venerdì, Settembre 18

Maria Paola Gaglione, ma quale Amore? Nessuno può permettersi di discriminare la ‘cosa’ da Amare, nessuno può denigrare il valore dell’amore esistente tra un uomo e una donna, tra una madre e il proprio figlio, o quello tra due donne o quello ancora tra due uomini

0

Amore?

Ma quale Amore?

Ma quanto Amore?

No, non è facile rispondere a queste domande!

Non è facile perché questa parola, Amore, con molta probabilità, ha forse il campo semantico più ampio e aperto d’ogni altra parola, così vasto da far sì che la specie umana, essendo molto limitata, ne fa abuso pure per sfogare le sue egocentriche e ristrette interpretazioni, facendo in modo che possa pure trasformarla nel più trucido campo di battaglia dove lottare con l’altrui esistenza fino all’ultimo sangue.

Con la parola Amore, quella offesa dalle gerarchie stesse della nostra specie, si sono disonorate le voci e i corpi di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze, di uomini e donne, di preti e di monache, di santi e di diavoli.

Forse, allora, chissà, sarebbe quasi meglio parlare di quel verbo Amare che si presenta all’infinito, come infinite possono essere lesue coniugazioni e soprattutto le sue materializzazioni umane.

E chissà che il sommo poeta Dante non intendesse proprio questo, che le pratiche umane dell’Amare possono realizzarsi nelle formepiù diverse perché molto diversa può essere la ‘cosa’ d’Amare. Quella sua definizione dell’Amare che non è altro che nutrimento spirituale de l’anima e de la cosa amata, non ci invita, forse, a prendere coscienza che le strade dell’Amare possono essere tante e quindi rivolte a “cose” altrettanto diversificate?

È quindi l’Amare in sé che apre l’umano alle diverse forme dell’Amore, e non può essere affatto il singolo soggetto che, nel dare la sua personale e limitata lettura dell’Amore, può permettersi di definire le tante forme umane dell’Amare.

Ad esempio io esercito le mie forme dell’Amare anche nei confronti dei miei gatti, e non credo che l’Amore che rivolgo nei loro confronti non sia una reale e profonda pratica dell’Amare. Insomma, sino a che punto qualcuno si può arrogare il diritto di dirmi che questa non è una reale pratica dell’Amare?

Io so solo che, la dantesca cosa amata può assumere varie materializzazioni est/etiche ed altamente emotive e spirituali: dal mondo animale a quello umano, da quello naturale a quello artificiale, dal pensiero morale a quello mistico.

E a proposito delle forme dell’Amare esercitate fra le personenessuno può permettersi di discriminare lacosada Amare, nessuno può denigrare il valore dell’amore esistente tra un uomo e una donna, tra una madre e il proprio figlio, o quello tra due donne o quello ancora tra due uomini, etc. A nessuno spetta questo compito, perché nel momento in cui lo esercita, toglie il diritto all’esistenza dell’Amare all’intera specie umana, a quanti hanno il sacrosanto diritto di praticare la loro forma e la propria modalità dell’Amare.

Comunemente si dice che finché c’è amore c’è speranza. E la speranza, come tutti sappiamo, è l’energia che ci permette di continuare a vivere, nel bene e nel male.

E allora chi è questo diavolo umano che si arroga lo sfacciato potere di selezionare le forme dell’Amare?

Chi è che si assume la responsabilità di uccidere le speranze appassionate, sensibili, esaltate, tipiche dell’Amare?

Se l’atto dell’Amare è una speranza per arricchire la vita, allora è anche un interscambio di felicità.

L’Amore quando si coniuga in Amare non scorre su metri dettati da una mentalità egoista che vorrebbe legalizzare solo la sua personale forma dell’Amare.

La vera felicità che tutti dovremmo vivere non dovrebbe essere misurata sul chi si ama, ma su chi ama.

Come fa una persona a non essere felice, a non accendersi di passione, nel vedere un cane e un gatto che in casa giocanoassieme, si accarezzano, si leccano, si annusano rinforzando così la loro amorosa amicizia, la loro forma dell’Amare che contraddice il noto detto popolare Sono come cani e gatti, cioè nati per non potersi Amare!

E tu, che sicuramente non saresti mai andato a schiacciare con l’auto questi due animaletti in amore, sei andato con il tuo cuore limitato a spingere il pedale del gas per uccidere tua sorella (‘cosa amata?’) che felice viveva la sua possibile e gratificante forma dell’Amare.

Ed è inutile dire che in tutto questo, Scuola, Cultura, Società, Politica e Religione hanno, nelleducazione sentimentale delle giovani generazioni, la loro parte di colpa.

Forse le parole di Sant’Agostino sono state dimenticate da molti:

Se tacete, tacete per amore. Se parlate, parlate per amore.
Se correggete, correggete per amore.
Se perdonate, perdonate per amore.
Sia sempre in voi la radice dell’amore, perché solo da questa radice può scaturire l’amore.
Amate, e fate ciò che volete.
L’amore nelle avversità sopporta, nelle prosperità si modera,nelle sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare, nelle tentazioni è sicuro, nell’ospitalità generoso, tra i veri fratelli lieto, tra i falsi paziente.
È l’anima dei libri sacri, è virtù della profezia, è salvezza dei misteri, è forza della scienza, è frutto della fede, è ricchezza dei poveri, è vita di chi muore.

L’amore è tutto.

Si, è vero l’amore è tutto.

In tutto quello che ci sentiamo d’Amare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore