giovedì, Ottobre 1

Marco Pannella: piccola storia di una vita grande Il racconto di vita, opere ed eventuali ‘miracoli’ del leader radicale. In dieci ‘Capitoli’, dal 7 al 18 maggio

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Marco Pannella: piccola storia di una vita grande’. E’ il tentativo di racconto, sintetico ed allo stesso tempo con qualche pretesa di ordinata esaustività, di vita, opere ed eventuali ‘miracoli’ laici del leader radicale. Dieci puntate, meglio dieci ‘Capitoli’, quasi un primo abbozzo (ma già compiuto in sé) da ‘work in progress’ di un lavoro più accurato e sistematico che sarebbe bene fare. Visto che tra i tanti libri, pubblicazioni, ricostruzioni, articoli, reminescenze ci pare mancare proprio una ricostruzione diacronica e sincronica della sua esperienza, personale e pubblica, sempre proiettata, in maniera programmatica, verso l’esterno. Ché se c’è stato uno per cui realmente il personale era politico, e del suo personale ha fatto cosa politica, questo era, è, evidentemente proprio Marco Pannella.

«Con qualche pretesa di ordinata esaustività» abbiamo scritto, ma quasi in maniera paradossale, ché tali e tante sono le idee sviluppate, le ‘cose’ fatte, i filoni percorsi che siamo ben consapevoli come l’impresa sia difficile in assoluto, figuriamoci in un simile ristretto lavoro. Ma almeno un primo schema proviamo a porlo e proporlo. E sarebbe bello (ancor di più: utile) se in qualche maniera si sviluppasse già in itinere in un lavoro in qualche modo collettivo, con indicazioni e sollecitazioni, da parte di chi leggerà. ‘L’Indro’ proporrà quindi questi dieci appuntamenti dal 7 al 18 maggio, nell’arco temporale che va dalla sua nascita il 2 maggio (1930) sino al momentaneo allontanamento del 19 maggio (2016). Quella morte che della ‘scomparsa’ ha ben poco, pochissimo, un’assenza che è più acuta presenza. E cercheremo di raccontare come la ‘speranza contro ogni speranza’ del ‘mulo abruzzese’, divenuta sua cifra distintiva, e quasi ossessiva, dell’ultimo periodo su questo pianeta (suggestione sciasciana) si sia dipanata nel corso di tutti i suoi ottantasei anni vissuti in prima persona tra di noi. E la sua capacità di dare concretezza alle idee: insomma come ha vissuto e come ha operato il più atipico, creativo, pragmatico dei politici italiani (e non solo). Una sorte di sintetica, ma non troppo, ‘enciclopedia pannelliana’.

Poi, se ci riusciremo, successivamente ma non troppo successivamente, intenderemmo realizzare quanto abbiamo delineato ne Gli 88 anni di Pannella’ del 2 maggio scorso, in occasione degli ottantotto anni dalla nascita, appunto. Proponendo considerazioni, interpellando chi gli è stato amico e sodale, sia chi ancora lo è sia chi non lo è più. Così come dialogando con chi ne è stato lontano e magari avversario, o con quanti lo hanno solo sentito parlare, o magari ne hanno solo sentito parlare. E pure con quanti altri, ad ogni livello, possono fornire un valore, ed un valore aggiunto.

Ora, invece, partiremo dalle basi, con il racconto della straordinaria, proprio nel senso di fuori dall’ordinario, vita di Marco Pannella. Una vita ‘grande’, di un uomo quasi ‘bigger than life’ come dicono gli anglosassoni, specie quelli di insediamento nordamericano, vale a dire ‘fuori dal comune e più grande della vita stessa’. Sia chiaro: Marco Pannella non era un Santo, e nemmeno un santino, anzi, come a volte lo si vuole rappresentare e quindi ridurre. Specialmente ora che non può più esercitarsi nella sua migliore qualità: rompere i coglioni, in entrambi i sensi, e con chiunque, rovesciando senso comune e tranquillità paludose, e spesso ‘rovesciando’ in primo luogo quelli che se ne facevano portatori.

E’ questa ‘vita vera’, nel bene e nel male, e nel tanto bene di cui resta traccia nell’esistenza del nostro Paese (e non solo) e nelle vite quotidiane, con suoi passaggi concreti e riferimenti temporali e di contesto, che vale la pena di provare a raccontare. Perché Marco Pannella è stato anzitutto un uomo vivo. Fino alla fine, ed oltre. Il che non è poco.

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