sabato, Gennaio 25

Maria Elena e la storia de Los Indios Tabajaras

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Il 20 luglio 1963 arriva al vertice della classifica dei dischi più venduti in Italia la canzone Maria Elena‘. Ci resterà per sei settimane diventando uno dei primi fenomeni del mercato discografico del nostro Paese. Il duo che l’interpreta è indicato sulla copertina del disco con il nome di Los Indios Tabajaras. I componenti del duo si chiamano Musaperi (o Mussapere) ed Herundy e sono davvero due indios della tribù Tabajaras, stanziata nel nord-est del Brasile.
La biografia proposta dalla RCA Víctor, la casa discografica che li ha lanciati, racconta che i fratelli Musaperi ed Herundy sono il terzo e il quarto dei trenta figli di Mitanga, uno dei capi della tribù india Tabajara, residente nelle foreste dello Stato di Ceará. Alla fine degli anni Trenta i due avrebbero trovato nella foresta una chitarra, abbandonata da una spedizione di bianchi. Le descrizioni della scheda biografica diventano quasi favolistiche quando raccontano che i due fratelli guardano con stupore quello strumento di cui non conoscono l’uso ma poi imparano a suonarlo così bene da pensare che possa diventare un modo di sopravvivere.  Musaperi ed Herundy lasciano così la tribù e si avventurano nella civiltà urbana del Brasile. Arrivati a Rio de Janeiro, nonostante fossero ancora musicalmente inesperti, avrebbero suscitato la simpatia del pubblico lanciandosi in scatenate esecuzioni delle loro tipiche canzoni tribali accompagnandosi con la chitarra trovata nella foresta.
La fantasia degli uffici stampa rende spesso difficile distinguere il vero dal falso. Al di là delle narrazioni di comodo, è certo che proprio a Rio de Janeiro Musaperi ed Herundy vengono contattati da un impresario che li scrittura per una lunga tournée di sei anni in tutta l’America del Sud.
In questo periodo si stabiliscono in Messico, cambiano i loro nomi, troppo difficili da ricordare, in Antenor e Natalicio Moreyra Lima, e il loro duo diventa Los Indios Tabajaras.

Alla fine degli anni Cinquanta incidono anche alcuni classici della tradizione cubana e centro-americana compresa ‘Maria Elena‘, una canzone degli anni Quaranta scritta da Lorenzo Barcelata, autore di brani di successo come Cielito lindo‘. I sogni di gloria non si concretizzano e i dischi finiscono direttamente sulle bancarelle dei venditori ambulanti.
Molto tempo dopo, nel 1963, per uno scherzo del destino, il disk jockey di una radio newyorkese si ritrova ‘Maria Elena‘ tra le mani e decide di trasmetterla. Il risultato è inaspettato. La canzone piace al pubblico per cui la RCA decide di farla propria e distribuirla. In breve tempo ‘Maria Elena’ ottiene un successo strepitoso, ma dei musicisti che l’hanno incisa si sono perse le tracce. Vengono rintracciati qualche tempo dopo in uno dei villaggi della loro tribù e convinti a tornare sulle scene. Questa volta sarà per sempre.

Nel 1965 ottengono un nuovo successo mondiale con ‘Siempre en mi corazon‘, un classico di Ernesto Lecuona, uno dei tanti della loro lunghissima carriera scandita dalla rielaborazioni di classici della canzone latina e nordamericana.
Negli anni Settanta, sull’onda dell’interesse per il folk, si fanno trascinare in un’operazione commerciale di dubbio gusto che li porta a eseguire il consueto repertorio indossando, però, i costumi tipici della loro tribù con tanto di piume in testa.
Recuperata una dimensione più dignitosa al loro lavoro riescono a sopravvivere ai margini del music business grazie al circuito del revival e dei grandi alberghi statunitensi. Negli anni Ottanta pubblicano, con risultati lusinghieri, loro versioni dei brani ‘Annie’s Song‘ di John Denver e ‘Woman in love‘ dei Bee Gees. Alla fine del decennio Antenor si ritira dall’attività mentre Natalicio Lima continua a esibirsi con la moglie Michiko. Muore per un cancro allo stomaco il 15 novembre 2009, all’età di 91 anni.

 

 

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