sabato, Maggio 25

Mario Pappagallo alla ricerca de ‘Il Paese delle cose giuste’ Mario Pappagallo, ‘l’uomo delle cose giuste’. Romanzo biografico e quasi autobiografico / 1

0

Su ‘L’Indro’ inizia oggi lunedì 6 agosto 2018, e prosegue quotidianamente, il nuovo ‘raccontare’ di Gabriele Delle Rovere, già autore su questa testata di ‘Elena Bardotti Bugli, la donna che per prima scoprì il seno’ e di ‘Lidemo’ . E’ ‘Mario Pappagallo, l’uomo delle cose giuste’. Definito ‘Romanzo biografico e quasi autobiografico’, ché attraverso le proprie canzoni Pappagallo racconta in primo luogo sé stesso, come peraltro tutti, ma più profondamente e se vogliamo più ‘spudoratamente’.

Di chi e che si tratta, ed un quadro più dettagliato e preciso, lo abbiamo presentato in ‘Mario Pappagallo, ‘L’uomo delle cose giuste’’ di venerdì 3 agosto 2018. Ma sostanzialmente in ogni racconto, come in ogni vita a cominciare dalla propria, l’unica cosa da fare è immergervisi, e vedere che succede.

Gabriele Paci

************************

Appena viene a sapere che lo definiamo, e proprio nel titolo di questo nostro ‘Romanzo biografico e quasi autobiografico’, ‘l’uomo delle cose giuste’, Mario Pappagallo insorge. Con la sua ironia ed ancor più con il suo urticante sarcasmo. Utilizziamo (e utilizzeremo) il presente per parlare di ‘Mario’ o ‘Pappagallo’, comunque lo si voglia familiarmente chiamare, perché nonostante la sua ‘partenza’ di due anni fa, la sua presenza viva è fortissima. Con le proprie formidabili canzoni ed il teatrare, attraverso i semi e i frutti delle sue attività, con il Gruppo FacebookMario Pappagallo Fan Club per lui creato. E immaginiamo la sua reazione pure nei confronti di chi pur con le migliori intenzioni, e nella fattispecie anche realizzazioni, si definisce suo ‘Fan’. Ma tant’è, corriamo tutti il rischio, anzi la certezza, di incorrere nelle sue acri e però affettuose reazioni, ricreando il titolo a partire da una sua canzone simbolo ‘Il Paese delle cose giuste’. Ripercorrendo la sua creatività attraverso le sue narrazioni in musica, e l’intreccio con il resto dell’attività e con quanto succedeva e succede nel mondo, e nel mondo dei sentimenti da lui pure, a modo suo ma proprio suo, ampiamente trattato.   

Mario Pappagallo è tra noi quotidianamente, e scegliamo di cominciare ad attraversare il suo ‘universo’ proponendo appunto da questo suo ‘sogno’ (ma forse neanche tanto) di raggiungere ‘Il Paese delle cose giuste’. Riproponendone a seguire il testo con scansione narrativa, sequenziale, come il racconto che è. Per questa prima volta tutto qui, parla e canta Mario Pappagallo ‘sine glossa, ché ogni nostra aggiunta sarebbe in realtà una sottrazione.  

 

«Ieri ho fatto un sogno e te lo voglio raccontare, se solo hai tempo e voglia di ascoltare. C’era un Paese in festa, la banda che suonava un motivetto che mi rallegrava. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te. Che posto singolare, e che stradine anguste: questo è il Paese delle cose giuste. Qui tutto ciò che accade ha la sua spiegazione, non rischia l’innocente la prigione. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te. Certo un sogno è un sogno e non c’è modo che si avveri, corso misterioso dei pensieri, qualche volta non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio. Certo un sogno è un sogno e non puoi certo farne a meno, viaggerà spedito come un treno, schiaccerà l’offesa d’ogni torto, la realtà sta sul binario morto. Le stelle su nel cielo, segno di buon auspicio, poi nella notte fuochi d’artificio. Negli occhi dei bambini giochi di nuove stelle, sono le luci delle bancarelle. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te. Certo un sogno è un sogno e non c’è modo che si avveri, corso misterioso dei pensieri, qualche volta non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio. Certo un sogno è un sogno e non puoi certo farne a meno, viaggerà spedito come un treno, schiaccerà l’offesa d’ogni torto, la realtà sta sul binario morto. Ma la realtà comanda e il sogno è già svanito. Sono rammaricato e non pentito. Ma noi ci siamo stati a maggio tra le rose, era il Paese delle giuste cose. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava e volava con te. E volava con te. E volava con te».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore