lunedì, Ottobre 21

Manchester: c’è l’Isis. Ed è rischio attacco chimico in Europa

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Gran Bretagna in lutto per il nuovo attacco terroristico, avvenuto questa volta a Manchester, dove un kamikaze si è fatto esplodere al concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager. Almeno 22 i morti, 120 i feriti e 12 dispersi. L’Isis ha rivendicato l’attentato affermando, tramite l’agenzia Amaq, che uno dei suoi membri ha compiuto l’attacco. Un 23enne è stato arrestato a Chorlton in connessione con l’attacco, ma  la tensione resta alta: in città il centro commerciale Arndale è stato evacuato per il timore di un altro attacco terroristico. Poi un uomo è stato arrestato e il centro commerciale è stato riaperto. In mattinata a Londra era stata evacuata Victoria Station per un pacco sospetto, poi rivelatosi innocuo. E a lanciare l’allerta è stata proprio la premier Theresa May, che ha detto che un altro attentato è ritenuto probabile.

Ma la tensione in Europa e alta. E all’Ansa il direttore generale dell’Opac, Ahmet Uzumcu, lancia l’allarme: «Le indagini condotte in Iraq e Siria dimostrano che l’Isis è stato in grado di produrre e usare gas mostarda, con sostanze di bassa qualità e rudimentali, ma è stato comunque capace di farlo. I foreign fighters che combattono con l’Isis potrebbero tornare nei loro Paesi d’origine, in Europa o altrove, e tentare di usare questo tipo di armi. Un rischio che viene preso molto sul serio da molti paesi e credo che dovrebbe essere preso sul serio da tutti».

Nel tardo pomeriggio invece  è rientrato il falso allarme all’aeroporto internazionale di Goteborg-Landvetter in Svezia, evacuato per un bagaglio sospetto che avrebbe contenuto tracce di esplosivo. La polizia ha affermato che un’analisi più approfondita ha escluso la presenza di materiale pericoloso all’interno della borsa, trovata incustodita al banco informazioni della sala partenze dello scalo.

Passiamo a Donald Trump, che continua il suo viaggio in Medio Oriente. A a Yad Vashem il presidente ha sottolineato: «La shoah è stata l’ora più buia della storia dell’umanità, il crimine più selvaggio contro Dio e i suoi figli. Questo non deve avvenire mai più». Trump ha poi aggiunto: «Dio benedica i sopravvissuti, il popolo ebraico e Israele».

«Raggiungere la pace non sarà facile ma con la determinazione ad un compromesso e la fiducia, la pace è possibile. Israeliani e palestinesi possono trovare un accordo», ha invece ricordato Trump a israeliani e palestinesi durante l’incontro a Betlemme con Abu Mazen.  «Un accordo tra israeliani e palestinesi porterebbe ad un processo di pace nell’intero Medio Oriente. La pace è una scelta che dobbiamo fare ogni giorno e l’America è qui per rendere questo sogno possibile per i giovani ebrei, musulmani e cristiani». I palestinesi, ha ricordato Abu Mazen, «si impegnano a lavorare con Trump per elaborare un accordo di pace duraturo con gli israeliani» e ha ricordato che quello con Israele non è un conflitto fra religioni: «Il nostro problema sono l’occupazione, le colonie, ed il rifiuto di Israele di riconoscere lo Stato di Palestina così come noi abbiamo invece riconosciuto il loro. Il problema non è fra noi e l’ebraismo, è fra noi e l’occupazione». E c’è attesa per l’incontro di domani di Trump con Papa Francesco a Roma.

Intanto critico rispetto al discorso pronunciato in Arabia da Trump il presidente iraniano Hassan Rohani, secondo cui quello è stato «uno show senza valore politico, ripetuto più volte. Il problema del terrorismo non si risolve tenendo riunioni e versando denaro nelle tasche delle superpotenze. Certamente gli Usa non sarebbero disposti a scambiare le vittime degli attacchi dell’11 settembre con i soldi che si ricevono dalla vendita di armi».

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