domenica, Marzo 24

Manovra: il molto che ha da dire Mattarella Mattarella è il Capo dello Stato, dove entrambi i sostantivi contano. Capo, perché è il rappresentante dell’unità, come tale, in nome delle regole interviene

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E’ necessario richiamare l’attenzione sulla lettera che il Capo dello Stato Sergio Mattarella lo scorso 1° novembre  -dopo aver autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio per il 2019, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre 2018- ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri in riferimento alla Manovra. Ma prima è opportuno, considerato anche quanto in questi giorni l’Italia degli abusi edilizi ha vissuto, con morti che almeno in parte avremmo potuto evitare, parlare del primo condono che il Governo giallo-verde ha varato.

La Camera, il 31 ottobre, ha approvato il decreto Genova, in vigore da settembre con relativo condono per Ischia, ora il testo deve passare al Senato per essere convertito in legge. Condono, dicevamo, si: a giudizio di tutti, ma proprio tutti, è previsto un condono edilizio a Ischia, invero un luogo in cui ci sono tanti abusi edilizi quante famiglie. La responsabilità è dello Stato, ma specialmente (duole dirlo) anche dei cosiddetti ambientalisti, anche stellati, che facendo passare la politica delno, a prescinderehacausatogli abusi, e non solo a Ischia.

Ma insomma, un parlamentare del quale mi sfugge il nome, e dubito che valga la pena di conoscerlo, all’accusa di avere voluto un condono, obietta stentoreo: «non c’è nessun condono perché i 5S sono contrari ai condoni». Una logica stringente, incontrovertibile, assoluta, perfetta. Il Professor Massimo Cacciari troverebbe sicuramente definizioni molto più attente e colte, ma io parlerei di tautologia. Giro dal dizionario italiano: «Definizione illusoria, che ripropone in termini solo formalmente diversi l’enunciazione di quanto dovrebbe costituire oggetto di spiegazione o di svolgimento» oppure, in termini più ‘paludati’: «Definizione illusoria, che ripropone in termini solo formalmente diversi l’enunciazione di quanto dovrebbe costituire oggetto di spiegazione o di svolgimento». Qui, alla ovvietà si aggiunge l’arroganza, perché si afferma che siccome la cosa proviene dai 5S per definizione non può essere una porcata … i 5S, come noto, sono infatti vegetariani, Danilo Toninelli escluso, e infatti … .

Non resta che aspettare, per vedere cosa diranno quando si discuterà dei nove condoni (cito dal ‘Sole24 ore’, sia chiaro) del decreto fiscale, per non parlare dello scudo-non-scudo-ma-che-funziona-come-uno-scudo per i capitali all’estero, posto dalla ‘gelida’ manina.

Manovra

La Manovra oggi sarà protagonista all’Eurogruppo. Il Ministro Giovanni Tria dovràspiegarla’ e ‘difenderla’ davanti ai 18 colleghi tutti contro di lui. Domani mattina, martedì, in Commissione Bilancio della Camera partirà l’iter della manovra, le votazioni dovrebbero partire tra il 20 e il 22 novembre. E così vedremo se e fino a che punto le due masse divocidiffuse sono valide: quella che afferma che, nei fatti, si è edulcorata la manovra e la si è diluita nel tempo, per ridurre gli effetti negativi sul deficit, e quella che, invece, afferma che nulla è cambiato, che l’Italia non arretra di un millimetro e ‘muoia Sansone con tutti i Filistei’, salvo a omettere di dire che Sansone siamo tutti noi.

In questi giorni le lettere si sprecano, già tre dall’‘odiata’ UE, e una anche da tal Sergio Mattarella, che, pare, è Capo dello Stato, e che scrive a quello che egli crede seriamente che sia il Presidente del Consiglio dei Ministri, oppure, come dice lui, ‘premier’.

Su quelle dell’UE. inutile parlare. Lo sappiamo, sono lettere di burocrati, incapaci, per lo più ‘fatti a vino’ e per di più spesso francesi, come dire che ‘puzzano’. Ma su quella di Mattarella, una parola andrebbe spesa.

Innanzitutto perché, Grillo permettendo, Mattarella è il Capo dello Stato, dove entrambi i sostantivi contano. Capo, perché è il rappresentante dell’unità e, quindi, dell’interesse comune. Cioè il Capo dello Stato è Capo proprio in questo senso, non perché ‘comanda’, come pretende di fare il sedicente capo dei 5S Di Maio-Robespierre, Giggino per gli avversari. Ma, come colui al quale fannocapo’ tutte le esigenze comuni e generali dello Stato, e della sua intera popolazione, così come disegnato nella Costituzione, che affida al Governo l’esecuzione della linea politica del Parlamento (quindi della maggioranza), nella considerazione degli interessi di tutta la popolazione (maggioranza e no), tanto che, qualora questa realtà non si manifesti, è appunto il Capo dello Stato cherichiamail Governo e le istituzioni (compresa, dunque, la Magistratura, il cui CSM non a caso presiede, nonostante il comico Grillo) al rispetto non della volontà della maggioranza, che è ovvio compito del Governo, ma dell’interesse dell’intera popolazione (quindi maggioranza e opposizione), ove mai il Governo da solo (per incapacità o non volontà) non dimostri di tenerne conto.

