena dritta, e petto in fuori: l’Italia deve ringraziare Salvini (ma anche Giuseppe Conte, Di Maio, Grillo…) se i rapporti con il resto dell’Europa segnano il punto più basso dal dopoguerra. Una situazione che procurerà qualche voto in più a Lega e M5S; ma al paese, quale vantaggio?

Schiena dritta, e petto in fuori: domani Salvini si incontra con il primo ministro unghereseViktor Orban; e con buona pace del presidente del Consiglio Conte, che da quell’incontro voleva in qualche modo dissociarsi. Un altro passo verso la diffidenza e l’isolamento che già si patisce. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi deve sudare tutte le camicie di cui dispone, per evitare rotture definitive, mettere toppe alle innumerevoli figuracce che si inanellano. Di Maio, anche lui schiena dritta e petto in fuori, annuncia “Non pagheremo più il contributo annuale di 20 miliardi alla UE”; ed ecco il serafico, pacato e severo richiamo di Alexander Winterstein, portavoce della Commissione UE: “La UE opera sulla base di regole, non di minacce”.

Schiena dritta, e petto in fuori. Come si risolve, la questione dei profughi della “Diciotti”? MentreSalvini mostra i muscoli, al ministero lavorano di bulino con Città del Vaticano e aumm aumm si risolve il problema; un “fare” che coinvolge Albania, Serbia, Montenegro, Irlanda; uno scenario che anche visivamente conferma l’isolamento e la debolezza dell’Italia. Paesi come Germania, Francia, Spagna, non ci prendono neppure in considerazione.

Schiena dritta, e petto in fuori. Accade che lo spread continua la sua marcia trionfale; investimenti stranieri per milioni di euro vengono meno. Il ministro dell’economia Giovanni Tria è impegnato in missione in Cina: deve convincere Pechino a investire in titoli di Stato del Tesoro; quale sarà il prezzo reale per il favore che si chiede ai cinesi? Il collega Paolo Savona, che si occupa degli Affari Europei lavora ottenere garanzie russe sul debito pubblico italiano. Cosa chiederà (e avrà) in cambio Putin?

Schiena dritta, e petto in fuori. La confusione è la regola; come dicono a Napoli, sono le fodere che combattono, mentre le sciabole stanno a terra. L’autunno è alle porte, ci sono scadenze ineludibili. Per esempio: la legge di stabilità, la manovra economica e le promesse fatte alla vigilia delle elezioni: taglio delle tasse, riduzione delle accise della benzina, flat tax, reddito di cittadinanza…

Schiena dritta e petto in fuori: solo flat tax e reddito di cittadinanza comportano una spesa complessiva pari al 6-7 per cento del Prodotto Interno Lordo: cento miliardi. Aggiungere poi la revisione della legge Fornero sulla previdenza, e tirare la somma. Metterla nell’ultima pagina del Documento di economia e finanza e a metà ottobre spedire il tutto alla Commissione europea, e vedere che effetto fa.

Schiena dritta e petto in fuori: l’Italia ha ottenuto negli anni scorsi margini di manovra più ampi di altri paesi. Salvini e Di Maio riusciranno ad allargare ulteriormente le grate UE o saranno bocciati, perché “la UE opera sulla base di regole, non di minacce”?

Schiena dritta, e petto in fuori. Conta che da metà maggio la differenza di rendimento tra BTP decennali e i bund tedeschi di pari durata è quasi raddoppiata, e corre intorno ai 260-270 punti, con tutto quello che questo comporta in termini di debito pubblico che inesorabilmente cresce, e sospetti di Bruxelles e dintorni per quel che riguarda investimenti e incentivi?

Schiena dritta, e petto i fuori. Salvini un piano B contro gli Euro-burocrati, la Chiesa di papa Francesco, i poteri “forti” (come ci potesse essere, in natura, un potere “debole”) e tutti quelli che si oppongono al “nuovo” che lui rappresenta e incarna, c’è. Si chiama voto anticipato. C’è anche una “giustificazione”: per gestire la crisi che si abbatterà sull’economia italiana, c’è bisogno di “schiena dritta e petto in fuori”, senza dover perdere tempo coi laccioli del Quirinale, degli “alleati” di Governo, di quella pur pallida opposizione costituita dal Partito Democratico e da Forza Italia. Già si parla di un nutrito manipolo di parlamentari di Forza Italia pronti a correre in soccorso del vincitoreSalvini. Già si osserva con compiacimento lo smottamento dell’ala “sinistra” del M5S, che fa capo adAlessandro Di Battista e Roberto Fico

Schiena dritta, e petto in fuori: il disegno ormai palese di Salvini è quello di fare terra bruciata, un Attila politico che al suo passaggio non lascia agli avversari un filo d’erba che possano brucare.

Schiena dritta, e petto in fuori: inutile chiedere briciole di coerenza: nel febbraio del 2016 un tuonante Di Maio twittava che l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano, indagato per abuso d’ufficio doveva “dimettersi in cinque minuti, le nostre forze dell’ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato”. E dunque Salvini? No, lui è altra cosa; tanto “altra” che non si esita un istante a esprimergli solidarietà. Com’è la storia della regola che per alcuni si “applica”, e per altri si “interpreta”? L’importante è schiena dritta, e petto in fuori.

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