domenica, Novembre 17

Manovra: la vittoria dei 3 professori e dell’Europa Conte, Tria e Moavero hanno negoziato allo spasimo per ridurre senza dire di ridurre e sono riusciti a fare ingoiare una manovra molto modificata alla Commissione

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Di rientro a casa da una giornata allucinante, accendo la TV: è in corso un telegiornale (non so quale) e si vede l’avvocato del popolo Giuseppe Conte visibilmente soddisfatto (al limite del tronfio) parlare del raggiungimento dell’accordo con Bruxelles sulla manovra (proprio così, se ho ben sentito), che non cancella le misure cardine del Governo del cambiamento, ma insomma implica una serie di cambiamenti (diciamo pure radicali) del progetto originario. Accanto a lui i Ministri Enzo Moavero Milanesi e Giovani Tria, accanto, proprio accanto! E i dioscuri, Matteo Salvini e Luigi di Maio, che fine hanno fatto?
Basta questo, e non sono certo il solo ad averlo notato, a definire il quadro. Ma non irriderò agli altri, né farò i soliti discorsi banali, spero. Conte, Tria e Moavero sono riusciti a fare ingoiare una manovra molto modificata (basterebbe la previsione di crescita allo 1%!) alla Commissione, evidentemente (è plateale anche dalle dichiarazioni) ‘irritatamente contenta’. La hanno accettata perché non si poteva ormai fare altro a causa del fatto, ripeto a causa del fatto che i tre menzionati avevano preso in mano la questione e, con pazienza, avevano negoziato, hanno negoziato allo spasimo, per ridurre senza dire di ridurre. Roba che nemmeno Giulio Andreotti ai suoi tempi migliori! E, infatti, non si tratta di Andreotti, ma di due professori universitari e mezzo (anche Moavero ogni tanto ha svolto questo mestiere); lo avevo detto, con i professori bisogna andarci cauti: sono gentili, dolci, sommessi, eleganti (talvolta) baciatori di mano sopraffini (quasi sempre, guardate me!), ma duri e competenti. Hanno trattato e ora Conte chiederà il prezzo, vedrete … e sarà pagato.
Il soave Tria si è tolto subito una pietruzza dalla scarpa, annunciando (in contrasto con Robespierre) che il tutto parte dal … primo aprile.

I due dioscuri e il giornale ufficiale dei 5S, ribadiscono a voce alta (inutilmente alta) che hanno vinto loro, che il reddito di cittadinanza si fa (nessuno lo aveva negato) e la quota 100 anche (anche qui non c’era poi tanta guerra purché fosse limitata) ma sotto controllo europeo e con 2 miliardi tutti da giocare! Contenti loro!
I due, anzi, i tre (c’è anche l’innominabile), hanno rivendicato e ottenuto la loro libbra di carne: le dimissioni (auto-dimissioni, non cacciata!) dell’odiato Roberto Garofoli (capo di Gabinetto di Tria), che lascia con una battutina, se ho ben capito, al veleno che più o meno dice ‘noi siamo tecnici e non remiamo né pro nè contro, ma i tecnici non possono essere bistrattati oltre misura’. Cioè, attenti, che senza di noi non cavate un ragno dal buco.

L’opposizione, devastante, avvilente. Sorvolo su Silvio Berlusconi (dimentico del fatto che il suo alter ego è il Presidente del Parlamento europeo) e su Giorgia Meloni, che parlano di sovranisti desovranistizzati eccetera. Ma trasecolo a vedere che anche la sinistra dice lo stesso o peggio.
Scusate signori del PD, di Articolo uno e due e tre, di Leu, eccetera, ma non abbiamo e avete sempre detto che l’Europa (cioè l’Europa federale) deve essere il nostro faro? Ma non capite che questa è la vittoria dell’Europa, dell’Europa migliore, dell’Europa che vuole diventare uno Stato e superare finalmente i singoli Stati: l’Europa di Spinelli, di Mattarella, di Schuman, di Draghi e … di Savona? Insomma, questa volta sì, e non è retorica, del popolo italiano e non solo.
No, non lo capiscono, loro ormai leggono ‘il Fatto’.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.