sabato, Gennaio 25

Maldive sempre più nel caos Siria, nuovo allarme Usa sull'uso di gas al cloro. Polonia, Duda firma legge sulla Shoah e la manda alla Corte costituzionale

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E’ caos vero nelle Maldive. Due giudici della Corte suprema sono stati arrestati nelle prime ore di oggi, dopo che il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza. Poco prima era stato arrestato anche il leader d’opposizione ed ex presidente Maumoon Abdul Gayoom, accusato di corruzione e tentato colpo di Stato.

La settimana scorsa la Corte suprema aveva ordinato la scarcerazione di alcuni politici – tra i quali l’ex presidente Mohammed Nasheed, in esilio dal 2016 in Gran Bretagna – perché i loro processi erano stati influenzati dal governo. Decisione questa che aveva provocato proteste e scontri nella capitale Malè.

L’Onu e la comunità internazionale ha rivolto un appello al governo delle Maldive a rispettare la sentenza della Corte. A esprimere preoccupazione anche gli Usa, che in una nota sottolineano che lo stato di emergenza concede ampi poteri alle forze di sicurezza, impone restrizioni ai viaggi e sospende parte della Costituzione del Paese. Ma plaudono alla decisione della Corte Suprema di rilasciare i prigionieri politici e reintegrare i membri eletti del Parlamento.

In Siria invece torna di moda purtroppo la questione dell’uso di gas al cloro. Il nuovo allarme viene lanciato dagli Usa, secondo cui armi con questa sostanza sono state utilizzate Usa dal regime siriano per terrorizzare civili innocenti, questa volta nella provincia di Idlib, vicino a Saraqib. «Imploriamo la comunità internazionale di parlare con una sola voce, sfruttando ogni opportunità per fare pressione pubblicamente sul regime di Assad, e sui suoi sostenitori, per mettere fine al suo uso delle armi chimiche e chiamare a rispondere i responsabili di questi brutali attacchi», dichiara in una nota il dipartimento di Stato americano, ricordando che si tratta del sesto episodio riportato negli ultimi 30 giorni in Siria.

Andiamo in Cisgiordania, perché il ricercato Ahmed Nassr Jarrar è stato ucciso oggi da un’unità dell’esercito israeliano che dopo molti sforzi era riuscita a scoprire il suo nascondiglio. Figlio di un comandante dell’ala militare di Hamas, un mese fa aveva partecipato all’uccisione di un rabbino in Cisgiordania e secondo Israele progettava altri attacchi.

In PoloniaAndrzej Duda ha deciso di firmare la legge sulla Shoah e di mandarla alla Corte costituzionale per analizzare se sia conforme con la costituzione. Lo ha annunciato lo stesso presidente polacco. La legge dunque entrerà in vigore e solo la Consulta potrà sospenderla, se la riterrà non conforme con la
Costituzione. Duda ha sottolineato la propria sensibilità alle sofferenze degli ebrei subite durante la guerra, ma ha anche contestualmente respinto ogni responsabilità istituzionale dello Stato polacco per l’Olocausto. Il presidente ha rivelato inoltre di aver parlato del contenuto della nuova legge un anno fa con gli israeliani, durante la sua visita in Israele. «Speriamo che in un tempo determinato fino a che la Corte concluda le sue deliberazioni, riusciremo a trovare un’intesa sui cambi e sulle correzioni», fa sapere il ministero degli affari esteri israeliano, secondo cui i due Paesi «hanno una comune responsabilità di indagare e preservare la Storia della Shoah».

L’Italia continua la sua opera di cooperazione internazionale. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha confermato che il nostro Paese «ha deciso di rifinanziare il Fondo per l’Africa per ulteriori 80 milioni di euro per il biennio 2018-2019». «Utilizzeremo i fondi in gran parte per progetti di sviluppo economico e sociale e soprattutto a favore delle fasce più giovani della popolazione», ha sottolineato. Alfano poi ha ribadito che la missione italiana in Niger, «come la legge prevede, deve essere autorizzata dal Parlamento, quindi il voto parlamentare era un voto di autorizzazione, poi il dispiegarsi della missione non può che avvenire su richiesta delle autorità nigerine e su base del loro consenso». Nel momento in cui avremo l’autorizzazione di Niamey, «ci gioveremo di questa autorizzazione per fare ogni azione che sia richiesta dal governo nigerino che rispetti profondamente la sovranità nigerina e che sia da effettuare su base di consenso con il governo nigerino».

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