domenica, Novembre 17

Mario Pappagallo verso ‘Il Paese delle cose giuste’, destreggiandosi tra ‘Gli altri’ e ‘La fauna umana’ Mario Pappagallo, ‘l’uomo delle cose giuste’. Romanzo biografico e quasi autobiografico / 7

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Romanzo biografico e quasi autobiografico’ abbiamo definito questa nostra narrazione, incentrata sulla ricostruzione della vita (ed opere, ed ‘opere’), a partire dalla proposizione di canzoni e monologhi, di Mario Pappagallo. Giornalista e cantante (o ‘cantautore’ che dir si voglia) racconta e si racconta a «cuore e nervi» scoperti. Mario Pappagallo è (non «era», nonostante ci abbia momentaneamente salutato poco più di due anni fa) campione anche, forse soprattutto, di affettuosità, ironia, sarcasmo e crudezza. Queste tre sue ‘operette morali’ (una canzone, un monologo, un’altra canzone), sempre comunque nella dimensione della narrazione, ci pare forniscano le linee fondamentali della sua ‘poetica’. Che è, di qualunque cosa si occupi, poetica profondamente civile. 

E dunque riprendiamo il fil rouge da dove abbiamo iniziato, proprio da ‘Il Paese delle cose giuste’ (https://www.youtube.com/watch?v=TWiQRi_yxd0) di Mario Pappagallo.

«Ieri ho fatto un sogno e te lo voglio raccontare, se solo hai tempo e voglia di ascoltare. C’era un Paese in festa, la banda che suonava un motivetto che mi rallegrava.
E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te.
Che posto singolare, e che stradine anguste: questo è il Paese delle cose giuste. Qui tutto ciò che accade ha la sua spiegazione, non rischia l’innocente la prigione.
E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te.
Certo un sogno è un sogno e non c’è modo che si avveri, corso misterioso dei pensieri, qualche volta non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio. Certo un sogno è un sogno e non puoi certo farne a meno, viaggerà spedito come un treno, schiaccerà l’offesa d’ogni torto, la realtà sta sul binario morto. Le stelle su nel cielo, segno di buon auspicio, poi nella notte fuochi d’artificio. Negli occhi dei bambini giochi di nuove stelle, sono le luci delle bancarelle.
E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te.
Certo un sogno è un sogno e non c’è modo che si avveri, corso misterioso dei pensieri, qualche volta non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio. Certo un sogno è un sogno e non puoi certo farne a meno, viaggerà spedito come un treno, schiaccerà l’offesa d’ogni torto, la realtà sta sul binario morto.
Ma la realtà comanda e il sogno è già svanito. Sono rammaricato e non pentito. Ma noi ci siamo stati a maggio tra le rose, era il Paese delle giuste cose.
E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava e volava con te. E volava con te. E volava con te».

Ma, intanto che si va verso questo straordinario Paese, che ricorda il «Regno dove dire ‘Buongiorno’ significa veramente ‘Buon giorno’» di Cesare Zavattini (e Vittorio De Sica), occorre destreggiarsi con Gli altri di Mario Pappagallo, come racconta in questo suo urticante monologo.

«Come avrete capito io non c’ho un bel rapporto con gli altri. Gli altri. Innanzitutto non è un rapporto alla pari, perché io sono solo, e gli altri sono tanti. Quando ero bambino chi è che mi prendeva in giro per questo buffo cognome che ho? Gli altri. Chi mi prendeva in giro per questo piccolo difetto di pronuncia che ho? Gli altri. Gli altri sono micidiali. Se vogliono ti fanno a pezzi, gli altri. E ancora oggi, quando vado in pizzeria il sabato sera chi è che ha occupato tutti i tavoli? Gli altri. Sempre loro. E hanno pure prenotato per lasciarmi fuori, ad aspettare, ad aspettare che finiscano. Ma gli altri sono come i rotoloni Regina, non finiscono mai. E tu stai lì, ad aspettare.
E poi ti trovi a che fare con gli altri che lei ha avuto prima di te.«Eugenio faceva così, Massimiliano faceva così…». Gli altri, che mica se la so’ tenuta, t’hanno lasciata. E adesso trovassi un altro che se la ripija. Gli altri, sono cattivi gli altri. E io come posso pensare di vincere il primo premio alla Lotteria, se io compro un biglietto, due biglietti, al massimo cinque, e la rimanente parte, venti milioni di biglietti, chi se li compra? Gli altri. E infatti vincono sempre gli altri.
Gli altri. Allora io a un certo punto ho detto, mah, visto che gli altri sono vincenti, io voglio essere come gli altri. Voglio fare quello che fanno gli altri, voglio seguire le tendenze, le mode. Mi so’ fatto l’iPhone, che pensavo fosse un asciugacapelli, un bel fuoristrada per tirarmi SUV, ma niente da fare, io non riesco a essere un altro, io sono me stesso, io non devo andare in India per scoprire chi sono, io lo capisco pure ar Quarticciolo. So’ ‘no stronzo, so’ ‘n perdente, gli altri sono i vincenti. Gli altri. Gli altri invece riescono sempre a capire quello che tu fai, ti anticipano. Io per esempio la domenica mattina decido di andare al mare, chi ti trovo sulla Pontina? Gli altri. E quando arrivo al mare, chi è che non m’ha lasciato un metro quadrato di spiaggia libera? Gli altri. Lo fanno pure con voi…
Gli altri, gli altri sono micidiali, non si sopportano. Oddio, qualche volta qualche piccola soddisfazione, quando leggo per esempio sul giornale che un altro, e non io, è finito sotto un treno. Sono piccole soddisfazioni, un altro di meno, ma sono sempre tanti, la sproporzione mi condanna. Gli altri. Mi sa che c’aveva ragione mì madre. Mai fidarsi degli Altri».

