venerdì, Novembre 15

Manchester: polemica Usa-Gb su fuga di notizie

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Per gli Usa invece è tensione con la Cina. Il cacciatorpediniere Uss Dewey ha navigato entro le 12 miglia di una delle isole artificiali realizzate dalla Cina nelle Spratly, nelle acque contese del mar Cinese meridionale. Pechino in risposta ha inviato due fregate che hanno ‘messo in guardia e allontanato’ la Dewey dopo l’ingresso nelle acque territoriali’. E il portavoce del ministero della Difesa ha detto: «Abbiamo presentato un grave reclamo alla parte americana».

In Europa è gelo tra Ue e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Ricevuto dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e dal presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, non è stata fatta alcuna dichiarazione, ma il turco ha lasciato l’edificio scuro in volto. Il portavoce della Commissione Margaritis Schinas ha scritto su Twitter che «Ue e Turchia devono lavorare insieme e lo faranno». Ieri Erdogan aveva chiesto all’Ue di prendere una decisione sull’adesione della Turchia all’Ue, che non va trattata come un ‘mendicante’ e duramente poi aveva anche aggiunto: «l’Ue aspetta che sia la Turchia a ritirarsi».

Presente anche il presidente francese Emmanuel Macron, che  con Juncker ha discusso soprattutto di Europa sociale e di direttiva sui lavoratori distaccati. «Non troverete mai da parte mia grandi dichiarazioni che non portano da nessuna parte», mentre sul resto ha detto: «L’attuale situazione dei lavoratori distaccati affievolisce il sentimento europeo, è quello che ci ha portato alla Brexit».

Intanto sul G7 che comincerà a Taormina domani è tornato il premier Paolo Gentiloni: «Ci sarà un confronto su temi che interessano tutta l’umanità, come i cambiamenti climatici, i commerci, le migrazioni, i rapporti con l’Africa. Non sarà un confronto semplice, ma l’Italia, che ospita il vertice, cercherà di renderlo un confronto utile e capace di far convergere le posizioni». Gentiloni ha quindi detto che «l’Italia è impegnatissima in Iraq, ma è importante sottolineare che l’impostazione non è solo militare, ma anche politica, coinvolgendo tutte le forze possibili per trovare soluzioni».

Passiamo a Gaza, dove in una installazione di Hamas sono state eseguite le condanne a morte di tre palestinesi giudicati responsabili dell’uccisione di un comandante militare di Hamas, nel marzo scorso. I tre palestinesi secondo Hamas hanno agito per conto di Israele. Hamas che intanto ha indetto per domani in Cisgiordania una ‘Giornata di collera’ contro Israele in un gesto di sostegno con lo sciopero della fame ad oltranza intrapreso il 17 aprile scorso da un migliaio di palestinesi reclusi in Israele per reati legati alla intifada.

In Afghanistan 13 soldati sono rimasti uccisi e otto feriti in una serie di attacchi dei talebani nel provincia meridionale di Kandahar. A dirlo un portavoce del ministero della Difesa di Kabul, Daulat Waziri, secondo cui i talebani hanno preso di mira una serie di posti di blocco delle forze governative. 20 i talebani uccisi durante gli scontri, prima che si dessero alla fuga.

In Brasile passo indietro del presidente Michel Temer, che aveva deciso di mobilitare le forze armate per difendere gli edifici pubblici a Brasilia contro le violenti proteste anti-governative. Il decreto con il quale veniva autorizzato l’uso dell’esercito è stato revocato oggi dal capo di Stato, dopo le critiche ricevute sia dall’opposizione che dalla maggioranza.

Chiudiamo con le Filippine, dove è di almeno 21 morti, tra cui 13 militanti islamici, il bilancio degli scontri a fuoco tra l’esercito e il gruppo armato Maute nella città di Marawi, che hanno portato alla proclamazione della legge marziale per l’intera isola meridionale di Mindanao. Ancora una dozzina di cattolici rimane in ostaggio dei militanti e migliaia di residenti hanno lasciato le proprie case.

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