giovedì, Dicembre 12

Matteo Renzi: l’ostinata, inutile marcia verso l’esistenza «Fosti quarto e insieme terzo, Ferdinando, or sei primiero, e se seguita lo scherzo, finirai per esser zero»

0

Parlare di politica con lui (Matteo Renzi) nonché dei tempi e delle modalità con cui si è staccato dal Pd, è semplicemente inutile, tende a ragionare come si fa sui social network, pesca qua e la, come se la cultura fosse un collage di frasi da cioccolatino Perugina.  

Come quella volta che al Parlamento europeo si mise a parlare Telemaco, facendo godere il suo ispiratore ma non gli astanti, o come quell’altra che di fronte ad una oncologa, rea di avere segnalato, dati alla mano, la pericolosità dei termovalorizzatori, si mise a fare il fenomeno. Per non dire di quella circostanza in cui osò citare Dag Hammarskjöld, che sta a lui come il Monte Bianco sta a uno di quei dossi artificiali posati per scoraggiare gli automobilisti troppo vivaci. 

Per la cronaca, se avesse davvero letto e capito ciò che scriveva nel suo diario il grande politico svedese, figura dotata di un’etica e di spiritualità di altro livello, sarebbe stato un uomo diverso, molto diverso. Magari non sarebbe diventatocentomila , ma almeno avrebbe potuto conseguire il rango diuno’, lasciandosi alle spalle quello dinessuno, che per la verità gli si adatta come una seconda pelle.  

Nella politica ci sguazza, anzi, per lui è l’unico approdo possibile, perché è il luogo delle opinioni, quelle che Newton, nella sua opera più famosa, sosteneva non avere diritto di cittadinanza nella scienza. Vedremo quanto durerà, perché, così come fa affiorare delle nullità in tempi quantistici, allo stesso modo la politica le consegna all’oblio. Per allora, anche i seguaci più fedeli saranno sciamati silenziosi in direzioni imprecisate. Certi epiloghi sembrano tutti uguali, somigliano a quello malinconico del film ‘Polvere di Stelle’, con Monica Vitti e Alberto Sordi a ricordare i pienoni del teatro Petruzzelli, con gli altri guitti oramai disoccupati.

Adesso, il ragazzo si è concesso una seconda possibilità, camminando, come sempre, sulle spoglie del vicino, informato distrattamente via WhatsApp, come i mariti che lasciano il bigliettino sul tavolo della colazione. C’è scritto che escono a prendere le sigarette, ma di non aspettarli. Speriamo, per lui, che presto non sia costretto a guadagnarsi da vivere, perché il territorio forense e piuttosto popolato, gli avvocati sono più numerosi persino degli psicologi e dei geometri.   

Lui è la duttilità, la creatività, la mutevolezza. Una specie di gatto di Schrödinger prestato alla politica. Quando a Benito Mussolini facevano osservare di avere detto il contrario di quanto affermato il giorno prima, il Duce replicava senza indugio «Ieri era ieri, oggi è oggi». Così almeno la racconta Enzo Biagi. 

Ne consegue che mettersi a ragionare di politica con l’ex segretario del Pd è tempo perso, l’eclettismo è come un muro di Berlino che si oppone all’oggettività, e nella terra di nessuno delle opinioni i funamboli sono imbattibili. Ecco perché finiscono quasi tutti in politica, dominio di coloro che, a motivo di insospettabili quanto vasti sentimenti di inadeguatezza, sognano compensazioni planetarie. Chi perché era piccolo di statura, chi perché il padre non se lo filava, chi perché aveva i denti storti, chi per chissà quale ferita.

Il suo epigono migliore, al momento, è l’attuale Presidente del Consiglio, abilissimo a fiutare l’aria e girare le vele. Stabilito che piace alle gerarchie della Chiesa, si lancia in un ruffiano e scenografico «dubito che esiste un diritto di morire», fosse stato così audace solo sei mesi fa, forse avrebbe difeso quello di vivere di qualche migrante.    

Una rapida ricognizione nell’elenco dei leader, spuntati come funghi negli ultimi 25 anni, rivelerebbe, stavolta in maniera definitiva, che Indro Montanelli aveva ragione quando affermava che l’Italia era protetta da uno stellone

Personaggi da film, capaci di calamitare schiere di servi senza pudore, che si appicciano ad essi come pesciolini sulla schiena dello squalo, lucrandone nutrimento. Qui non importa domandarsi se la scissione è un’operazione politica illuminata, il punto è capire la qualità umana di chi la compie, domandarselo è interesse comune. Per trovare risposte non ci vuole un politologo, basterebbe tirare in ballo mio padre, buonanima, quinta elementare, un adulto a tutto tondo, se mi avesse sentito dire «Mollo la politica alla prima sconfitta» per poi vedermi smentire volgarmente, come minimo mi avrebbe dato del cretino (cerco di restare basso), invitato, in sequenza, a vergognarmi, a chiedere scusa a tutti e poi andare a nascondermi per un decennio (rinnovabile). Ma quello era un uomo, una persona comune, con un capo e una cosa, mica un dossetto artificiale di paese. 

Quando venne formalizzata l’unificazione dei regni di Napoli e di Sicilia, da parte di Ferdinando di Borbone, che dovette aggiustare i numeri delle sue attribuzioni, i siciliani lo presero di mira con la satira.  Allora non esistevano i sondaggi e gli zero virgola relativi, ma il senso è quello. «Fosti quarto e insieme terzo, Ferdinando, or sei primiero, e se seguita lo scherzo, finirai per esser zero»

Insomma, la strada è tracciata, intanto il Pd si tenga stretto Nicola Zingaretti, che non sarà Alessandro Magno, quello lo vedremo alla fine, ma sente molto di normalità, unica medicina efficace per un gruppo umano che voglia provare a costruirsi un futuro certo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore