martedì, Marzo 26

Maria Giovanna Maglie torna: largo ai grandi e grossi dal cervello fino Sarà interessante sentire che cosa ci dirà di nuovo questa Gatta Mammona, sorniona e beffarda, sempre intelligente e controcorrente

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Il grande ritorno, o meglio il grosso ritorno, per fare della facile ironia sulle dimensioni ‘extra large’, fisicamente, ma anche e soprattutto professionalmente, della protagonista. Sì, è lei, Maria Giovanna Maglie che tornerà, a quanto pare, a dilagare sul piccolo schermo.
Un poco di ironia è d’obbligo, ma lei è sempre stata dotata di un grande senso dello humour, e più volte lei stessa ha celiato sull’argomento: dalla definizione filologica di ‘Rai Corporation’, quando era corrispondente da New York, alla ‘Madre di tutti i Carboidrati’, quando seguiva la crisi USA-Iraq, precedente alla prima Guerra del Golfo.
E parlando di Golfo, pur essendo una valida, validissima professionista, anche se spesso contestata e al centro di polemiche, si perse lo scoop della vita quando, scaduto l’ultimatum americano all’Iraq perché si ritirasse dal Kuwait, si accorse che presto sarebbero cadute un po’ di bombe e che ‘the sky over Baghdad’, per usare la celebre espressione di un suo collega statunitense, si sarebbe illuminato da fuochi d’artificio molto particolari, una micidiale Piedigrotta. Fu recuperata fortunosamente con un volo privato, che, data la situazione di estremo pericolo, costò una fortuna in termini di assicurazione. Ma la pelle è pelle, e chi sta a guardare il capello in casi simili è solo un gretto contabile.

La sua carriera, che rimando per maggior compiutezza a tutte le molte biografie sul web, l’ha vista attraversare come una corposa meteora tutto il cosmo politico italiano, partendo da ‘L’Unità’, per i più piccini organo storico dello storico PCI, e da una vigorosa amicizia con Giancarlo Pajetta (sempre per i più piccini, uno dei maggiori leader storici dello stesso partito), attraversando poi l’orbita della RAI rilanciata dalla spinta gravitazionale di Bettino Craxi, sfiorando poi, con un certo entusiasmo, l’astro allora nascente di Silvio Berlusconi, fino a gravitare, a sentire la stampa  -ma chi crede più alla stampa con tutte queste fake news– nell’orbita della stella ultima nata, la stella binaria Lega-Cinque S., appena formatasi dall’addensarsi della nube cosmica di gas interstellari del qualunquismo galattico.

Bene, la coerenza è stata definita autorevolmente in passato la caratteristica degli stupidi, e non saremo noi a smentirlo. Chi non cambia almeno una volta opinione nella vita o è un credente di ferro, oppure ha chiuso il cervello in cassaforte ed ha dimenticato la combinazione. Certo, la si può cambiare anche più volte, ma c’è da dire che lo scenario politico italiano si è tanto stravolto e tante volte dagli anni il cui il defunto segretario del PSI Bettino Craxi segnalava la Maglie all’attenzione dei vertici editoriali nazionali, che si può ben comprendere come e quanto si doveva navigare a vista, seguendo i movimenti più autorevoli che man mano si delineavano fra le macerie della prima (e finora unica, insostituibile) Repubblica italiana, guardarsi dalle imitazioni.

Benvenuto sia, dunque, il ritorno di una autorevole Collega, addirittura sulla prestigiosa poltrona occupata dal prestigioso compianto Enzo Biagi, nella straprima serata del tg per antonomasia.
Qui ormai parlano, anzi, sproloquiano tutti e la televisione, nata per farci vedere il mondo di fuori, la vita che non vedremo mai, i deserti i grattacieli l’accoppiamento dei leoni nella savana etc, è ormai degradata a cassa di risonanza per tenori, baritoni ma più spesso bassi, in tutti i sensi, ansiosi di dirci la loro, di spiegarci che sempre navighiamo come dice l’immortale Guccini, «fra morte e rose, che siamo tutto e che non siamo niente e che il loro è un brillare illimitato, ma indifferente». Qui ‘loro’ sta per le stelle del firmamento politico e in buona parte giornalistico del momento.

Sarà interessante sentire che cosa ci dirà di nuovo questa Gatta Mammona, sorniona e beffarda, sempre intelligente e controcorrente (ma ‘adelante Juana, con juicio’, A.Manzoni).
Lei e l’altro inimitabile, grande e grandioso extra large sulla scena da sempre è quel Giuliano Ferrara, anche lui partito dalla sinistra estrema sulla scalinata della facoltà di architettura a Valle Giulia in Roma mezzo secolo fa, e vagante, ormai da anni, come una mina pronta sempre a esplodere contro bersagli spesso condivisibili.

Grasso è bello. Vale la pena di citare che cosa disse Giulio Cesare quando Marc’Antonio gli indicava Casca come uomo d’onore (uno dei suoi futuri carnefici): «sarà, ma è troppo magro», e a Marc’Antonio che insisteva «è bravo, è perbene», replicava «sì ma vorrei che fosse più grasso».
Largo, quindi, non ai giovani, gli anni passano, largo -è il caso di dire molto largo- ai grandi e grossi dal cervello fino. Romani, connazionali, prestatemi orecchio (Giulio Cesare di W. Shakespeare, liberamente tratto da Svetonio et alii).
Auguri MGM, ce ne hai bisogno.

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