Lo so, il discorso è complicato e noioso e anche difficile, specialmente per il nostro Governo, e dunque mi fermo qui, perché sono certo che i Lettori hanno capito ciò che voglio dire e che normalmente si dice in ‘volumacci’ dalle 500 pagine in su.

Ora, il predetto Capo dello Stato, agisce attraverso lo strumento della Costituzione: è la sua lente di ingrandimento, anzi, la sua lente. La Costituzione, non la politica, non la maggioranza, non il Governo, non i partiti, ‘solo’ la Costituzione. Perché, la Costituzione fissa le regole e le regole sono ‘garanzie’: io so che una certa cosa si farà in un certo modo (come quando si gioca a tressette, insomma) e quindi non si possono fare cose in contravvenzione alle regole. Le regole si possono cambiare, ma solo per il futuro e, come insegnerebbe ogni giocatore di tressette, non durante la partita.
E dunque Mattarella, nel suo solito stile stringato fino a farti digrignare i denti, dice al Governo (vabbè a Giuseppe Conte, ma tanto lui la lettera la fa leggere anche ai dioscuri Salvimaio) di scrivere «nel comune intento di tutelare gli interessi fondamentali dell’Italia»: dunque, l’intento ècomune’, che tradotto dal linguaggio ‘paludato’, significa un invito al Governo ad agire nell’interesse comune, anzi, dell’Italia. Anche qui, le parole hanno un peso. Non dice ‘degli italiani’ o, peggio, ‘della maggioranza’, o peggissimo (passatemelo, va’) ‘dei partiti di Governo’, e nemmeno (ancora più peggio, così Di Maio mi capisce) del solito ‘popolo’ (che non vuol dire niente e al Quirinale, dove leggono e studiano, lo sanno), ma dell’Italia. Che vuol dire dell’Italia oggi e domani: di noi, dei nostri figli e nipoti: perché l’Italia ci sopravvive.

C’è, direte voi, una valutazione ‘politica’. Assolutamente no: non c’è politica, c’è garanzia. Dice Mattarella: io non so se sia giusta o sbagliata la manovra (non è mio, di Mattarella, compito valutarlo), ma le norme della Costituzione, cioè del ‘navigatore’,  che governa le azioni di Mattarella, e Mattarella cita puntigliosamente gli articoli della Costituzione (ripeto della Costituzione: credetemi, è un colpo fermissimo, chiaro, inequivocabile) che dicono come si deve fare il bilancio: equilibrio dei conti (art. 81), la sostenibilità del debito (art. 97), le norme dell’UE prevalenti sul diritto interno (art. 117.1), lo ho già scritto altre volte: l’Italia legifera con i vincoli dell’UE, ciò è incontrovertibile.

Beninteso, queste norme, questa struttura può non piacere e dunque si può cambiare, ma allo stato dei fatti, oggi, queste sono le regole del tressette e durante la partita non si possono cambiare, perché così non può accadere che uno dei giocatori si trovi di fronte ad uno ‘scarto’ impossibile fino ad un minuto prima. Beninteso, a dei raffinati come Salvini e Di Maio, avrei fatto meglio a parlare di bridge e non di tressette, ma sono certo che molti più Lettori conoscono il tressette di quanti conoscano il bridge.

Queste sono le regole (lo sa anche il professor Paolo Savona, ricordate? «queste sono le carte e con queste devi giocare», appunto, anche se poi labile di memoria sembra dimenticarlo ogni tanto) e queste regole, ora come ora, garantiscono tutti. E quando dico tutti intendo proprio tutti, perché non ci sono solo i cittadini italiani, ma anche le istituzioni europee, nella misura in cui sono esplicitamente richiamate (cioè indicate come destinatarie della garanzia) nelle norme della Costituzione.

Il richiamo di Mattarella, dunque, è estremamente forte e, io credo, non va sottovalutato o considerato con sufficienza o disprezzo, come fanno Salvimaio. Bisogna tenerne in debito conto: come? Sta ai politici o politicanti stabilirlo, purché lo facciano bene, perché le regole ci sono e i modi per farle applicare anche. Tanto più che il prezzo di erronee applicazioni delle regole, lo pagano tutti gli italiani, non solo la minoranza, anzi tutta l’Italia, cioè gli italiani oggi e gli italiani domani.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.