Ed avere a che fare con una realtà composita e strabordante come ‘La fauna umana di Mario Pappagallo (e non solo: nel senso che ce n’è di ogni genere, e per ciascuno di noi), non casualmente nei suoi spettacoli spesso connessa con ‘Gli altri’.

«Che cosa strana la fauna umana, tra miliardari e barboni, elettricisti, commercialisti, innamorati e guardoni, perché in sostanza ce n’è abbastanza di tutte le condizioni, d’ufficio è iscritto a buon diritto chi mostra stupidità. Che cosa strana la fauna umana ne fanno parte i tifosi, gli scalmanati, gli esagitati, violenti facinorosi, e gli imbroglioni, i creduloni, gli sciocchi superstiziosi, i terroristi ed i razzisti, che bella l’umanità.
E si allungherà la piovra con i suoi tentacoli, la stupidità è forte e non conosce ostacoli, e ci ridurrà pian piano a corte dei miracoli, a desolanti spettacoli. E non basterà l’intelligenza degl’insoliti, non faranno moda non faranno nuovi accoliti, vincerà la feccia dei bugiardi e degli ipocriti, chi non s’adegua perduto sarà.
Che cosa strana la fauna umana e quante specie protette, i mercenari, i cravattari, chi ruba e chi fa marchette, ed i soldati con i peccati nascosti dalle stellette, d’ufficio è iscritto a buon diritto chi mostra stupidità. Che cosa strana la fauna umana, adatta a mettersi in branchi, i frettolosi ,i sempre ansiosi, i nati già troppo stanchi, e gli insegnanti davvero in tanti per pochi alunni nei banchi, i presuntuosi, vanagloriosi, che bella l’umanità.
E si allungherà la piovra con i suoi tentacoli, la stupidità è forte e non conosce ostacoli, e ci ridurrà pian piano a corte dei miracoli, a desolanti spettacoli. E non basterà l’intelligenza degl’insoliti, non faranno moda non faranno nuovi accoliti, vincerà la feccia dei bugiardi degli ipocriti, chi non s’adegua perduto sarà.
Che cosa strana la fauna umana, e che struttura complessa, i giocatori, gli allibratori già pronti ad ogni scommessa, i disinvolti dai mille volti, «Parigi vale una messa», e gli arrivisti, i camorristi, che bella l’umanità.
E si allungherà la piovra con i suoi tentacoli, la stupidità è forte e non conosce ostacoli, e ci ridurrà pian piano a corte dei miracoli, a desolanti spettacoli. E non basterà l’intelligenza degl’insoliti, non faranno moda non faranno nuovi accoliti, vincerà la feccia dei bugiardi degli ipocriti, chi non s’adegua perduto sarà».

Siamo al Settimo ‘Capitolo’ di questo nostro ‘Mario Pappagallo, ‘l’uomo delle cose giuste’, parafrasando appunto nel titolo questa sua ‘Il Paese delle cose giuste’. Trasparentemente emergono la sua vita e personalità, portato come strutturalmente è a far balzare all’esterno fatti sentimenti ed emozioni, speranze delusioni nuove speranze e passioni.

Riproponiamo due utili strumenti per seguire e approfondire l’’epopea’ di Mario Pappagallo:

A / ‘Mario Pappagallo Fan Club’ Gruppo Facebook.

B / Indice delle Canzoni di Mario Pappagallo, a cura di Alessandro Scoccia Pappagallo.

Forniamo inoltre a seguire l’Indice dei ‘Capitoli’ pubblicati sinora quotidianamente su ‘L’Indroquotidiano digitale, a partire da lunedì 6 agosto 2018 (con previa ‘Presentazione’ di venerdì 3). Collegamento in link al singolo pezzo: all’interno di ciascuno Testo e Video della canzone o canzoni, e dei monologhi.

7 / (continua)

PRESENTAZIONE / Mario Pappagallo, ‘L’uomo delle cose giuste venerdì 3 agosto 2018

1 / Mario Pappagallo alla ricerca de ‘Il Paese delle cose giustelunedì 6 agosto 2018

2 / Mario Pappagallo, ‘Venghino Signori venghino’ martedì 7 agosto 2018

3 / Mario Pappagallo alle prese con ‘Gli altri’ e ‘La fauna umana’ mercoledì 8 agosto 2018

4 / ‘Buona fortuna’ Mario Pappagallo, amico mio  giovedì 9 agosto 2018

5 / ‘Avanti donne’ con Mario Pappagallo venerdì 10 agosto 2018

6 / ’Se ti vedesse Botticelli’ di Mario Pappagallo (e ‘Le donne che verranno‘) lunedì 13 agosto 2018

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