venerdì, Febbraio 26

Maradona, Mannoia, femminicidio: oltre la retorica Nello stesso giorno: la ragazza in minigonna al supermercato e Maradona santificato. Per fortuna c’è Fiorella Mannoia, ma è una minoranza, una minoranza sparuta ... roba da brividi

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Raramente, devo dirlo, molto raramente, ho sentito parole più chiare, nette e, specialmente senza retorica (una rarità assoluta non solo nel nostro Paese, ma in queste cose!) dalla signora Fiorella Mannoia, cantante di successo, ma specialmente intelligente, in materia difemminicidio e dintorni. Il discorso, ripeto serio e consapevole, era ridotto in pratica ad una frase: «io voglio essere libera di andare in una camera da letto, con l’intenzione di fare sesso con qualcuno, ma voglio essere libera di ripensarci e dire di no»: non era detto, ma ‘io’ è asessuato.
Questo, detto chiaramente,
questo èparità’, che, non a caso, non ha nulla, ma proprio nulla, a che fare con lo spettacolino messo in onda l’altro giorno su Rai2, il tutorial di ‘Detto Fatto’, in cui una ragazza in minigonna (si fa per dire) spiegava ad una sua collega (collega perché in minigonna, non perché donna: nessuna delle due lo è) come si fa al supermercato a fare ‘girare la testa’ (edulcoro) ai maschietti (e anche qui il termine si riferisce solo ai cromosomi) al supermercato anche loro … non era chiaro se per fare la spesa o per cercare minigonne. E poi dice, la conduttrice del programma, Bianca Guaccero, che lei difende la ‘categoria’ delle donne! E non basta, perché dice di sé di essere una donna (e va bene, si vede) single (e sono fatti suoi) e mamma … e che vuol dire, che soffre, che è discriminata, che è stata costretta ad essere mamma, siamo ancora a questo? Lo so, sono frasi dure, che però rispondono al qualunquismo lamentoso, che squalifica la ‘categoria’.
Sono i
due estremi di un discorso serissimo e durissimo, dove, a parte le volgarità descritte, che però sono quelle che distorcono la realtà, la retorica impazza: vedi il solito ineffabile Enrico Mentana, la sera del 25 Novembre, con una pochette in tasca (ogni tanto da un po’, ne mette vezzosamente una che vorrebbe essere una mascherina, per fare vedere come è bravo … anche se non si rende conto che in video non sembra una mascherina, ma … beh avete capito! ma insomma, fatti suoi, lui è un grande giornalista, pare) con una scritta in rosso, appunto celebrativa della giornata contro il femminicidio.

Ci sarebbe, in realtà, molto da dire in merito, a cominciare dal fatto che il problema della parità dei sessi non si risolve, anzi nemmeno si affronta da lontano, sbraitando contro l’insufficiente presenza di donne in questo o quel consesso. Così si fa solo retorica, anche se è di moda, perché il problema non è di sapere quante donne ci sono nella Commissione vattelapesca, ma se le persone (persone, cioè indipendentemente dal sesso) sanno fare il proprio mestiere e sono le migliori possibili. Altrimenti è solo retorica e pasticcio: come obbligare a votare almeno anche una donna. E se è cretina? Ma non ci si rende conto che così le donne sono in realtà discriminate?
Le donne, se vogliono, sanno difendersi da sé, Mannoia insegna. E non solo usando le ‘armi femminili’ all’occasione: perché se è vero, verissimo, che molti maschi sbagliano a dir poco, ciò non vuol dire che per definizione le femmine non sbagliano. Quella ragazza finita sui ‘social’ perché il fidanzato ha messo in giro sue foto discinte (non ‘osé’: chi dice così, è un maschilista, anche se è femmina!), che, però, gli ha mandato lei, non me la sentirei di difendere gran che, pur trattandosi di una porcata … per dire: è una questione di stile.

Sì, lo so, sto correndo su un filo sottilissimo, che mi può portare domani ad essere impiccato in effigie, non dalla signora Mannoia, che mi pare troppo intelligente per farlo o anche solo pensarlo, ma da altri/e … come quel politicante da strapazzo, che mi accusò di ‘sessismo’ tempo fa perché io avevo detto che certe volte le donne dovrebbero rispondere agli insulti … per le rime: forse sbagliavo o sbaglio, ma se siamo pari … ! mah, domani è meglio che io non esca. Però, visto che ci sono, cercherò di restare in casa ancora una settimana per prendermi, però, la libertà di aggiungere un’altra cosa che mi creerà accuse selvagge.
Io credo (e credo che qualunque giurista che ragioni sia della stessa opinione anche se non lo direbbe nemmeno sotto tortura) che la legge sul femminicidio sia sbagliata, molto sbagliata. E non solo perché vi sono profili di incostituzionalità che, prima o poi, potranno venire fuori e finire per fare più danno di quanti immagina quella legge di ridurre, ma perché, a mio modestissimo parere, indebolisce la donna, la figura della donna intendo, nei confronti del resto della società, perché accredita della donna l’immagine di quella che deve essereprotetta’, difesa, aiutata. Mi sbaglierò, forse, ma impostare così le cose, diminuisce molto l’eguaglianza delle donne, quando, addirittura, in qualche mente più debole non crei l’impressione o il timore di poter subire una discriminazione all’incontrario, e spesso a guardare certe trasmissioni ‘azzuffatorie’ in TV, appare proprio così.
È comunque certo, che questo modo di ragionare è quello che poi sta dietro alla ‘cultura’ imperante, resa ‘plasticamente’ dalle pubblicità della donna sempre alle prese con la lavatrice ed i fornelli e gli aspirapolvere (in minigonna, per lo più) e l’uomo che ripara il lavandino, o che bacia il naso non truccato della moglie quando al mattino va al lavoro con la sua bella borsetta portacarte di pelle, mentre la moglie resta a casa a pulire le mutande dei figli e … del marito.

