lunedì, Novembre 18

Manovra di bilancio, solo ossa e niente polpa? Salvini e Di Maio si stanno giocando tutto, e per tutto intendiamo la loro sopravvivenza politica, sulla partita finanziaria-Europa

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Quando scatterà la patrimoniale, tutto il bluff del governo giallo-verde sarà svelato. È questione di mesi, neanche tanti. La patrimoniale sarà l’unico rimedio contro i numeri sbagliati del governo giallo-verde, quell’errore che dall’ISTAT all’INPS, da Banca d’Italia a Confindustria è fortemente denunciato, ma invano. Il governo giallo-verde è convinto dei suoi numeri, e questa convinzione, che cela il rifiuto del confronto, è forse peggio dell’errore. Quel rifiuto peggiorerà le condizioni italiane, ma il governo giallo-verde, pur di conservare lo zoccolo duro del proprio elettorato, non vuole vedere né leggere chi, senza essere parte di nessuno degli enti citati sopra, denuncia il problema che si aprirà. Lo hanno fatto Alesina e Giavazzi sul Corriere di domenica, ma Matteo Salvini e Luigi Di Maio tirano dritto per la propria strada. Ma non è la strada della maggioranza degli italiani; non è quella la strada perché farà aumentare tasse, dirette e indirette. Insomma, la strada sulla quale viaggiano i dioscuri del social è quella che li porterà a sbandare e a sbattere. E tutti gli altri con loro. È normale?

No. Soprattutto non lo è per la ragione implicita avanzata subdolamente da Salvini e Di Maio, ossia l’ideologia di quella ragione. I due vice primi ministri stanno difendendo una posizione per ragioni ideologiche; sono convinti che l’Europa delle banche e dell’austerity sia contro il popolo e a favore dei ricchi. Ma quando il popolo chiede un mutuo, e la banca non può concederglielo perché i conti del Paese non tornano, quel cittadino lì vi sembra un ricco? Il ricco non chiede mutui. Glieli propongono direttamente. O se un piccolo imprenditore ha bisogno di un prestito e la banca non glielo concede, il motivo è l’austerity o l’incertezza del lavoro futuro, messa a rischio dai provvedimenti sul lavoro approvati da questo governo?

Chi chiede il mutuo e non lo avrà o, se lo ottiene, l’avrà con tassi alti; chi chiede un prestito senza averlo, dove deve andare per trovare la risposta?  Alle banche o a chi governa senza tenere in conto delle condizioni di interdipendenza che legano finanze, banche e lavoro nell’epoca della globalizzazione?

Il popolo che ideologicamente difende questo governo è quello che vediamo nei provvedimenti assunti dai giallo-verdi. Quei  provvedimenti parlano di sanatorie, condoni e assistenzialismo di Stato. Provvedimenti che non generano un vero euro ma tolgono un vero euro alla comunità nel suo insieme.  E perché succede tutto ciò? Perché uno Stato come il nostro non può permettersi provvedimenti come quelli sparati dai giallo-verdi sia per la bassa crescita che lo distingue sia per il devastante debito pubblico. Ma Salvini e Di Maio tirano dritto, anzi vanno addosso al proprio popolo, un popolo composto da chi non vuole pagare le tasse, vuole costruire dove e come gli pare senza rispettare le regole del consumo del suolo, fa affari in nero e ha in mente il risultato della giornata più che la prospettiva a lungo termine che consolida o fa naufragare l’incasso giornaliero. Un popolo che per qualche euro in più in tasca rinuncia  a una qualità maggiore nei servizi con prezzi più bassi. Per usare una metafora del commercio, quella è l’Italia dei bottegai non dei commercianti.

E quell’Italia, ignorante ed egoista, ha il suo duce, Salvini. Ignorante al punto di voler abolire il valore legale della laurea. E a cosa è servito studiare, investire e impegnarsi per un lavoro all’altezza delle nuove professioni, in un mercato sempre più esigente nelle competenze? È per dare ragione agli ignoranti e barbari d’Italia che l’Italia perde pezzi di reputazione, ancora di più compromessa da quando i 5S hanno chiesto una commissione parlamentare per vigilare sui contenuti scientifici, una commissione voluta da chi non vuole vaccinare i propri figli preferendo alla scienza la fattucchiera di periferia o che, come gli illuminati sindaci leghisti, rifiutano di applicare il divieto di circolazione delle auto per contrastare l’inquinamento (e per evitare le salate multe della UE quando si superano i parametri permessi). Che ti viene da dire: ma l’aria inquinata non la respirarano anche i leghisti? Le conseguenze dell’inquinamento sulla salute non colpiscono i  anche i leghisti? Il clima viene spiegato con parametri scientifici, ma i giallo-verdi, si sa, sono amici della scienza come il fuoco dell’acqua.

Potremmo riempire intere pagine segnalando le molteplici forme di ignoranza ed egoismo di quel popolo ideologicamente difeso e cullato da leghisti e pentastellati. Un popolo che ha bisogno di un osso da masticare e i giallo-verdi sono lì per darglielo, non per pensare davvero al futuro, alla crescita, al benessere. E diciamolo pure: cosa c’è di più facile che accontentare con delle ossa un popolo? Non è mica polpa. Quella costa cara e per averla i programmi sono altri, non quel contratto di corto respiro.

Dobbiamo allora concludere che l’ideologia di Salvini e Di Maio affama il proprio elettorato? In un certo senso, si. Ma non basta metterla sulla dieta. Quello che in realtà è in agguato è un obiettivo più grande, perché è vero che l’ignoranza e l’egoismo la fanno da padrone in questo governo, ma non del tutto sprovveduti sono i loro due capi. I quali hanno capito che tanta è l’attesa sulle loro promesse che non possono più tornare indietro. Neanche rivedere i conti sbagliati, sbagliati perché sbagliate erano le loro promesse. Salvini e Di Maio si stanno giocando tutto, e per tutto intendiamo la loro sopravvivenza politica, sulla partita finanziaria-Europa. Il no dell’Europa ai loro conti sbagliati se lo giocheranno con la storia della UE delle banche e dei privilegi, perché devono tenere ancora in caldo il proprio elettorato per arrivare a fare il bottino alle elezioni di maggio di per il rinnovo del parlamento europeo. E loro sperano che quel bottino sia ottenuto anche dagli altri sovranisti europei, così potranno finalmente disegnare l’Europa del popolo ignorante ed egoista. Un’Europa che farà default entro il primo anno di vita, ma che importa? Per Salvini e Di Maio la posta in gioco era salvare il culo in Italia. Ci riusciranno? Intanto, uno dei Paesi col vizio del sovranismo, l’Austria, ha già bocciato la finanziaria giallo-verde, e ci sono buone ragioni per credere che gli altri leaders sovranisti non si facciano intortare dalle ricette sbagliate di Salvini e Di Maio. Rischiano, i dioscuri dei social, di fare una pessima fine nell’Europa sovranista (sempre ché passi quell’Europa). E a quel punto non è neanche sicuro che il proprio elettorato non li vada a cercare e non certo per invitarli a bere un té. Perché l’ignorante e l’egoista capisce solo una cosa: quanti soldi gli sono rimasti nelle tasche?

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