sabato, Gennaio 25

Mandato di arresto europeo: cosa rischia realmente Puigdemont? Il provvedimento è previsto da una direttiva europea del 2002, e costituisce la prima concretizzazione nel settore del diritto penale del principio di mutuo riconoscimento

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Carles Puigdemont e altri quattro consiglieri, si sono rifiutati di esser giudicati dall’Audiencia Nacional. Su di loro potrebbe incombere un mandato d’arresto europeo, richiesto dalla Procura spagnola di Madrid. Il provvedimento è previsto da una direttiva europea del 2002, e costituisce la prima concretizzazione nel settore del diritto penale del principio di mutuo riconoscimento, semplificando e accelerando l’estradizione di un indagato tra i Paesi dell’UE.

Le autorità giudiziarie europee possono cooperare direttamente senza la necessità di passare per una valutazione da parte dell’esecutivo, tipica dei casi tradizionali di estradizione. In altre parole, le decisioni sono esclusivamente giudiziarie, senza alcuna influenza politica.

Per 32 categorie di reati si deroga al principio della cosiddetta ‘doppia incriminazione’, ovvero l’atto non deve essere considerato un reato in entrambi i paesi. L’unico requisito è che sia punito con pene detentive di almeno tre anni nel Paese di esecuzione. Vengono standardizzate anche le procedure e la documentazione da presentare mediante la creazione di un unico documento. Ridotta anche la scadenza per la decisione sulla consegna.

Il mandato europeo prevede inoltre il superamento del divieto di estradizione di cittadini contemplato da alcune costituzioni nazionali, per cui se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo ai fini dell’azione penale è cittadino o residente dello Stato membro di esecuzione, la consegna non può essere rifiutata, ma può essere subordinata alla condizione che la persona, dopo essere stata ascoltata, sia rinviata nello Stato membro di esecuzione per scontarvi la pena o la misura di sicurezza eventualmente pronunciata nello Stato membro emittente.

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