venerdì, Novembre 15

Manchester: c’è l’Isis. Ed è rischio attacco chimico in Europa

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Almeno 7 presunti miliziani di al Qaeda sono stati uccisi in Yemen in un raid americano compiuto con bombardamenti aerei e l’impiego di forze speciali a terra. Un comunicato del Pentagono afferma che è stata usata «una combinazione di armi da fuoco leggere e raid aerei di precisione». In Siria invece attentato con autobomba a Homs. La zona è abitata dalla comunità alawita, branca dello sciismo a cui appartengono i clan al potere in Siria. Due i morti, diversi i feriti.

Passiamo la Bahrein, dove una persona è morta e altre sono rimaste ferite a Diraz dopo che la polizia ha aperto il fuoco contro alcuni manifestanti sciiti che protestavano contro la condanna inflitta nei giorni scorsi al leader sciita Sceicco Isa Qassim.

In FranciaEmmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo i leader delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali per illustrare la nuova riforma del codice del lavoro che il governo intende adottare per sbloccare l’economia del Paese. Obiettivo della riforma è rilanciare l’occupazione e attribuire più flessibilità alle imprese.

In Corea del Sud l’ex presidente Park Geun-hye è comparsa dinanzi alla Corte centrale distrettuale di Seul nel processo a suo carico dove deve rispondere di 18 capi d’accusa, tra cui corruzione, abuso di potere e divulgazione di segreti di stato. «La mia posizione è la stessa espressa dal mio avvocato», ha detto l’ex presidente.

Intanto il presidente Moon Jae-in ha chiesto aiuto a Papa Francesco per la pace e la riconciliazione nella penisola coreana, non per la mediazione con Kim Jong-un. Kim Hee Joong, capo dell’associazione dei vescovi di Seul, è in Vaticano allo scopo di consegnare una lettera di Moon sull’argomento. La richiesta, in altri termini, sarebbe modellata sul ruolo svolto dal pontefice nella normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Usa e Cuba del 2014.

Ancora aggiornamenti invece dal Venezuela. Un quinto giovane venezuelano è stato ucciso ieri durante le proteste antigovernative nello stato di Barinas, portando così a 57 il numero di persone morte dall’inizio delle manifestazioni contro Nicolas Maduro. Lo ha reso noto su Twitter il deputato oppositore Freddy Superlano.

Chiudiamo con l’Indonesia, dove è stata eseguita oggi la sentenza contro due giovani omosessuali condannati la settimana scorsa a 85 fustigate nella provincia indonesiana di Aceh, dove vige la legge islamica. La punizione è la prima di questo tipo ad Aceh per il reato di rapporti omosessuali, verso i quali nell’intera Indonesia la tolleranza delle autorità sembra in diminuzione.

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