Sbaglierò, ripeto, datemi del maschilista se vi fa piacere, ma è questa mentalità, anzi, questa cultura, che favorisce nonché la disuguaglianza, il femminicidio. Se avessimo dei governi, si potrebbe fare molto, ma si dovrebbe nonché volerlo (questo è facile), capirlo, e questo mi pare al di sopra delle capacità di molti e, temo, molte, specialmente al governo!

Ebbene, visto che mi sono imbarcato in discorsi impopolari, tanto vale che vada fino in fondo e poi mi chiuderò in un convento.
Eh sì, perché la giornata del 25 Novembre ha visto la morte di Diego Armando Maradona, intorno alla quale non mi posso sottrarre dal dire qualcosa.
Beninteso mi dispiace, mi dispiace molto. Da napoletano, dovrei dire che mi dispiace di più, ma non è così perché, confesso, del calcio non me ne importa nulla, non seguo la squadra del cuore perché non la ho (e forse nemmeno il cuore), ma poi, confesso … tanto ho il convento pronto, Maradona non mi è mai piaciuto molto.
Piano, piano. Come giocatore, anche se non capisco di calcio, una cosa fantastica, da fare saltare perfino me sulla sedia. Questo certo. Non so se un genio, questo mi pare esagerato, ma certo uno che poteva fare cose incredibili, contro avversari che di fronte a lui scomparivano, che è la misura della sua grandezza … di calciatore, però.
In occasione della su morte, oltre a sentirne di ogni colore, ne abbiamo viste di assurdità, a cominciare dalle folle (ahimè suscitate e coccolate improvvidamente dal sindaco di Napoli: si vergogni!) ‘addoloratee urlanti e … assembrate, senza mascherina, fino allea tre del mattino davanti ad uno stadio illuminato (credo dal sindaco, lo stadio è suo mi pare) per l’occasione. Un atto di irresponsabilità assoluta oltre che di stupidità. Spero che qualcuno se ne occupi, perché se fra un paio di settimane vi sarà qualche aumento o peggio di contagi, almeno si sappia di chi è la colpa, sia pure per non avere controllato e impedito.
Ma, ciò posto, a parte l’assurdo di dedicare ore e ore e ore e ore (letteralmente) a raccontare le gesta di Maradona -e quindi a trascurare problemucci come il virus e, appunto, il femminicidio (e questo mi pare intollerabile in un Paese che sostiene di essere civile, proprio intollerabile e condannabile fermamente, certo: se avessimo un Governo), a osannare Maradona e le sue bravure e bravate -e questo lo voglio sottolineare perché l’ho trovato davvero non solo e non tanto esagerato, quanto stupido.
Perché dipingere Maradona come un santo e un genio, può anche andare bene, ma …. -solo per dirne una- sorvolare sul fatto cheè cadutonella droga, eh no, proprio no. Elevare Maradona ad esempio da imitare e da venerare e dire che è ‘caduto’ proprio non va.

Le cose che ha fatte, droga e rapporti ‘atipici’ con personaggi più che ‘atipici’, non gli sono cadute addosso, le ha fatte lui, coscientemente. Le ha fatte sfruttando i tantissimi (troppi, si può dire? Sono troppi i soldi che girano intorno al pallone e non solo! Guardate lo schifo delle supersquadre e dei supercalciatori, altro che terzo mondo!) soldi guadagnati, i privilegi dei quali ha potuto godere per la sua fama. Le ha fatte, sapendo di farle e sapendo (lo ha perfino riconosciuto lui stesso) di fare delle porcate vergognose, e nemmeno mancando di qualche cinismo. Elevarlo ad esempio eicona’ (ora è molto di moda questa parola) della cultura italiana, della vita di noi tutti, e mostrare folle di gente senza mascherina a disperarsiin piazza, non mi pare né giusto, né equo. Non è il disprezzo per la cosa popolare è la critica preoccupata, devo dire preoccupata, del tipo di ‘modelli’ che ci diamo e che ci danno.

Neanche a farlo apposta, nello stesso giorno: la ragazza in minigonna al supermercato, Maradona santificato e il sottoministro sgrammaticato. Ah, dimenticavo, i gestori di impianti sciistici preoccupati per i loro portafogli, ma non della nostra salute.
Per fortuna c’è Fiorella Mannoia, ma è una minoranza, una minoranza sparuta … roba da brividi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.